24 settembre 2025

Canzoni indie perfette per l'autunno: dai Big Thief a Phoebe Bridgers

L’autunno è quella stagione in cui ci viene voglia di rallentare un po’, infilarsi sotto le coperte e magari lasciarsi accompagnare dalla musica giusta. Le giornate si accorciano, le foglie si tingono di rosso e arancione e improvvisamente ogni playlist ha bisogno di un tocco più intimo e avvolgente. Per fortuna, ci sono tantissime canzoni che sembrano scritte apposta per questo periodo: brani che parlano di cambiamento, di nostalgia ma anche di momenti di calma e bellezza. In questo articolo vi proponiamo alcune tracce perfette per vivere al meglio questa atmosfera.

American Football - The Summer Ends

Uno dei dischi autunnali per eccellenza, l’esordio omonimo degli American Football è un concentrato di malinconia che si appoggia su chitarre brillanti e tempi dispari. The Summer Ends già dal titolo ci proietta in un mood transitorio e dai contorni sfumati, in cui l’arrivo dell’autunno diventa un crocevia spietato per fare i conti con una storia che non sta più funzionando. I delicati colpi di batteria, la voce tremante di Mike Kinsella, gli intrecci di chitarre e quella tromba spaccacuore fanno il resto.

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girl in red - we fell in love in october 

Sigarette fumate sul tetto, sopra il cielo stellato. E quell’irresistibile confessione: “we fell in love in October / that’s why I love fall”. Non c’è playlist autunnale che si rispetti senza questo pezzo, e non potevamo certo esimerci noi. Il dream pop delicato del progetto girl in red è una medicina per l’anima, e qui in particolare è dotato di una potenza visiva che trasforma l’ascolto in un film mentale dai colori tenui, girato rigorosamente in pellicola.

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Alex G - Sarah

Alex G mette in mostra la sua abilità unica nel trasformare semplicità e fragilità in un linguaggio musicale potentissimo. Il brano si regge su chitarre asciutte e appena imperfette, che creano un tappeto sonoro intimo, quasi domestico, sul quale la voce, fragile e diretta, scivola senza filtri. C’è in questo equilibrio un mood autunnale inconfondibile: la malinconia che non diventa mai cupa, il calore che convive con la sensazione di perdita, come il sole basso che filtra tra rami spogli. Sarah funziona proprio perché sembra sospesa: una canzone che non ha bisogno di esplodere o di sorprendere con artifici, ma che trova la sua forza nella sincerità e nella capacità di catturare lo spirito delle stagioni di passaggio. È uno di quei brani che si ascoltano meglio quando fuori l’aria si fa più fresca e le giornate si accorciano, accompagnando chi lo ascolta in un dialogo silenzioso tra nostalgia e conforto.

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Big Thief - Masterpiece 

Ad Adrianne Lenker e soci, tra l’altro freschi di nuovo album, dovrebbero spettare le quote societarie del concetto stesso di autunno. Masterpiece possiede la ruvidezza del vento e la dolcezza di una foglia che cade, e complice la copertina dall’estetica retrò e i toni di marrone entra di diritto nella nostra selezione. Un pezzo che non sa lasciare andare un’amica persa, di una profondità lancinante.

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Phoebe Bridgers - Moon Song

Uno dei brani che meglio rappresentano lo stile di Phoebe Bridgers: un minimalismo sonoro fatto di arpeggi essenziali e voce fragile, capace di trasformare l’intimità in racconto universale. Non c’è retorica, solo un lento scivolare tra immagini quotidiane e sentimenti che restano sospesi con una scrittura che privilegia la sottrazione. È proprio questa essenzialità a renderla perfetta per una playlist autunnale: una canzone che accompagna il silenzio, i pomeriggi più brevi e le atmosfere malinconiche della stagione, confermando Phoebe come una delle voci più rappresentative del cantautorato contemporaneo.

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Angel Olsen - Windows

Con questo brano, Angel Olsen regala uno dei momenti più intimi e delicati della sua discografia. La voce sospesa e gli arrangiamenti essenziali si intrecciano con una melodia fragile e luminosa, capace di evocare la malinconia dell’autunno: il lento cadere delle foglie, la luce che si affievolisce, il bisogno di introspezione. Una canzone che diventa rifugio e specchio emotivo, perfetta per accompagnare il ritmo quieto della stagione.

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Clairo - Softly 

Una canzone delicata e intima, dove chitarre leggere e synth discreti avvolgono la voce morbida e timida di Clairo. Softly rappresenta perfettamente il passaggio dalla fine dell’estate all’autunno, con un mood sospeso tra nostalgia e dolcezza. Racconta la vulnerabilità e il desiderio in maniera sottile, trasformando emozioni quotidiane in sensazioni universali, come un sussurro che accompagna il cambiamento delle stagioni.

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The Lumineers - Walls

Con i cambiamenti fisiologici del mondo attorno a noi all'arrivo dell'autunno, il folk diventa un rimedio inevitabile. Ai colori e ai tempi diversi che ci vengono imposti dalla natura, la voce straziante e il cuore blue di Wesley Schultz dei Lumineers sono da sempre un abbinamento perfetto. Se scegliere dai primi dischi, che insieme ai Mumford & Sons hanno contribuito a riportare il folk nelle classifiche mondiali, è abbastanza facile, nel 2018 esce un singolo dal significato densissimo. Walls è infatti un brano di Tom Petty il cui testo analizza malinconicamente il mondo circostante, in un modo tanto facile quanto diretto, nello stile del maestro Neil Young. I Lumineers in quel periodo apriranno diverse date di Petty e riusciranno a fargli ascoltare (e apprezzare) la loro versione, che verrà poi pubblicata il 2 ottobre 2018, esattamente un anno dopo la morte dello stesso autore.

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Paolo Nutini - Autumn

Attorno al 2010 la versione più pop del folk mondiale si spostò in buona parte direttamente in Europa per merito di un ragazzone scozzese con chiare origini italiane: Paolo Nutini, che con la sua voce graffiante trovò una sua personalissima ricetta di folk, grazie a brani più sbarazzini alternati ad altri che rispettavano tutti i canoni del folk stesso. Non fermatevi al titolo, che in una selezione come questa può sembrare molto scontato. Autumn è un brano dedicato alla scomparsa di una persona cara allo stesso cantautore e in cui ci sono tutti gli ingredienti perfetti: pianoforte e voce strazianti, l'autunno che cala sulla realtà con le sue foglie che si muovono spostate dal vento ricoprendo ogni cosa, riflessioni sulla vita. Tutto questo scritto da Nutini quando aveva solo 19 anni.

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The National - Light Years

Limitare gli eclettici (e immensi) National ad un singolo genere sarebbe pressoché impossibile, oltre che errato. Dagli anni '90 hanno saputo muoversi in diversi campi senza mai perdere la loro anima che potrebbe essere definita indie, proprio per la loro trasversalità non-appartenenza a nessuna scena particolare. La certezza, e il comune denominatore della loro immensa discografia, è la voce estremamente sincera di Matt Berninger che sin dagli albori ha saputo dare le parole perfette ai costrutti di Aaron e Bryce Dessner. Light Years chiude il loro ottavo album in studio I Am Easy to Find e, come si può intendere dal titolo, il fulcro è la presa di coscienza della distanza, ormai incolmabile, tra due persone e oltre alle parole di una sincerità disarmante, il piano e gli archi non vi lasceranno indifferenti di fronte a questo senso di vuoto. Un tipo di sensazione che spesso la stagione autunnale riesce a evocare.

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Richard Hawley - Bang To Rights

Si torna in UK, dove da sempre la stagione autunnale sembra entrare in risonanza con un paese intrinsecamente malinconico. Questo completarsi vicendevolmente, tra lo scenario e lo scorrere del tempo, ha sicuramente contribuito a tirare fuori da artisti non propriamente folk, sfumature decisamente affini. Ad esempio è il caso di Richard Hawley, che nella sua Sheffield ha saputo sublimare le liriche che avrebbero fatto le fortune di Alex Turner con gli arrangiamenti orchestrali  e un bisogno estremo di introspezione. Bang To Rights è uno spaccato di vita quotidiana di cui lo stesso Hawley è protagonista attraverso una riflessione a tarda serata, quando ci si ritrova da soli con la propria coscienza e la realtà e le persone che ci circondano trovano il tempo dei ripensamenti e dei rimuginii.

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