Circa Waves more like Circa Awesome

by Sara

Quante volte vi è capitato di sentire una canzone alla radio o di premere play ad un brano suggerito su Spotify e cadere in una specie di stato di trance/ confusione/ panico/ ommioddioquestamusicadadovearriva?! Si tratta di un fenomeno abbastanza raro, che non capita tutti i giorni ma ahimè quando capita, quando arriva quella band o quell’artista, è l’inizio della fine.

Questo è esattamente quello che è successo alla sottoscritta quando a giugno girovagava su questo blog in cerca di nuova musica: purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) mi sono imbattuta in una band a me allora sconosciuta, i Circa Waves, che proprio in quei giorni aveva pubblicato un singolo, il terzo per la precisione, intitolato Young Chasers. L’errore commesso è stato premere il tasto play.

Che mi crediate o no, mi sono innamorata di loro sin dalla prima nota. Dopo aver emesso versi strani, tra un primo ascolto da “AHHHHHHH sdjhfbjhebrjhbsdgjshgf” e un secondo dove già ballavo in piedi su una sedia, e dopo aver passato la fase disagio del “dai li ascolto ancora una volta(x1000)”, chiedo aiuto al fedele compagno Google affinché mi fornisca più informazioni possibili riguardo questi quattro ragazzi inglesi armati di riff potenti, ritmo serrato e melodie orecchiabili.

10540364_839711299426412_394399611461311668_nScopro così che questi quattro baldi giovani si chiamano Kieran Shudall (voce/chitarra), Joe Falconer (chitarra), Sam Rourke (basso) e Sian Plummer  (l’allora batterista: purtroppo, e per ragioni sconosciute, ha da poco lasciato il posto a Colin Jones), si sono incontrati ad un festival nel 2013, il Liverpool Sound City, e hanno deciso di iniziare a suonare insieme. Le cose sembrano funzionare sin da subito:  un singolo dietro l’altro, un EP, diversi festival nell’estate 2014 (tra cui anche Glastonbury e Reading & Leeds), gruppo di supporto per The 1975 e The Libertines e la benedizione di Zane Lowe (a febbraio dell’anno scorso il secondo singolo della band, Stuck In My Teeth è stato dichiarato “Hottest Record in the world”) nonché di NME (oltre alle varie recensioni positive dei singoli e dell’album di debutto Young Chasers sono anche stati nominati nella categoria Best New Band agli NME Awards). Arriva così il successo sperato, soprattutto per il frontman Kieran, che per anni aveva tentato di far decollare la carriera di musicista suonando con diverse band, senza però ottenere i risultati sperati.

Dopo aver fatto le adeguate ricerche, aver scaricato i singoli e aver guardato/letto le poche interviste che giravano sul web, inizio a pregare tutti i santi del paradiso affinché mi sia concessa la grazia di vederli dal vivo. Per una volta (hashtag unagioia) la divina provvidenza sembra essere dalla mia parte: scopro infatti che avrebbero suonato a Parigi (città in cui avrei vissuto da settembre) in autunno all’interno di un festival, Les InRock Philips, che si tiene ogni anno con lo scopo di portare talenti emergenti, soprattutto di provenienza anglosassone, nel continente.

         Arriva così il fatidico sabato 15 novembre: la location è La Boule Noire, una venue intima a Pigalle. Prima dei Circa Waves suonano i Cloud Boat e Nimmo & the Gauntletts, due gruppi elettro-pop della scena londinese che il pubblico sembra apprezzare molto (soprattutto questi ultimi). Si capisce però che il gruppo più atteso sono i quattro liverpooliani: mentre per gli altri due gruppi il pubblico era sparso per il locale, con uno spazio vitale di due metri quadrati a testa, durante la pausa alcune persone (tra cui ovviamente la sottoscritta) si avvicinano timidamente alla transenna, che fino ad allora era stata libera (si, avete capito bene: l i b e r a).

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Ore 22.45 Kieran, Joe, Sian e Sam salgono sul palco  e danno il via alla festa: suonano per 40 minuti, che in realtà sembrano 15 per via del ritmo serrato delle canzoni: nel repertorio ci sono i singoli fino ad allora pubblicati (Get Away, Good For Me, Stuck In My Teeth, Young Chasers, So Long) più altre canzoni inedite che avrebbero fatto parte dell’album. Il pubblico li accoglie bene, anche se mi è sembrato molto più entusiasta dei Nimmo (i francesi in fatto di gusti musicali non li ho ancora inquadrati bene, ma questa è un’altra storia). La band sembra accorgersi che la sottoscritta canta ogni singola parola e dunque non tarda a regalare sorrisi misti a sguardi increduli (interpretando la situazione da un altro punto di vista: ridevano di me che ballavo e cantavo a squarciagola.) Le mie aspettative non vengono deluse: dal vivo sono fantastici, l’energia è incredibile! Sembra che suonino insieme da una vita e a mio parere il locale  era addirittura troppo piccolo.

Finito il concerto, spreco le ultime energie rimaste per inviare segnali di fumo ai tecnici del posto chiedendo loro di darmi gentilmente la scaletta (e io che pesavo che il termine setlist fosse international.. ILLUSA), ma ricevo solo sguardi confusi. Vedo allora comparire sul palco Colin, l’attuale batterista e l’allora sound guy, che mi da subito retta staccando la scaletta dalla batteria e piegando accuratamente il nastro adesivo ai bordi per evitare danni collaterali (tipo pelle portata via e colla ovunque) me la porge regalandomi un sorriso a trentadue denti. COLIN SANTO SUBITO. Dopo l’impresa titanica relativa alla conquista della scaletta, mi siedo un attimo al bar per riprendermi (da leggere come: mi siedo nella speranza che qualcuno di loro sbuchi dal backstage). Incredibile ma vero, la provvidenza sembra essere ancora dalla mia parte: Sam, il bassista, esce per dare una mano a sistemare il merchandise. Io timidamente mi avvicino chiedendo se può firmarmi la scaletta e lui accetta volentieri, regalandomi

Sam al tempo mi disse che stavano pensando di cacciare Sian dalla band per manie di protagonismochiaramente visibili nella firma. Che sia andata veramente così? who knows
Sam al tempo mi disse che stavano pensando di cacciare Sian dalla band per manie di protagonismochiaramente visibili nella firma. Che sia andata veramente così? who knows

oltre ad un sorriso anche un’espressione visibilmente sorpresa da “wow sai come mi chiamo, fantastico!” tanto che si firma con nome e cognome. Dopo avergli fatto i dovuti complimenti per lo show e aver chiacchierato un po’ di tour, festival e album, mentre Joe e Sian alle mie spalle si stanno per dirigere fuori dal locale, Sam li ferma per chiedergli di firmarmi la setlist. Quando penso che la sua gentilezza abbia ormai raggiunto il limite, ecco che le seguenti parole vengono pronunciate: “I’m gonna go backstage to make Kieran sign your setlist, so you have all the signatures. It’s gonna take only one minute, don’t leave ok?” Inutile dire che avrei voluto rispondergli “MA TI PAREEEE?!” ma mi sono limitata a un semplice “Ok, no problem!”

Felice come una pasqua esco finalmente dalla venue pronta ad avviarmi verso casa quando mi ritrovo davanti Joe e Sian intenti a fumarsi una sigaretta e a scambiare quattro chiacchiere con qualche fan. Arrivato il mio turno mi metto a parlare con Joe del più e del meno, e lui finisce per mettersi a raccontare aneddoti del tour con i Libertines, ad esempio di come il giorno del suo compleanno Pete lo abbia sorpreso portando nel backstage una torta e cantandogli tanti auguri. Cose di tutti i giorni insomma.

Nella nostra conversazione non poteva mancare la domanda relativa alla data di uscita dell’attesissimo album, e Joe mi risponde “March”. All’epoca era uno scoop, ora non lo è più: la data ufficiale di uscita di Young Chasers è infatti il 30 marzo. SEGNATEVELO SUL CALENDARIO.

Che dire, l’idea che mi sono fatta dei Circa Waves è quella di quattro ragazzi di talento che amano quello che fanno perché si divertono da matti, e forse ancora non si rendono pienamente conto di quello che il 2015 avrà in serbo per loro. Mi stupisco infatti di come sia Joe che Sam, appena avviata la conversazione mi dicono “we are so tired!”. Cari ragazzi, lasciate che vi dica una cosa: per come la vedo io, questo è uno stile di vita a cui dovrete abituarvi molto presto.

N.B. il tour dei Circa Waves toccherà anche l’Italia: suoneranno al Covo a Bologna il 30 aprile. SEGNATEVI ANCHE QUESTO SUL CALENDARIO.

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Sara

Ventenne con la testa tra le nuvole ma i piedi sempre per terra. Costantemente in bancarotta a causa del “carpe diem” in fatto di concerti, (troppo) spesso preferisco la musica alle persone.

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