UP&COMING: Cactus?

by Chiara Bustreo

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Li ho scoperti ad un piccolo festival in provincia di Venezia dove mi sono trovata, totalmente per caso, a fargli da fonico.
Me ne sono innamorata subito e, da vera stalker, ho cominciato a seguirli in qualsiasi loro live: dall’Home Festival nel 2016 a concerti minori in piccoli pub del Veneto. Li ho seguiti finché qualcuno non mi ha effettivamente fatto pensare che avrebbero potuto denunciarmi da un momento all’altro. Ma li ho sempre seguiti sui social e facendomi sparaflashare dai loro video imperdibili e dalle foto che condividono tramite i loro profili.
All’attivo hanno solamente un EP (in realtà erano due però il primo è scomparso nel nulla) ma in questa mini intervista vi spieghiamo come stiano cercando di espandere le loro tracce su Spotify. E finalmente, il 16 novembre, sono usciti con un nuovo brano Shy Hearts Club che mi ha dato l’opportunità di raccontarveli.
Però state calmi, perché la loro prima fan sono io e non mi toglierete mai il posto.

Nome: Cactus?

Componenti: Francesco, Simone e Andrea

Nazionalità: Italiana (precisamente Tezze sul Brenta – Vicenza)

Per tutti quelli a cui piace anche: i primi Arctic Monkeys se fossero stati prodotti da Mac DeMarco in collaborazione con i Chemical Brothers. E anche per coloro a cui piace l’idea di Yungblud se fosse vissuto ai tempi dei Beach Boys e avesse suonato con loro

Miglior canzone: I Don’t Think It’s Good for You to Stop Smoking (ma le mie sono naban e brit boy surfs at the disco)

Pubblicazioni: sorry for my accent (EP – 2016), EP#2 – Cactus? (2015, ormai non più reperibile) e vari singoli.

Quando vi siete conosciuti e quand è che avete deciso di suonare insieme?
Ci siamo conosciuti tanto tempo fa, non ricordiamo quando di preciso. Avevamo già altri progetti prima in comune e nel 2014 abbiamo iniziato a suonare insieme noi tre.

Qual è il significato del nome della vostra band? E perché proprio il punto di domanda finale?
Non ha un significato, probabilmente suonava meglio di altri a cui avevamo già pensato. Più che altro era stata un’esigenza sceglierne uno dato che al primo live dovevamo ancora deciderlo. Il punto di domanda ha ancora meno senso.

Quali sono le vostre influenze musicali?
Shitdisco, Late Of The Pier, Ratboy, Bloc Party, Does It Offend You, Yeah?, Go hawaii e un po’ tutto quello che va dall’indie dance al bedroom lo-fi.

Descrivete la vostra musica con soli 3 aggettivi.
Lo-fi, dance, onesta.

Avete una routine pre-concerto? Se si, qual è?
Di preciso no, ci limitiamo ai soliti drink, sigarette, forse qualche sberla tra di noi se capita.
Ah dimenticavamo, ascoltare Resurrection di Michael Calfan.

Se la vostra band fosse un drink cosa sarebbe? (Anche un drink inventato da voi)
Noi amiamo il talisker (whisky scozzese, ndr), ma ci teniamo a dire che esiste anche un cocktail inventato da noi e dal nostro barman di fiducia che, ovviamente, si chiama “cactus?”.
Grappa, acqua di cedro.. e poi non ricordiamo.

Se doveste scegliere una canzone di un’altra band/artista che avreste voluto scrivere voi quale sarebbe e perché?
Focker (dei Late Of The Pier, ndr) perché ai live vorremo trasmettere quello che trasmette a noi questa canzone.

Come ci si trova a suonare il vostro genere musicale a Vicenza?
Neanche male, ultimamente sono andati molto bene i concerti in zona.

Come avete iniziato a farvi conoscere?
Inizialmente suonavamo in qualsiasi posto disposto a farci suonare. Ora è ancora così anche se utilizziamo molto di più i social.

Vengono prima i testi o la musica? A cosa si ispirano le vostre lyrics? E perché proprio la scelta della lingua inglese?
Dipende, a volte nasce prima la musica a volte i testi. Non abbiamo uno schema preciso quando facciamo una canzone.
I testi si ispirano ai nostri pensieri, alle nostre esperienze o a quello che ci sentiamo dentro di noi di far uscire attraverso la musica.
Abbiamo scelto l’inglese perché ascoltiamo praticamente solo musica inglese.

Sappiamo anche che avete suonato al di fuori dei confini italiani: com’è stata questa esperienza?
E’ stata una bellissima esperienza che speriamo presto di rifare.

Qual è stato il vostro più bel concerto finora?
Mercoledì Rock a Perugia.

Chi è il vostro grafico? Sia per le copertine/foto che per i vostri video che non possono fare a meno di rapire chi li guarda.
Dal punto di vista grafico facciamo quasi tutto da soli, con l’aiuto e consiglio di qualche amico (Michelle Pan, Andrea Sogliacchi, Andrea Sgarbossa).

A chi vorreste arrivasse la vostra musica e perché?
A più persone possibile, come qualsiasi altro musicista credo.

Che novità ci riservano i Cactus? per il futuro?
Nei primi mesi del 2019 uscirà il nostro primo album e nei prossimi mesi altri nuovi singoli.

Dove trovarli
FacebookInstagramYouTube – Spotify


foto di ©Silvia Violante Rouge

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Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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