16 gennaio 2026

Gli Ex-Otago all'Arci Bellezza: 10 anni di Marassi in un grande abbraccio

La notte degli Ex-Otago ci ha chiamato e noi abbiamo risposto. Non è il disco d’esordio, Marassi, quello di cui si celebra il decennale stasera, ma è certamente quello che ha cambiato tutto. Oltre ad essere un album però Marassi è anche un luogo del cuore, il quartiere di Genova poco fighetto e poco da cantautori, che ospita il carcere e lo stadio, e dove Maurizio, Simone, Olmo e Rachid sono cresciuti. Lo spiega, per rinfrescare la memoria e settare l’atmosfera, una voce fuoricampo ruvida a inizio live: crescere a Marassi ti fa sempre chiedere cosa c’è oltre, ti fa venire fame di mondo.

Nel 2016 questo disco che sa di mare e di arguzia emotiva e sociale, apriva alla band ligure le porte della notorietà in quella cosa fighissima e nuovissima che era la scena indie italiana: prima di Corochinato, quel Sanremo con Solo Una Canzone, prima che l’indie si iniziasse a chiamare Itpop, che l’Itpop si diluisse nel pop e poi chissà cos’altro. A 10 anni di distanza l’affetto che circonda Marassi e il ricordo di quel periodo storico consente agli Ex-Otago di riempire 8 piccoli club in poco più di un’ora di prevendita.

Maurizio Carucci mentre canta all'Arci Bellezza di Milano per il decennale di Marassi
Maurizio Carucci, Ex-Otago, in concerto all'Arci Bellezza di Milano, 2026 | Credits: Renato Anelli

La scelta della dimensione ristretta è motivata, come ci dirà Maurizio Carucci durante il live, dalla voglia di contatto fisico e reale e da quella di valorizzare i luoghi che in principio hanno reso possibili certe magie. In un mondo di doomscrolling da 1 milione di like, stare in una stanzetta con 150 persone ad assistere a un concerto che poteva essere molto più in grande da un piacevole sensazione di pienezza.

Quando attaccano con I Giovani D’Oggi sullo sfondo è già apparsa l’immagine iconica di Marassi con il suo piano inclinato della costa ligure alla cui pendici immaginarie di posiziona la band, mentre li osserviamo in mezzo al pubblico, dalla prospettiva del mare.

Carucci è in formissima, né troppo nostalgico né troppo auto celebrativo: la butterà sull’ironia, chiedendo per favore di “non fare quel balletto di merda con le mani” alla fine di Mare (che comunque si farà lo stesso), ricorderà con orgoglio quando a suo dire la frase più enigmatica dell’indie italiano veniva da Quando Sono Con Te dove non si capiva se a stare bene a lei erano tutte quelle mutande o montagne (sono le mutande), si perderà nell’aneddotica chiedendo chi veniva ai loro concerti 10 anni fa e ricordando ad alta voce luoghi e situazioni dei posti citati dal pubblico. Verso la fine del live ci sarà anche un piccolo cadeau che viene lanciato tra il pubblico come il bouquet e si vince a mo' di gioco della sedia, un esercizio di altruismo forse un po’ complesso per il pubblico meneghino. Cosa si vince non lo sveliamo.

Gli Ex-Otago live all'Arci Bellezza di Milano per i 10 anni di Marassi
Gli Ex-Otago in concerto all'Arci Bellezza di Milano, 2026 | Credits: Renato Anelli

I brani di Marassi arrivano tutti uno dopo l’altro, Cinghiali Incazzati (“mi ricordo che questo era il primo singolo” sussurra qualcuno del management), La nostra pelle, Stai Tranquillo, Gli Occhi Della Luna, molto spesso i pezzi portano con se un mini encore acustico sul finale. Dopo un breve black out di reset, riappaiono sul palco in assetto di orchestrina intonando Costa Rica dall’album Mezze Stagioni (2011) e poi Patrizia, vecchio pezzo tutto in rima baciata definito per veri intenditori. Da Corochinato (2019) ascoltiamo Bambini e la chiusura struggente di Questa Notte. Nient’altro degli altri 6 album che compongono la loro storia.

Ma quindi chi sono i giovani di allora, diventati giovani d’oggi? Sono sulla trentina e oggi, un qualunque giovedì di gennaio, sono andati in ufficio. Portano goffamente con se tote bag per la schiscetta, sono in coppia o fra amici e si lamentano moltissimo che tutti i loro colleghi parlano solo dei figli, per poi trovarsi squittire di tenerezza estrema alla foto del neonato che ha costretto la loro amica a casa dal concerto. Sono rimasti la generazione in bilico che gli Ex-Otago raccontavano con precisione allora, e che ancora, tra incazzature e un certo fascino per il romanticismo sta cercando il proprio posto nel mondo. Forse manca poco per trovarlo. Nel frattempo si godono questo presente di grandi revival, dove a dirla tutta, a parte la gioia dei festeggiamenti, il passato tira molto più del futuro.