10 febbraio 2015

I 5 modi per approcciarsi ad un musicista senza rischiare l'arresto

Alla vigilia di un concerto, magari della vostra band o artista preferito di sempre, o semplicemente di qualcuno che stimate davvero molto, all'incirca tutti noi ci siamo posti almeno una volta quella domanda, l'interrogativo degli interrogativi: "cosa faccio se lo incontro? Cosa gli dico? ... cos-... io... aaah" e suona la sveglia che vi dice che sono le 5 di mattina e che dovete alzarvi per iniziare a preparavi e che nessuno vi consegnerà un Oscar per la migliore sceneggiatura sull'incontro col suddetto artista svoltosi interamente solo nella vostra testa.

Poi però accade che questo incontro succede davvero, prima-durante-dopo il concerto, e quindi la vostra già precaria salute mentale ha un tracollo immediato oppure, peggio ancora, accade improvvisamente mentre passeggiate a caso per le strade di, che so, Londra o viaggiate tranquillamente su un regionale Bologna-Ferrara in condizioni che neanche la mattina appena svegli potreste avere una faccia del genere.

Che siate maschi o femmine, giovani o vecchi, novellini od esperti, davvero interessati all'artista o solo con la vana speranza che vi si bombi alla cieca che vi degni di mezzo sguardo, state tranquilli: niente andrà come programmato o pensato. E al 90% sarà memorabile proprio perché la ricorderete come la figura di merda del secolo.

...................... no.

Noi di NoisyRoad, alcuni più di altri ormai avvezzi a questa subdola pratica di auto-tortura, abbiamo pensato di selezionare 5 punti che non solo vi prepareranno psicologicamente all'evento ma - nei casi più disperati - probabilmente eviteranno anche una denuncia e una diffida che vi costringerebbe a minimo 10 stati di distanza dalla persona molestata incontrata.


1. Non urlate e non aggreditelo
L'educazione prima di tutto e poi... come durante una caccia, la bestiola scappa se la spaventate. Con l'artista è la stessa identica cosa: più confusione si fa e meno possibilità ci sono di poterci scambiare anche solo due parole, la bestiola potrebbe indispettirsi e dileguarsi in meno di 3 secondi netti. Non comportatevi come se foste in procinto di rubare i gioielli della corona e ricordate soprattutto che sono esseri umani come tutti, a maggior ragione se li incontrate - che so - a prima mattina e senza aver bevuto il caffè oppure in ritardissimo per lo shopping in Via Condotti. Voi, al posto loro, cerchereste di far esplodere la testa di un fan solo fissandolo intensamente negli occhi. Io lo farei, ad esempio. In ogni caso, se la bestiola è ben disposta all'approccio, sarà anche ben disposta a riempirvi di domande alle quali, ad un certo punto, tutto quello che avreste voglia di dirgli è mi firmi 'sto cazzo di album per cortesia che devo andare a mettermi in coda per il tuo concertodimerda.


2. Assicuratevi di non avere accessori opinabili addosso
Avete presente quando vi è finita la Nutella e in condizioni disgustose vi recate al supermercato e, in ordine, incontrate quella compagna di liceo sparita che adesso ha diciotto figli, il cane del vicino, la maestra delle elementari e un tossico che vi chiede se volete un po' di robbbba? Ecco, la maggior parte delle volte l'incontro avverrà per caso e quindi in condizioni tristissime tanto che, dall'altro lato del mondo, un Enzo Miccio ha un principio di infarto.

alla fine siamo tutti un po' Bellamy

Che sia per caso dopo un concerto, e quindi quelle poche linee di trucco saranno arrivate alle ginocchia; oppure mentre aspettate fuori da un locale per ore e, data la noia, tirate fuori dalla borsa di tutto tra cui occhiali o cappellini che, veramente, manco i cosplayer hanno. In ogni caso, la solita occhiata che si riserva a chi vi dice che il sushi fa schifo, non ve la toglie n e s s u n o.

3. Impostate il vostro cervello su una lingua conosciuta
Come per ogni momento importante - o pseudochesia - della vostra vita, il vostro cervello si a z z e r e r à all'improvviso e verrete colti da quel dolcissimo e simpaticissimo mutismo selettivo che neanche Rajesh Koothrappali davanti ad un paio di tette, trasformandovi in una copia perfetta di una delle immobili statue al Madame Tussauds. E vi auguro davvero con tutto il cuore, che con voi ci sia qualcuno di più reattivo e pratico e smart che vi aiuti a tirarvi dalla fossa che vi siete scavati da soli. E a chiedere quell'abbraccio - che alla vostra dignità e vita non serviva - in cui vi akkoalerete al suddetto tastandogli la panzadabbirra.

in realtà lavorano tutti per Stabrucks, non avete scampo
in realtà lavorano tutti per Starbucks, non avete scampo


4. Imparate lo spelling corretto del vostro nome
 Soprattutto se davanti avete Miles Kane su un regionale che va a Ferrara (per andare a  suonare  al suo stesso concerto, tra l'altro) che ha bisogno dell'aiuto del suo batterista per  scrivere il  nome di una fan nell'autografo. Perciò, se proprio a b c d can I bring my friend  to tea? non vi  entra in testa e non sapreste usarlo lì su due piedi, o gli tirate fuori la carta  d'identità o vi  ripassate mentalmente il vostro nome. Tanto poi dimenticherete tutto  comunque e sarete lì a  fare "eeeehm... io... aaaaahem..." come quando ad un esame  l'importante non è convincerli  ma confonderli. E ci riuscirete benissimo.

5. Ricordatevi di ringraziare
Dopo aver coraggiosamente mantenuto il contatto visivo per tutta la conversazione,  sudato quaranta maglioni in pieno dicembre sotto la pioggia e l'aver mantenuto la  conversazione  breve perché - ricordatevelo - c'è sempre un fratello random da andare a  ritirare alla fermata  della metro e non hanno tutto il tempo del mondo (contrariamente a quanto alcuni personaggi  dimostrano campando sui social network all day all night).  Domande brevi e dirette che non  includano a) domande sulla propria relazione  omosessuale b) domande sulla band che avevi con tuo fratello e c) niente richieste di  indirizzi o numeri di telefono. Tanto di cose creepy ne farete e ne direte in abbondanza, la  conversazione non sarà mai noiosa. Non lo è mai, maledetti. Ringraziate carinamente (?), salutate e poi scappate via. Il più lontano possibile.  Magari facendo a piedi sette isolati in una città che non conoscete, lasciando i vostri amici  indietro e magari stando attenti a non prendere pali in fronte o a cadere nei tombini lasciati aperti. Fuggite, sciocchi.

Ovviamente niente vi preparerà a quel momento, per quanto eccitati o meno voi siate. Tra il serio e il faceto, tanto meno vi saranno d'aiuto questi piccoli aiuti redatti da un soggetto che ogni volta si trova punto e a capo, combattuta tra la voglia di pugnalare negli occhi la persona incrociata per strada o caderci volontariamente, in quei tombini lasciati aperti. In realtà la regola fondamentale è solo una: godetevi il momento.