La M.O.D.A. – musica spagnola che non conosci ma che ti piacerà

by Giovanni Ducoli

“La musica spagnola fa schifo”. Chi lo dice si riferisce sempre ai soliti tormentoni estivi che ci violentano i timpani mentre stiamo bevendo una birra in qualche locale con gli amici. Ci domandiamo se da qualche parte nel mondo esistono davvero persone a cui prima di addormentarsi piace ascoltare in cuffia “Despacito” come ad Andrea Scanzi piace ascoltare Roger Waters. Purtroppo sì, esistono, li salutiamo per strada, qualcuno è anche nostro amico. Queste canzoni musicalmente inutili, usa e getta per l’estate le ascolta anche la nostra futura moglie, ma mai ce lo confesserà. Questo è il vero tradimento.

Tralasciamo queste cose che non servono, non prendiamole troppo sul serio e troviamo il coraggio di  addentrarci nella musica indie spagnola perché ci può regalare delle sorprese. I ragazzi che hanno la fortuna di andare in Spagna in Erasmus per studiare (scherzo), possono darvi tanti consigli. Calle 13, Vetusta Morla e Ska-P sono le band indie-rock forse più ascoltate fuori dalla Spagna, ma c’è molto molto altro ancora. Tra il panorama indie è da segnalare “la Maravillosa orquestra del alcohol” (La M.O.D.A.). Il gruppo si forma una decina di anni fa a Burgos, sui social hanno 40mila likes su Facebook e su Spotify c’è parecchio materiale da ascoltare.
Il nuovo album pubblicato il 29 settembre di quest’anno si intitola “Salvavidas (de las Balas Perdida)“. Prosegue sulla stessa retta dei due album precedenti: “La primavera del invierno” pubblicato nel 2015 e “Quien nos va a salvar” pubblicato nel 2013.

Il genere è un folk rock che fa venire in mente da una parte il ritmo incalzante delle canzoni dei Flogging Molly, e dall’altra ricorda le melodie ballabili delle canzoni dei The Lumineers. Non è un punk troppo rumoroso ma neanche un pop troppo mieloso, è una musica pulita ordinata piena di ritmo e completa; è come se i The Clash suonassero Folk.

La band è composta da sette elementi e combina strumenti poco abituali come sassofoni, benjo, mandolino, clarinetto insieme ai più tradizionali batteria, basso, chitarre acustiche. Il loro pubblico è simile a quello che qua si può incontrare ai concerti dei Ministri, e l’intensità del live è di quello spessore. Come i Ministri anche la MODA ha la sua uniforme: canotta bianca e jeans. 

La inmensidad” e “Héroes del sabado” – proprio quelli che secondo Nicolo Carnesi non escono (ehehe)-  sono le due canzoni che hanno anticipato l’uscita del loro ultimo lavoro. Ascoltando questi due pezzi si capisce facilmente che in Italia non abbiamo un gruppo di questo genere, dobbiamo riconoscerlo a noi stessi e sperare che tra i tanti volti nuovi che troviamo nel panorama musicale sempre in espansione, se ne formi uno di questa portata. Altrimenti dobbiamo aspettare che la MODA torni a suonare nel nostro paese. Infatti i chicos spagnoli hanno già suonato in Italia. Il concerto si è svolto tre anni fa ad un festival folk in un piccolo comune della provincia di Vicenza. Non so quanti siano stati i fortunati che li hanno sentiti live in quella occasione, ma sicuramente non sarà stato un concerto che ha deluso il pubblico.

“La primavera del invierno”  è il loro penultimo album, è stato pubblicato nel 2015 ed è composto da dieci canzoni. Dura poco meno di mezz’ora. A mio avviso è il loro migliore lavoro, ascoltatelo perchè non potete rimanere delusi. Da segnalare canzoni come “Miles Davis“, “Catedrales” e soprattutto “Hay un Fuego“, probabilmente la canzone più famosa tra i fan e la più attesa ai loro concerti.

Quando vi ritroverete al tavolo di un bar sorseggiando la vostra birra in compagnia di un amico e questo dirà la solita frase “la musica spagnola fa schifo”, avrete tutti gli strumenti per fargli capire che Enrique Iglesias non merita di essere ambasciatore dei musicisti spagnoli. Fatelo!

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