Daughter | Not To Disappear

by Marco Dell Endice

'Not to Disappear' artwork

 

‘NOT TO DISAPPEAR’ 

Daughter

4AD; 2016

 

– Brano suggerito: ”No Care

 

Oltre a rappresentare chiaramente l’inizio di un nuovo anno, gennaio sicuramente rappresenta uno dei momenti più ideali ed interessanti per pubblicare un nuovo album.

Con l’arrivo del 2016, infatti, i Daughter scelgono di tornare all’attivo dopo ben tre anni dal loro album d’esordio e nonostante quest’ultimo fosse stato ben acclamato dalla critica, la band decide di farsi da parte e di impegnarsi solo ed esclusivamente alla stesura del nuovo album.
Durante la seconda metà dell’anno precedente i Daughter pubblicano due singoli accompagnati dai loro corrispettivi videoclip ufficiali (”Doing The Right Thing” e ”Numbers’‘) e il 15 Gennaio di questo nuovo anno viene pubblicato ufficialmente il secondo lavoro della band londinese per l’etichetta britannica 4AD (etichetta che vanta artisti del calibro di Bon Iver, The National, Future Islands, Grimes ecc.)

Dopo un album d’esordio diventato in meno di un anno di grande successo (entrato addirittura nella top 20 della UK Albums Chart), ciò che si aspetterebbe gran parte dei fan sicuramente non sarebbe un album tale e quale al precedente, privo di sperimentazioni o di piccoli cambiamenti, ma probabilmente un album con all’interno elementi che mettessero a nudo ulteriori caratteristiche della band, sonorità totalmente nuove o nel peggiore dei casi una dimostrazione di una maggiore padronanza di ciò che si è sentito in ”If You Leave’‘ (nome del primo album dei Daughter).

Si dice che il secondo album sia sempre il più difficile e pare che Elena Tonra (cantante) abbia scelto di assicurarsi quella enorme fetta di fan che si era innamorata dei Daughter grazie all’album d’esordio così da farli emozionare allo stesso modo per una seconda volta.

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Da sinistra verso destra: Remi Aguilella (batteria), Elena Tonra (voce) e Igor Haefeli (chitarra)

Gli elementi che riescono a rinvigorire questo album sono pochi, più di tutti i testi: con ”Not to Disappear’‘ infatti, si passa da una tematica quasi del tutto adolescenziale come l’aver paura del futuro o la semplice difficoltà dell’affondare le proprie radici nello spazio in cui ci si trova a dei testi che dimostrano la maturazione della cantante, la quale passa a delle tematiche più ‘adulte’ come alcune considerazioni sulla natura della vita e della morte.
Un altro elemento chiave e innovativo del secondo album dei Daughter è sicuramente l’introduzione di due sole tracce (rispettivamente ”How” e ”No Care”) con sonorità ben differenti dal resto, come se la band provasse a far capire ai loro cari amati fan e ai nuovi ascoltatori di essere comunque in grado di dare un tocco diverso a quello che creano, sfiorando sonorità addirittura post-rock e shoegaze; non per caso infatti, questo due canzoni indicano i due momenti più interessanti e coinvolgenti durante l’ascolto di queste dieci tracce.

La band quindi sceglie per la seconda volta di riprodurre atmosfere cupe e buie, dove la intima voce della cantante londinese, i riff di chitarra e la batteria influenzata da alcune sonorità elettroniche si incastrano alla perfezione creando quell’ormai classico sound trascinante e malinconico che ha fatto dei Daughter, assieme ai compeaesani e acclamatissimi ‘the XX‘, una delle band più giovani ed interessanti di questi ultimi anni nel mondo dell’indie-folk e del dream-pop.

Marco Dell'Endice

Figlio unico, capelli rossi, mancino e bassista. Comunemente paragonato ad Alex Trimble (per la nostra spaventosa somiglianza) o semplicemente ad un figlio del diavolo.

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