“Siete tutti ragazzi pazzi!” esclama più volte Dave Grohl davanti ai 65mila accorsi a vedere i Foo Fighters agli I-Days Milano. Un ritorno che il pubblico italiano attendeva da ben otto anni. Un’attesa che è stata ripagata alla grande con la giornata che si è aperta con i Fat Dog prima e gli IDLES poi e che ha visto i Foo Fighters attraversare i propri 31 anni di carriera con un set di 25 brani, per oltre due ore e mezza di concerto. D’altronde si sa, come per i concerti di Springsteen, anche quelli dei Foos sono delle maratone imperdibili.

L’inizio è da KO immediato, con All My Life, The Pretender e Times Like These a far saltare tutto l’Ippodromo Snai La Maura. 31 anni di carriera sono tanti, e destino vuole che proprio il giorno prima fosse caduto l’anniversario dell’uscita del loro primo omonimo album, come ricorda lo stesso Grohl.

Il legame dell’ex batterista con l’Italia ha radici lontane e lo ricorda con orgoglio ogni volta che torna a suonare dalle nostre parti. Sicuramente l’aver vissuto qualche mese a Bologna da ragazzino lo ha formato, tanto che, ad anni di distanza, ancora ricorda con affetto il Leoncavallo di Milano e altri centri sociali di Bologna e Pisa. A bordo palco, ospiti della band (fra cui fa capolino anche Joe Bastianich), ci sono tutti questi amici di lunghissima data.

La scaletta copre tutta la carriera (gli unici brani assenti sono quelli dell’ultimo album Your Favorite Toy) e non mancano le chicche: Exhausted, i medley di pezzi delle band originarie di ciascun singolo membro e soprattutto la commovente Aurora, dedicata al mai dimenticato Taylor Hawkins.

A chiudere la serata, l’immancabile Everlong che fa cantare tutti i 65mila in coro. Non prima però di una promessa dello stesso Grohl: di rivedersi insieme il giorno successivo sempre agli I-Days Milano per il live dei Queens of the Stone Age e System of a Down. E chissà che non ci scappi un’ospitata dietro alla batteria dei QOTSA…
Fotogallery del concerto a cura di Maria Laura Arturi.