Perle Nascoste #14: Alice Phoebe Lou

by Fort

Oggi Perle Nascoste vi porta in Sudafrica con un’artista completamente DIY: Alice Phoebe Lou.
Alice è nata infatti tra le montagne sudafricane ascoltando i dischi del padre e immergendosi nel suo amore per il teatro, l’arte e la musica.

A 16 anni il suo primo viaggio in Europa le ha cambiato la vita: ispirata dai giocolieri di strada ha imparato la loro arte per potersi sostenere economicamente, esibendosi per tutta l’estate tra Parigi ed Amsterdam.

Dopo essere tornata a casa per completare gli studi, si è trasferita a Berlino dove ha ripreso la vita da busker ma questa volta suonando: chitarra, piccolo amplificatore, e una grande voce. Nella capitale tedesca ha conosciuto Matteo Pavesi, polistrumentista italiano e produttore, con cui ha fatto subito squadra suonando insieme live.

Con la pubblicazione del suo primo EP – Momentum – nel 2014 ha cominciato a ricevere attenzioni a livello internazionale, esibendosi ad eventi TED a Berlino e Londra, e ricevendo offerte da varie case discografiche che però ha rifiutato per rimanere completamente DIY.

Nel 2016 Alice ha pubblicato il suo album di debutto Orbit – prodotto da Pavesi e Jian Kellett-Liewe – e ha cominciato a suonare in supporto di vari artisti come Sixto Rodriguez, Boy & Bear e Crystal Fighters. A dicembre 2017 è uscito invece il suo secondo EP, Sola (che è praticamente un album completo, avendo nove tracce).

Arriviamo ad oggi, con il suo ultimo singolo pubblicato: She, uscito qualche settimana fa.

She è un pezzo tra il blues e l’indie pop, supportato da percussioni tribali e con in primo piano una voce forte ed eterea.

La ripetizione, sia nel testo che nei riff di chitarra, è un tema centrale della canzone, come ha spiegato Alice a NPR: “I testi ripetitivi hanno un senso di forte femminilità, ispirati da donne che vanno oltre ostacoli prestabiliti e che preparano la strada per tutte le altre donne, in modo che possano rendersi conto della propria forza”

La canzone, nella sua versione live, è stata scelta per la soundtrack del film Bombshell: The Hedy Lamarr Story, finendo nella shortlist per gli Oscar come Best Original Song.

Ho cominciato ad ascoltare Alice Phoebe Lou solo recentemente, e mi dispiace non averla scoperta prima.

Guardando le sue performance live ed ascoltando le altre sue tracce, è impossibile non sentire il suo forte carattere, e il fatto che sia tutto, ancora oggi, completamente DIY – senza nessuna etichetta – me la fa apprezzare ancora di più.

Sono convinto infatti che non bastino una bella voce o un viso carino per far strada: ci vuole una motivazione forte, una ragione che ti spinge a creare, produrre ed esibirti ad ogni occasione utile.

Le motivazioni di Alice sono sicuramente quelle giuste, e lo sono sempre state. Nel mini-documentario qui sotto (che risale agli anni di busking) spiega infatti che spesso viene fermata da persone che l’hanno vista suonare e che la ringraziano per aver migliorato la loro giornata, che altrimenti sarebbe stata triste e caotica. E allora per quanto le riguarda suonare diventa quasi un dovere sociale, per regalare quei pochi minuti di felicità a chiunque si fermi a prestarle attenzione.

Nonostante abbia già un buon seguito, Alice Phoebe Lou non è ancora un grande nome, ma con il suo carattere, talento e motivazione, sono sicuro che lo diventerà presto.

Fort

Ho passato metà della mia vita cercando di essere come gli altri, e l'altra metà per tornare ad essere me stesso.

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