20 settembre 2018

UP&COMING: WACOUp-And-Coming: WACO

Visto che ci avviciniamo al Natale e anche noi di Noisy Road ci sentiamo più generosi (forse), abbiamo deciso di fare un regalo anticipato a voi assidui frequentatori di queste lande desolate, inaugurando una nuova sezione del blog che ha l'intento di portare alla luce quanti più talenti emergenti possibili all'interno di svariati generi e paesi. E per iniziare come si suol dire "col botto", la nostra prima scelta è piuttosto insolita...

Nel bel mezzo di Camden, tutti a mezze maniche ed in pieno dicembre, abbiamo avuto una chiacchierata – più o meno lucida – con una band che ultimamente ci ha incuriosito parecchio soprattutto per aver dato un piccolo contributo nel rispolverare un genere che sta riemergendo pian piano dopo essere rimasto relegato nella sua "nicchia" più o meno dagli anni '90. Parliamo del punk rock, parliamo dei WACO.

E chi sono, chiederete giustamente?

Jak Hutchcraft (voce e chitarra), Tom Pallot (chitarra e seconda voce), Welshy (batteria) e Chris Cowley (basso)... o più semplicemente, come succede nella maggior parte dei casi, grandi amici con una grande passione per la musica con la quale trovano una valvola di sfogo e comunicazione.

Ebbene, la band non è un nome totalmente nuovo per noi e per chi segue le nostre avventure da un po': a maggio scorso, parte dello staff ha preso parte alle registrazioni londinesi del loro primo video per il brano Agitation, rilasciato proprio un paio di settimane fa come singolo promozionale per il loro primo EP ufficiale, Sundown.

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Ma andiamo con ordine.

Il loro primo lavoro, se così si può definire, è l'EP The Wolf e, come ogni primo lavoro DIY e homemade che si rispetti, è un'accozzaglia allo stato grezzo di suoni graffianti e testi arrabbiati in puro stile punk: sei pezzi registrati nel soggiorno di casa del chitarrista, un artwork cupo e tetro e via di piccoli concerti promozionali in giro per il paese. Poi, con una sola canzone – la suddetta Agitation – la musica è cambiata... decisamente in meglio.

Finalmente sotto una casa discografica, la Venn Records, in occasione del party di lancio promozionale di Sundown, abbiamo avuto l'opportunità di fare una piccola chiacchierata, tra una sigaretta e una birra, con una non poco esaltatissima band dopo il loro concerto. Lasciamo la parola direttamente a loro...

[email protected]'s Elbow, Camden

Come avete scelto il nome della band, WACO, e perché?
JH: Ci chiamiamo così per via di una piccola cittadina in Texas la quale, negli anni '90, era abitata da una setta religiosa che viveva secondo i propri standard ed ideali del tutto innocui. Il governo americano decise che era pericoloso e mantenne la città sotto assedio per più di 50 giorni. Durante questo periodo uccisero duecento persone innocenti tra cui donne e bambini utilizzando gas chimici. Se cerchi "WACO" su Google troverai tutta la storia, il che mi rende felice perché le persone devono imparare a non fidarsi al 100% del proprio governo. Quello americano in particolare, sono dei fottuti hooligans, fanno ciò che gli pare. Non è per nulla un nome che ha a che fare col divertimento.

Quindi si può dire che il vostro nome è una sorta di "denuncia" di quello che va storto nel mondo a causa dei governi, un modo di informare ed educare la gente su disastri che spesso e volentieri passano inosservati.
JH: Assolutamente. Ogni volta che mi viene posta questa domanda rispondo allo stesso modo: 200 persone sono state uccise da questi signori della guerra che credono di poter governare il mondo. È da pazzi.
W: La gente deve essere avvertita, deve stare attenta nei confronti dei propri "superiori" e non fidarsi ciecamente di loro proprio perché nella maggior parte dei casi, sono bugiardi e assassini.

Okay, prossima domanda: parliamo della vostra musica. Cosa sentite sia cambiato nel vostro nuovo EP, Sundown, rispetto al vostro precedente lavoro The Wolf?
TP: The Wolf rappresenta i nostri primissimi giorni come band.
W: L'abbiamo registrato nel salotto di Tom. In realtà siamo stati ispirati da una band che si chiama The Ligaments (amici della band il cui cantante ci ha fatto compagnia durante l'intervista) ma poi abbiamo deciso che li odiavamo quindi abbiamo pensato di fare le cose per conto nostro. (risate sguaiate e imminente arresto)
TP: Erano delle sonorità davvero crude. Il fatto è che era un lavoro molto limitato a causa della mancanza di mezzi ma ora abbiamo potuto vedere i benefici di una qualità di registrazione migliore (grazie al loro recente contratto discografico con la Venn Records). E a questo proposito ringraziamo Steve Sears (il loro attuale produttore) che ha tirato fuori il meglio di noi.
JH: Era quasi due anni fa, volevamo solo che la gente ci ascoltasse.
W: Eravamo dei ragazzi punk arrabbiati,poi abbiamo iniziato a fumare erba e ad ascoltare prog rock degli anni '70 e questo è ciò che ne è venuto fuori.

Avete rilasciato Sundown in 100 copie limitate in occasione di questo concerto promozionale scegliendo come supporto fisico una cassetta e non un CD. È una sorta di ribellione simbolica al fenomeno della musica distribuita (legalmente e non) online?
JH: No, assolutamente! Io adoro i CD. In realtà l'idea era di creare qualcosa di diverso, perché ormai le persone non ascoltano più nemmeno i CD così tanto. Invece possedere questa piccola cassetta verde... penso sia davvero forte! Per qualche motivo, nella testa delle persone, i dischi sono già fuori moda. Anche noi ne avremo presto, ovviamente, di dischi, però ecco... abbiamo pensato che fosse originale e divertente.

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Immagino sarà disponibile anche online...
JH: Sì, certo! Il disco sarà disponibile anche in digital download sul sito della Venn Records e anche su iTunes e Spotify. A gennaio.
W: Mi raccomando, assicuratevi di ascoltarlo in loop così ci daranno 4 centesimi.
TP: Vi prego, ascoltate il nostro album su Spotify, un sacco di volte. Così verremo pagati. Grazie mille! (a questo proposito, ringrazio Tom per avermi urlato nell'orecchio questa cosa per circa otto volte rendendomi sorda)
W: Giusto per farvi presente la situazione... siamo qui in strada, abbiamo persone a caso che urlano attorno a noi. (grazie, Craig, io... davvero)

la situa ad un certo punto

Patti Smith una volta ha detto "per me il punk rock rappresenta la libertà di creare, la libertà di avere successo e anche di non averne affatto, la libertà di essere chi sei. È libertà". Vi sentite rappresentati da questa citazione?
TP: È una citazione meravigliosa.
JH: Penso sia tutto vero. Il punk è un genere che permette di creare qualsiasi cosa, può non piacere a nessuno o piacere a tutti: non ci sono vie di mezzo. E poi è un genere che ci dà voce! Se facessi musica elettronica, per esempio, non potrei esprimermi così liberamente.

Ragazzi, sicuramente conoscerete gli Slaves. Sono stati nominati per il BBC Sound Of 2015. Quanto credete che la loro presenza e diffusione online abbia influito sul loro successo? Non è di certo una cosa usuale per una band garage punk quella di riuscire ad entrare nella scena
W: Oh, loro sono fantastici, ci piacciono molto.
JH: Penso sia stato il loro continuare a suonare live, un concerto dopo l'altro. Ovviamente anche il loro talento genuino e il loro essere delle persone davvero disponibili con chiunque ma, in particolar modo, sono eccezionalmente talentuosi e i loro live sono fantastici. Li ho visti più o meno tre anni fa, erano venuti fuori dal completo anonimato ma hanno spaccato e a quel punto ho pensato: "cazzo, diventeranno qualcuno un giorno". E per quanto riguarda la nomination, penso che sia semplicemente perché sono davvero bravi. Isaac e Laurie sono anche nostri amici, tra l'altro.
TP: Penso che sia fantastico che vengano finalmente riconosciuti per il loro duro lavoro e abbiano guadagnato del rispetto per la loro musica.
JH: Sicuramente la loro presenza online ha contribuito, i social media e tutto quanto, ma senza talento non sarebbero dove sono ora. Questo loro successo in un certo senso ci dà speranza.
TP: In breve: gli Slaves sono grandi, i WACO sono grandi, divertiamoci tutti.
JH: Statemi bene, arrivederci e buon Natale. Vi voglio bene, ragazzi.


Inutile dire che l'EP è sorprendente, non quanto la loro carica ed energia live: li abbiamo visti suonare in venue piccolissime e strapiene, piene sia di vecchie conoscenze che di gente nuova al primo ascolto. Anche se auguriamo loro di superare il confine inglese, probabilmente resteranno uno di quei bellissimi fenomeni circoscritti alla loro patria, una di quelle band per le quali dici "cazzo sì, approfitto per andare a vedermeli e fare un giro a Londra" come se si trattasse di andare a comprare il pane dietro casa.

ti vogliamo bene anche noi, Jak!

Qualcuno si è ricordato di augurarlo a noi e noi lo auguriamo a voi: buon Natale e... STAY WACO!

 


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 Dear folks, as you have surely noticed Christmas is approaching and here at Noisy Road we're already feeling that jolly festive spirit. Therefore, we decided to play Santa and our present to all of you lovely followers is a brand new section, “UP-AND-COMING”: showcasing hidden talents from all over the World in a wide range of genres and scenes. And the biggest surprise is, we are launching it in style with an unusual choice.

A few moons ago, something happened in the middle of nowhere, someplace in Camden. In the freezing cold of mid-December London, with nothing but our t-shirts and short-sleeved hawaaiian shirts on (and a few beers in our bellies), we've had the pleasure to have a nice chat with a band some of us have been raving about for the past six months. Four guys who are giving their little big contribution to the great punk-rock comeback directly from the nineties: Ladies and gentlemen, may I introduce to you...WACO.

Based in London and formed by Jak Hutchcraft (vox/guitar) Tom Pallot (guitar/vox), Welshy (drums) and Chris Cowley (bass), WACO are four pals with a great, great passion for music and an even greater will to have their (loud) voice heard. We've already had the pleasure to meet them before: a few months ago, part of our staff took part to the video shoot for “Agitation”, used as a promotional single for their first official EP “Sundown”. The result has been a massive rave-party in the woods of Hampstead where we all had heaps of fun, as you can witness by clicking the link below.

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Looking back at the early stage of their career, their very first EP titled “The Wolf” was the true essence of genuine, DIY punk: a raw ensemble of angry riffs and scratchy vocals, a six-tracks wonder recorded in Pallot's living room (now if that's not homemade, I don't know what is) all crowned with one of the darkest and esoteric album artworks in history. Then, the turning: with a single song, “Agitation”, the music has slowed down but hasn't lost any of its original energy. It changed for the better, in part thanks to WACO's recent recording contract signed with indie label Venn Records.

Live @ The Fiddler's Elbow, Camden Town
 

Back to present time, we went to their EP launch party for "Sundown" and had a small talk with the (really, really excited) band just after their gig. Curious to know what obscure secrets they revealed in our ear? Then read on...

How did you chose the band name and what’s the reason for it?

JH: We're called Waco because of a small town in Texas which was the home of a cult in the nineties. They were completely harmless and lived by their own standards. After a number of events the US government held a 52-days siege after which they killed 200 innocent men, women and children with chemical weapons, they gassed them to death. This is 100% true, and in the late nineties anyone followed the events. We chose this name because if you google Waco you'll find everything about this story and I am happy if this happens because people need to learn not to blindly trust their government. The US government especially, they're fuckin' hooligans and do what they want. It's not a fun name, at all.

So the aim of the name choice is to point out what's wrong with the World because of some countries' governments. To try and inform people about facts that often are hidden away or not given enough importance.

JH: Exactly. Everytime someone asks me this question I always answer the same way. Fuckin' hell! 200 people got killed by these war lords trying to rule the western World.

W: They need to learn not to trust their governments, they're liars and murderers.

Next question: What do you guys feel has changed from your previous work, "The Wolf" and your new EP "Sundown"?

TP: Those were our earliest, early days as a band. It was very very raw. That was basically restricted content and now we've had the benefit of letting ourselves shine through a better recording quality (thanks to their recent contract with indie record label Venn Records). We want to thank Steve Sears (their present producer) for this, by the way.

W: We recorded it in Tom's lounge! We were inspired by a band called The Ligaments (friends of the band whose singer was standing next to us at the interview), but then we decided that we hated them so we went on our own path. (everybody laughs uncontrollably)

JH: It was nearly two years ago. We wanted to get people to hear our sound.

CW: We used to be angry punks but now we started smoking a lot of pot and listen to progressive rock from the seventies, and that's what happened.

Your EP "Sundown" has been released on a different physical format - on tape. Is this fact some sort of symbolic rebellion against the growing digitalisation of music or the "restrictions" of the recording industry?

JH: Not at all! I like CDs. We just wanted to do something different, because people don't really play CDs that much. In the (punk) scene a lot of people use tapes, but I think even outside of it it's quite cool to have that little green tape. For some reason, In people's heads CDs seem so outdated! We're gonna have them as well soon though cause it's easier to listen to them in cars, etc. rather than tapes. But yeah, we just did a hundred of them for a bit of fun, why not?

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Are you planning to put it online as well?

JH: Yes! you can download it online through the Venn Records website and on Itunes and Spotify in January.

TP: (shouting in the mic) PLEASE LISTEN TO THE ALBUM ON SPOTIFY, MULTIPLE TIMES, SO THAT WE RECEIVE MONEY. THANK YOU VERY MUCH.

W: Yeah, make sure you listen to it on repeat so we can get 4 pence. By the way just to set the picture, we're here on the street and there are lots of random people standing around.

 

What happens in Camden, stays in Camden

Patti Smith once said "To me, punk rock is the freedom to create, freedom to be successful, freedom to not be successful, freedom to be who you are. It's freedom". Do you feel that this quote describes what you are as a band?

TP: That's a wonderful quote! It relates to us soooo deeply.

JH: It's all true. You can create anything if it's punk! No one likes it or everyone likes it and if you want to fuckin' do it, then you do it.  It gives us freedom and it also gives us a voice. I wouldn't feel as free if I played electronic music for instance.

We have recently seen alternative bands making their way out of their niche into the mainstream, in particular Slaves who play garage punk. They have also been nominated for BBC sound of 2015. Do you know them? What do you think determined their success? was it their online presence, on social media and everything that played a vital role?

W: Oh we love Slaves! THE BOYS!

JH: I think the reason for their success has been profuse gigging and the fact that they're really nice chaps, polite to everyone. But literally, they are talented guys and their strength is that they make amazing live shows! I saw them nearly three years ago, coming out of nowhere and they fuckin' smashed it. I remember thinking "whoa, these guys are gonna be big"! And for their nomination for BBC Sound of 2015, I think it's because they are really really talented. Surely their online presence on social media and stuff has contributed but they wouldn't be where they are now if they weren't so good. It's not usual for punk bands to get into the mainstream, in a sense their success gives us hope. Isaac and Laurie (members of Slaves) are our friends, too.

TP: Long story short is, Slaves are awesome, WACO are awesome, let's all have a great time!

JH: Look after yourselves, merry Christmas, goodbye, I love you guys! 

Noisy Road loves you too, Jak!

Needless to say, their new EP is incredibly good. But what's even better is their killer live presence. We've witnessed them play small, packed venues full of old acquaintances and brand new faces, multiple times and they never let us down. Not once. We wish all the best for them and should it happen they'll never cross the UK borders(as it often unfortunately happens) we are sure they'll become one of those bands whose live gigs are worth a trip to London when you're in need to have a really, really good time. For us, they already are.

You've had your Christmas greetings from Jak WACO (above, having a laugh with our staff), now you're gonna have them from us too: Noisy Road wishes you a Merry Christmas, a happy new year and most of all...STAY WACO!

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