Cigarettes After Sex | Cigarettes After Sex

by Alessia Nosari

Voto:

C+
Scenico

Altra settimana di giugno, altra ondata di nuova musica di qualità. Oggi è il turno di Cigarettes After Sex, l’album di debutto dei Cigarettes After Sex. La band americana definita ambient pop e capitanata da Greg Gonzalez si è finalmente svelata alla scena musicale con un vero e proprio album in studio. Noi di NoisyRoad siamo qui per parlarvi della loro prima volta.

E quella che per tutti sembra una normale recensione, è in realtà una prima volta anche per me. La prima volta che ho avuto l’immensa fortuna di ascoltare un album prima della data ufficiale di uscita. Oltre che a rendermi ancora più fangirl di quanto non sia già, questa occasione mi ha permesso di esplorare il lavoro dei Cigarettes After Sex senza essere influenzata da recensioni già esistenti o da commenti su YouTube.

Pubblicato dalla Partisan Records dopo 5 anni dall’uscita dell’EP I., Cigarettes After Sex è il risultato di un lavoro coerente e ricercato. Dopo lo straordinario successo avuto online nel 2015 con ‘Affection’ e ‘Nothing’s Gonna Hurt You Baby’, i Cigarettes After Sex si sono rimboccati le maniche, lavorando duramente all’album di debutto. Greg Gonzalez spiega che l’album è stato pensato come un “lungometraggio dei Cigarettes. Volevo che si sentisse come un lavoro completo, in cui alcune delle immagini vengono ripetute – come se fosse tutto nello stesso mondo. È la realizzazione dei sentimenti già presenti nelle opere brevi”.
I dieci titoli suddividono l’album come scene di un film, per una durata complessiva di circa 50 minuti. La tracklist sembra rispecchiare le parole di Gonzalez: è sinousa e concisa. Come in una colonna sonora, ogni canzone si collega a quella precedente, ne riprende i toni, li intensifica o li sdrammatizza a seconda della storia che viene raccontata. Senza ombra di dubbio, il tema comune in Cigarettes After Sex è la malinconia del ricordo, il fascino struggente del passato che ci fa sospirare e sorridere allo stesso tempo.

L’elemento vincente per Gonzalez e amici è la capacità di portare alla luce scene vivide attraverso testi semplici, ma malleabili a seconda della percezione di chi ascolta. La traccia d’apertura, ‘K.’, è il ricordo sussurrato dei sentimenti provati insieme alla persona amata. Il delicato andamento ritmico e il cantato graffiato incorniciano il flusso delle immagini di un passato felice: I remember when I first noticed that you liked me back / We were sitting down in a restaurant waiting for the check / We had made love earlier that day with no strings attached, / But I could tell that something had changed how you looked at me then.”

‘Each Time You Fall In Love’, secondo brano dell’album, recita: “each time you have a dream / you never know what it means / you see that open road / – and never know which way to go”. Anche se l’interlocutore non è chiaro, mi piace pensare ad una conversazione che ognuno ha con la propria coscienza. Domande esistenziali e sogni incompresi: uniche costanti nell’animo dei giovani incasinati.

Lo spunto cinematografico dei Cigarettes After Sex si nota anche dalla scelta di utilizzare una palette di colori prevalentemente sul bianco e nero. Oltre a rievocare ancora una volta la vena malinconica dei testi, le luci e ombre regalano una sensazione di mistero che non solo avvolge l’intera opera del gruppo, ma anche l’identità stessa degli artisti.
I Cigarettes After Sex non hanno la fama degli Arctic Monkeys, non sono animali da palcoscenico, Gonzalez non è un divo. Eppure, nel secondo in cui apre la bocca per cantare, il tempo si ferma e lo spazio si dilata. Come in uno spettacolo di magia, gli ascoltatori rimangono immobili: prima perplessi, poi basiti e, infine, rapiti.
In un’intervista, il frontman rivela che la principale ispirazione proviene da un sound anni ’80, come i New Order e Madonna, diventato sempre più oscuro con il passare degli anni. In quanto a temi trattati e stile pop-triste, i Cigarettes After Sex si aggiudicano un meritato “ricordano vagamente” i Joy Division e gli Smiths. Non me la sento di fare paragoni fino a quando Greg Gonzalez non scriverà una canzone su quanto sia fantastico essere travolti da un autobus insieme alla dolce metà.   

‘Sunsetz’ e ‘Sweet’ animano un po’ il ritmo dell’album. La voce vellutata di Greg crea giochi di parole tra “lips” e ‘Apocalypse’, rievoca personaggi famosi come ‘John Wayne’ e ci fa sciogliere durante ‘Opera House’. A mio parere, questo brano è la traccia essenziale dell’album. I synth spiegati come vele si fondono agli accordi morbidi di chitarra, per poi lasciare spazio alla voce di Greg e alla meravigliosa linea di basso che ci perseguita per tutto il brano. Canzoni come questa mostrano la subdola abilità dei Cigarettes After Sex di far rivivere l’amarezza del passato senza lasciare via di scampo. Lo fanno con una leggerezza impressionante, studiando arrangiamenti che toccano le corde più sensibili del cuore.

‘Young & Dumb’, infine, è quel pezzo che costringe il pubblico a rimanere inchiodato alla poltrona del cinema a ripensare alla moltitudine di eventi appena accaduti sullo schermo. Vuole essere una fine positiva e spensierata, così come suggerisce il titolo. E, infatti, con il consiglio ultimo di “Drive your car to the beach with the song on repeat”, ecco che si conclude l’opera prima di questa band che non smetterà di stupire.

Solitamente non mi reputo una fan di interi album malinconici, ma, in questo caso, ho apprezzato l’idea alla base del processo creativo. Mischiare l’aspetto visivo alla musica è un esperimento intrigante che porta a galla realtà artistiche non comuni. Infatti, Cigarettes After Sex mi ha sorpresa per aver mantenuto la propria identità per tutta la durata del disco. Non è così frequente in un album di debutto.

L’unica pecca di Cigarettes After Sex è quella di non avere una traccia cardine, così come era stata ‘Nothing’s Gonna Hurt You Baby’ per l’EP. La mancanza di un singolo massiccio significa anche mancanza di uno stendardo che possa rappresentare il lavoro della band. E per un gruppo emergente come questo, il rischio è quello di non ricevere la visibilità sperata in un panorama musicale saturo di singoli bomba e personaggi eccentrici. Ad ogni modo, non ci resta che sperare che il filone cinematografico dell’album venga considerato anche durante i live per poter apprezzare al meglio la musica di questa band che ha ancora tanti nastri da incidere.

Alessia Nosari

Mi lamento sempre della musica alla radio, raccolgo i centesimi tra i cuscini del divano per andare ai concerti e sogno di lavorare come tour manager di Bon Iver. Nel frattempo scrivo, cerco, scopro, ascolto musica non-stop.

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