Rock in Idro 2014: la recensione

by fraturner

Il 2 Giugno esco di casa, e dato che era festa (della Repubblica, informazione in più, dai.) decido di prendermela comoda. Infatti arrivo a Bologna, o meglio, all’ Arena Joe Strummer, dopo che i We Are Scientists hanno già finito il loro turno ed i Brian Jonestown Massacre hanno già iniziato.

Per quanto riguarda i BJM, il gruppo del musicista Anton Newcombe, posso dire che, per quanto personalmente mi piacciano molto, gli anni (alcool e droghe) hanno lasciato il segno, e sul palco la presenza non è più tanto forte.

COMUNQUE dopo i BJM tocca ai Fratellis, il cui cantante (John Lawler, o Jon Fratelli se vogliamo) ,come la sottoscritta, ha evidentemente calcolato male la temperatura, infatti si presenta sul palco completamente vestito di nero a mo’ di Eva Kant, e giuro stavo soffrendo anche per lui causa i 30° gradi. Iniziano a suonare e la setlist non sono in grado di riportarvela dato che l’unico loro album che conosco è Castello Music, però posso dire che il trio dal vivo ha un qualcosa di country. Più di un qualcosa.

Forse troppo.

Insomma, finita la loro mezz’oretta, tra un “Ma devono suonare in posti piccoli” e “Forse manca la seconda chitarra”, c’è un po’ di delusione nell’aria.

Già si vedono in lontananza sul palco gli amplificatori Orange, e quindi inizia la corsa verso la transenna perché, se non si era capito, tocca a Miles Kane.

Tra il pubblico ci sono circa dieci persone che sanno chi sia\cantano le sue canzoni, ma il risultato non cambia: Miles è fatto apposta per stare sul palco (passatemi la frase da Camp Rock).

La scaletta è quella di sempre: si parte con Inhaler, seguono Taking Over,Better Than That e Give Up (mischiata con Sympathy for the Devil, che fa sempre felici tutti). Parte poi Kingcrawler, durante la quale si spegne un amplificatore, ed un “WHAT THE FUCK?” rimbomba in tutta l’Arena; le ultime tre sono Rearrange, Don’t Forget Who You Are e Come Closer.

miles

Dopo Miles entrano sul palco i Manic Street Preachers, che ammetto di aver ignorato, ma avevo bisogno di recuperare ossigeno.

Dopo circa un’ora mi riavvicino al palco, adesso tocca ai Biffy Clyro, la sottoscritta è super esaltata. Il loro concerto a Bologna del 7 Dicembre scorso è stato uno dei live più belli a cui sia mai stata e fremo dalla voglia di rivederli.

Salgono sul palco e non si smentiscono, lo spettacolo è all’altezza si quel 7 Dicembre. Anche il pubblico fa la sua parte (una nota d’apprezzamento al tizio scalzo che sembrava Tom Hanks in Cast Away ed incitava un po’ tutti a pogare anche durante God & Satan).

scaletta:

Different People

That Golden Rule

Who’s Got a Match?

Sounds Like Balloons

Biblical

God & Satan

Bubbles

Spanish Radio

Living Is a Problem Because Everything Dies

Many of Horror

Modern Magic Formula

Black Chandelier

The Captain

Stingin’ Belle

Mountains

 06-02@19-10-27-305

Dopo i Biffy l’istino è quello di sdraiarsi in un qualsiasi posto per terra e non rialsarzi più, ma il senso del pudore comune ha suggerito di andarsi a riposare nel prato dell’Arena, ed ascoltarsi (più o meno) i Pixies da là.

Finalmente tocca ai Queens Of The Stone Age.

Abbastanza intimorita da tutto quello che mi era stato raccontato sui loro concerti (gente che sanguinava, sedie che volavano) decido di starmene un po’ indietro, dove il pubblico è più calmo.

Partono subito in quarta, infatti il concerto si apre con You Think I Ain’t Worth a Dollar, but I Feel Like a Millionaire, durante la quale mi aspetto lo sfacelo: in realtà il pubblico è piuttosto calmo (ma ripeto, ero relativamente dietro, non so cosa succedesse nelle file avanti). Tutto sommato va bene così. Il volume è altissimo, la scenografia è stupenda (sì, mi sono innamorata di quelle luci), i Queens sono i Queens e la voce di Homme è un dono divino.

Quindi il concerto procede alla grande, c’è spazio per respirare ed abbastanza ossigeno per urlare, quando ecco che… i Queens se ne vanno.

Tutto normale, la band esce di scena ed il pubblico la richiama sul palco per l’encore e tutti a casa contenti.

Forse Homme aveva sonno, non lo sapremo mai, ma i Queens se ne vanno così, lasciandoci un attimo storditi (alcuni anche piuttosto scocciati date le varie imprecazioni che sento qua e là  -e mi ci metto un po’ anche io dato che la volevo sentire davvero ma davvero tanto quella I Appear Missing-)

A parte l’uscita di scena niente da dire, alla fine sono i Queens of the Stone Age.

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scaletta:

You Think I Ain’t Worth a Dollar, but I Feel Like a Millionaire

No One Knows

My God Is the Sun

Burn the Witch

Smooth Sailing

In My Head

Feel Good Hit of the Summer

The Vampyre of Time and Memory

If I Had a Tail

Little Sister

Fairweather Friends

Sick, Sick, Sick

Better Living Through Chemistry

Go With the Flow

A Song for the Dead

fraturner

Big brown eyes with a small small heart.

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