Blossoms @ Bologna

by BURN

Sabato sera siamo stati a Bologna a sentire i Blossoms, e ragazzi, dire che è stato bellissimo è riduttivo.
Hanno aperto la serata al Covoclub gli Under Hovoc, un gruppo della provincia di Bolo che non sono per niente male. Hanno fatto dei loro pezzi, tutti in inglese, e hanno davvero spaccato: bella energia, potenti, un indie rock di ispirazione classica, con evidenti contaminazioni da Strokes, Libertines e compagnia bella, ma anche molta personalità, coinvolgenti e talentuosi.

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Consigliatissimi!
Dopo qualche minuto di pausa si vedono arrivare loro, i magrissimi e super british Blossoms: si fanno spazio tra il pubblico e salgono sul palco mentre tutte le ragazzine (io compresa ovviamente) li acclamano e applaudono.
Tom Ogden dimostra 17 anni, ma gli altri pure sembrano più giovani di quanto non siano realmente, dal vivo più che mai. Inoltre hanno un’aria così british, ma al contempo sembrano usciti dallo zoo di Berlino… quanta roba ragazzi.
Cominciano con una travolgente At most a kiss che fa cantare, saltellare (e limonare duro) tutto il pubblico. Non c’è effettivamente troppa gente, più che altro perché il Covo non è che sia propriamente enorme, la sala è comunque piena, l’acustica è buona, ho registrato il concerto e si sente decentemente anche dalla TASCAM.
Dopo la prima canzone Tom comincia a sciogliersi e ad interagire anche se timidamente con il pubblico: improvvisa con un italiano tenerissimo “Grazia mille Bolonia” (probabilmente le uniche parole che conosce in italiano perché ha ripetuto le stesse tutta la sera, cucciolo lui). Continua con Blow e subito  Polka dot bones, entrambe conosciutissime e adorate da tutto il pubblico. Tom ad ogni pezzo cambiava chitarra, non scherzo: non voglio sapere quanto spendano in bagagli ad ogni spostamento, sembrava possedesse chitarre “usa e getta”, ne aveva almeno 6 o 7 solo lui.

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Vengono sparati in successione tre pezzi (per me) uno più significativo dell’altro: Smashed Pianos, Getaway e Honey Sweet, alla fine ero quasi in lacrime, non so come io abbia fatto a trattenermi. Sospetto di non essere stata l’unica.
A esattamente metà concerto ci sono dei problemi tecnici abbastanza importanti sul palco, era saltato completamente il collegamento voce e audio, non si è capito bene cosa effettivamente fosse successo, si sospettava un problema con le casse, non si sentiva più nulla. Ma questa disavventura potrebbe essere stata la cosa migliore capitata sabato sera: il concerto infatti di certo non poteva fermarsi, avevano fatto a malapena 6 pezzi, ma come fare? Come continuare?
Sembrava impossibile, ma poi Tom propone la svolta, decide infatti di interpretare una dolcissima, perfetta e veramente suggestiva My favourite room in acustico, un po’ disorientato chiede alla folla di fare silenzio, in modo da continuare a suonare senza amplificatori, urlando a squarciagola e suonando da solo (lovely <3).
Insomma My favourite room è stata veramente impeccabile ed emozionante, erano solo lui, la sua chitarra e un centinaio di persone ad intonarla stonando la sua perfetta esibizione: un momento magico, che difficilmente dimenticherò!

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Nel frattempo i tecnici stavano cercando di capire e risolvere l’inconveniente, poco dopo infatti era tutto sistemato, il concerto poteva riprendere tranquillamente: hanno eseguito una vibrante Blown Rose senza ulteriori intoppi, c’era tanta dolcezza nell’aria, il loro atteggiamento innocente e adolescenziale mettono subito di buonumore. Con Texia e Across the moor ci hanno poi fatto entrare in un’altra dimensione, personalmente li trovo pezzi leggeri, molto melodici e quasi “psichedelici”: fanno sognare ad occhi aperti. Dulcis in fundo hanno fatto una lenta e deliziosa Deep Grass che piace per forza, anche ai più scettici, per poi concludere con quell’highlight che è Charlemagne che è inutile dirlo, ha fatto ballare, ridere e cantare TUTTI.
La serata è stata veramente memorabile: per il pubblico sicuramente ma immagino anche per i ragazzi stessi, i momenti di imbarazzo a causa del problema audio faranno ricordare l’unica data italiana anche agli inglesissimi Blossoms.

Si spera comunque con un sorriso, noi vi amiamo.

BURN

Sogno ad occhi aperti e li chiudo per sentirmi viva.

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