Qualche foto dalla tappa di Tash Sultana al Ferrara Sotto le Stelle

by Renato Anelli

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Una delle tante definizioni di “viaggio” presenti sul dizionario della lingua italiana riporta la seguente espressione: “nel gergo delle sostanze stupefacenti, la sensazione allucinatoria di evasione dalla realtà quotidiana conferita da droghe, spec. dagli allucinogeni”. Quello che probabilmente manca ad ogni vocabolario per rendere al meglio questo concetto dovrebbe essere un video della performance di Tash Sultana al Ferrara Sotto le Stelle. E non tanto perché il giovanissimo talento australiano abbia effettivamente avuto una adolescenza segnata dall’abuso di droghe, ma perché è riuscita ad uscire dalle sue psicosi senza perdere quel pizzico di follia che le consente di creare spettacoli come quello di lunedì scorso in Piazza Castello a Ferrara.

La cosa che più impressiona è infatti la sua capacità di creare un flusso continuo, attraverso un tappeto musicale unico che lega una canzone all’altra, come se queste ultime rappresentassero soltanto tappe di un viaggio, per l’appunto, musicale di quasi due ore ininterrotte. E tutto questo grazie solo all’ausilio della sua fidata loop station, con la quale Tash Sultana riesce a sostituirsi a qualsiasi componente di una band arrivando così a suonare indistintamente una vastissima gamma di strumenti, anche all’interno dello stesso brano, dalla sua chitarra, alla percussioni, passando per synth, drum machine, trombe e addirittura flauto di Pan. A questi si aggiungerà anche il pubblico stesso, offertosi quasi come strumento durante l’esplosione finale di Jungle, brano capace di coinvolgere la folla in un sogno caldo e psichedelico. Come di consueto a piedi nudi sul palco, la Sultana del rock psichedelico intrattiene quindi gli oltre 3 mila spettatori con una energia e sicurezza che tradiscono la sua giovane età, eseguendo la decina di pezzi presenti nella scaletta della serata nello stupore generale del pubblico di fronte a tanta tecnica e versatilità. Un’ode al multitasking. L’impressione è che potrebbe suonare anche il citofono di casa vostra. E sarebbe comunque bellissimo.

Di seguito le belle foto della serata scattate dal mio amico di una vita Renato Anelli.

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Renato Anelli

Suono in conservatorio. Ma non mi aprono mai.

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