JUSTICE @Milano Summer Festival: tra i pochi francesi amati dagli italiani

by Chiara Bustreo

Un concerto più unico che raro in un contesto italiano DOC quello di martedì 17 luglio all’interno dell’Ippodromo Snai di Milano. Il Milano Summer Festival quest’anno tra i tanti nomi ha fatto comparire come per magia l’accoppiata del secolo: Justice + MGMT e in apertura i Parcels.

I francesi sono come due robot, si girano, non si guardano mai, si rigirano, tutto in un unico punto che funge da perno. I due robot che fanno elettronica. Un elettronica che ti fa ballare anche se non vuoi, anche se sei un pezzo di ferro arrugginito.

Ben oliati e con una bella tacita intesa fra loro hanno donato agli spettatori uno show fantastico al limite della techno e della french touch. Dico spettatori perché fans sarebbe inesatto. C’era gente tra la più disparata, molti erano venuti lì solamente per vedere gli MGMT, il duo americano, che a febbraio ha pubblicato il nuovo album “Little Dark Age”. Ma vi garantisco che non hanno per niente disdegnato i francesi.

Con quel pop psichedelico, indie rock elettronico Andrew e Ben hanno coinvolto il pubblico fin dall’inizio (noi lo sappiamo meno perché per il traffico di Milano e la coda fuori dall’Ippodromo, siamo entrati verso le ultime 5 canzoni, ma va beh, ci hanno fatto rimanere senza parole comunque). The Youth, Electric Feel, Me and Michael, Kids, una cover di The Never Ending Story e molte altre sono state le canzoni in scaletta che, accompagnate da una scenografia composta da colonne romaniche, piante un po’ ovunque, palle da discoteca, una gigantesca testa gialla gonfiabile hanno accompagnato la performance insieme ad una coppia di maxi schermi alle spalle. Grafiche e video prettamente indie e psichedeliche hanno reso lo show un continuo coinvolgimento emotivo. “Dal 2017 abbiamo iniziato a concentrarci meglio sullevoluzione dei nostri show, per esempio sviluppare tutta la parte visuale.” racconta Andrew, e si è visto. Un video era anche leggermente sull’andazzo introspettivo e polemico quando durante TSLAMP (letteralmente Time Spent Looking At My Phone) si vede un Iphone sciogliersi per poi ricomporsi, per poi tornare ad essere vernice fresca.

Ci si sentiva come ad un Coachella per gli italiani, ma comunque molto figo. Il tramonto, che si intravedeva come time lapes attraverso lo scorcio lasciato dalle impalcature aperte dietro il palco, donava al tutto un’aurea ancora più eterea e fantastica a tutto ciò che si stava ascoltando.

I Parcels hanno iniziato alle 19:20/30 circa (ce li siamo persi ma dicono siano stati all’altezza dell’apertura di un’accoppiata così da delirio), i due non-più-tanto-ragazzini dai foulards colorati avvolti in testa e camicie “hawaian ma-da-faka style” hanno iniziato il loro dj set circa un’ora dopo. Quindi erano proprio gli orari da Coachella. Le zanzare, la birra presa dai paninari fuori durante la coda per entrare, la terra sabbiosa che si insinuava tra i Dr Martens e i calzini (oltre che alla ottima musica) hanno reso il Milano Summer Festival una manifestazione prossima a sbarcare tra l’interesse internazionale.

(Consigli per gli organizzatori: specificate che all’ingresso sequestrerete autan e antizanzare vari perché, per chi non è borghese e non si compra le salviette tattiche, torna a casa con i bubboni che manco la peste).

Il brano che ha suggerito l’accoppiata delle due band che condividevano il cartellone pubblicitario della giornata è stato Electric Feel, brano dei due americani reso ancora più famoso dai due francesi (manca un italiano e abbiamo fatto la barzelletta sui carabinieri) grazie ad un loro remix che nel 2008 vinse il Grammy Award come Best Remixed Recording, Non-Classical.

I Justice, i due robottini, hanno iniziato il loro concerto facendo capire già come sarebbe andata: sudore e bocche spalancate per tutta la durata dello show. Tra medley, remix hanno proposto hit fino ad arrivare ad un livello di techno che non ci si sarebbe mai aspettati. Safe and Sound miscelata alla perfezione con D.A.N.C.E.. Il brano in questione è stato solamente annunciato al pubblico durante i primi 5 minuti del live, ma poi riproposto interamente solo alla fine dello show: sono bravi nel loro lavoro ed artisticamente intelligenti, non c’è che dire. Un regalo ai fans più giovani con We Are Your Friends unita a Phantom Pt. II, e poi Genesis, Audio Video Disco, per poi ritornare a Safe and Sound e finendo con Parade ed un saluto alle prime file con tanto di discesa dal palco come in mezzo ai discepoli.

Mille mila casse dalla forma cubica che riempivano il palco e lasciavano un posto centrale solo per i due francesi e le loro tastiere. Queste casse insieme a delle luci abbinate che si muovevano costantemente e che ricordavano vagamente la giostra Top Spin hanno fatto sembrare la Torre Eiffel illuminata a Natale una cosa da principianti. E anche i case che sostenevano le tastiere facevano parte di tutta questa scenografia che ha sconvolto chiunque fosse andato al concerto aspettandosi di vedere qualcosa nello specifico e anche chi non aveva idea di cosa aspettarsi, tanto meno per chi fosse venuto al concerto non per loro ma per gli MGMT. Lo show psichedelico e gigantesco finiva con la loro enorme croce rivelatrice e divulgatrice di verità che si accendeva e si spegneva al ritmo costante, diffondendo il verbo dell’elettronica. Dell’elettronica fatta bene. Gaspard e Xavier, nonostante il loro ultimo album fosse uscito nel lontano 2016, non si sono mai fermati e hanno continuato a fare djset dopo djset arrivando fino a qui (per fortuna).

Fatto per me fondamentale ad ogni concerto è il pubblico e devo dire con assoluta franchezza che quello dello scorso caldo ed afoso martedì milanese non mi ha per niente delusa. Gente straniera (un sacco, non credevo), gente vestita come gli americani nel video di Kids, gente con le maglie dei vecchi tour dei Justice e gente che imprecava perché le uniche cose rimaste al banchetto del merchandising erano felpe di taglie improponibili (tipo taglie della Barbie, penso).

Fatto sta che tutto l’insieme ha contribuito a far diventare la serata del concerto una gran bella serata in tutti i sensi.

Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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