30 marzo 2026

Grazie a Dio ci sono i caroline: le foto del concerto a Roma

Vedere, o meglio ascoltare, sul palco una band con otto componenti e altrettanti strumenti e voci che si incastrano alla perfezione pur percorrendo strade diverse con ritmi differenti è rigenerante. Poter vivere un concerto di questo genere, considerando i costi di un tour europeo o internazionale, è un privilegio da preservare. In questo senso il sold out del live dei caroline a Bologna e Milano è un buon segnale. Rassicurante è forse l’aggettivo più azzeccato. La band londinese composta da Casper Hughes (assente in questo momento dal tour), Jasper Llewellyn, Mike O'Malley, Oliver Hamilton, Magdalena McLean, Freddy Wordsworth, Alex McKenzie, Hugh Aynsley viene da un anno, il 2025, che è stato una decisa dimostrazione che il potenziale mostrato nell’album di debutto è stato canalizzato nella sua naturale e più corretta direzione. Un’improvvisazione organizzata, tecniche di registrazione pensate e sperimentate mantenendo a bada l’istinto in favore di un controllo tecnico stupefacente. E caroline 2 dal vivo non perde nulla del suo carattere, anzi alcuni pezzi guadagnano una carica emotiva ulteriore quando il muro del suono si alza.

I caroline in concerto a Roma
caroline in concerto a Largo Venue, Roma, 2026 | Credits: Mariachiara Panone

Gli esempi principali sono anche tre dei brani più belli del disco. Quasi scontato citare Total euphoria, simbolicamente la traccia che ha inaugurato il nuovo percorso del gruppo che oggi sembra molto più “band” rispetto al passato. Non inganni la disposizione sul palco alla Black Country, New Road, ovvero in cerchio e senza frontman. D’altronde, i caroline un frontman non ce l’hanno ed è questo uno dei loro punti di forza. Gli otto non si alternano ma si completano a vicenda in continuazione generando una tensione costante che si scioglie ogni qual volta il silenzio si riprende il proprio spazio tra un pezzo e l’altro della scaletta, immediatamente sovrastato dagli applausi del pubblico. Tant’è che l’assenza di Caroline Polacheck in Tell me I never knew that si avverte a malapena.

Magdalena McLean dei caroline sul palco di Largo Venue, Roma, 2026
caroline, Magdalena McLean, in concerto a Largo Venue, Roma, 2026 | Credits: Mariachiara Panone

Con Coldplay cover, una delle performance più complicate e appaganti dello show, si ha anche la possibilità di vedere nascere la canzone. Per quei quattro minuti in cui la band si spezza in due, spostandosi in due “stanze” diverse, è come assistere, da occhio invisibile, a un processo creativo unico. La perplessità che riuscissero a riproporre dal vivo un trick da studio (un microfono che si sposta in due sale diverse e due canzoni differenti che si sovrappongono) scompare a metà pezzo. L’apice però si raggiunge con Two riders down. La voce di Jasper Llewellyn che si allontana dal microfono mentre il resto del gruppo sembra prepararsi con gli strumenti al crescendo, dal vivo è ancora più potente nel ricreare quel sentimento malinconico-nostalgico. Quando l’intensità aumenta e il cantante inglese si alza dalla sedia per la prima e unica volta posizionandosi al centro del palco tra le luci che offuscano la visuale il gioco è fatto. Le note di basso, gli archi, la batteria che picchia sempre di più e il coro che si alza a poco a poco. Negli ultimi tre minuti c’è tutto: il post-rock, l’eco emo degli American Football, la poesia dei BC, NR, il desiderio di rivivere un’emozione, forse un’amicizia, come quelle descritta dalle parole essenziali del testo. È difficile descrivere il vuoto quando la distorsione delle chitarre elettriche si ferma all’improvviso facendo crollare il muro. In questo senso dal vivo la band usa il silenzio come nono strumento e componente.

caroline, Mike O'Malley, live a Roma
caroline, Mike O'Malley, in concerto a Largo Venue, Roma, 2026 | Credits: Mariachiara Panone

I brani del secondo disco hanno anche la grande capacità di elevare i singoli del disco di debutto, caroline (senza numero). Dark blue, nel suo essere orchestrale, si sposa alla perfezione con il finale elettronico con autotune di U R UR ONLY ACHING. Good morning (red) invece, a mente fredda, non stupisce che sia una delle possibili chiusure ideali di un loro concerto. Se fate la prova di ascoltarla subito dopo caroline 2, vi renderete conto che ne è un’anticipazione e che, nonostante sia stata concepita molto tempo prima, aveva già in sé i semi di ciò che il gruppo sarebbe diventato. Non possiamo sapere che direzione prenderà il terzo capitolo, se si intitolerà caroline 3 e se approfondirà quelle brevi escursioni sintetiche del suo predecessore. Per ora ci accontentiamo, si fa per dire, che una band come i caroline esista e riesca a esibirsi dal vivo. 

Fotogallery del live dei caroline a Roma a cura di Mariachiara Panone: