UP&COMING: Jesse The Faccio

by Giovanni Ducoli

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Nome: Jesse The Faccio

Nazionalità: italiana

Per quelli a cui piacciono anche: I Cani e Calcutta

Miglior canzone: LNCAP

Da quanto tempo scrivi canzoni? Ci sono cose mai pubblicate o altri progetti paralleli?

Scrivo un po’ da sempre, in forma canzone in italiano più o meno dal 2011. Ho diversi testi di canzoni inediti che spero di pubblicare un giorno. Ho ben due altri progetti! I MOPLEN, con la quale stiamo lavorando al secondo disco, ed EDO, progetto del cantautore Edoardo Cremonese della quale è appena uscito l’ultimo album per Garrincha Dischi.

Quanto tempo hai impiegato a completare questo primo lavoro?

Per questo lavoro ci ho impiegato più di un anno, nel senso che nella prima parte ho raccolto le idee decisa la forma dell’album mi sono messo con i miei fidatissimi (Francesco Gambarotto e Michele Novak) a registrare il disco in casa, c’ha preso subito bene e con molta calma l’abbiamo completato circa un anno fa, poi il tempo di trovare il modo di farlo uscire ed eccoci qua.

Nella tua musica sono più importanti gli arrangiamenti, i testi o la melodia? A cosa dedichi più attenzione?

Penso di dare uguale importanza alle tre cose, sono importanti allo stesso modo, gli arrangiamenti sono abbastanza semplici e le melodie pure, vengono fuori in maniera spontanea e sono abbastanza delineate sin dall’inizio. Per i testi è un po’ diverso non ho un vero è proprio metodo alcuni arrivano contemporaneamente alla melodia, altri prima altri dopo.

Quali sono le tue influenze? Possiamo definirlo un disco post-pop-punk?

Le mie influenze sono svariate e vengono principalmente da oltre oceano da una scena “indie” abbastanza contemporanea, nomi sicuramente più rilevanti sono: Beach Fossils, Mac Demarco, Alex G, Parquet Courts. Il termine post-pop/punk mi piace! Definiamolo così!.

Cosa significa Lo-Fi? C’era già in Italia qualcosa?

Lo-fi è (per me) un metodo di lavorare la musica con pochi mezzi a disposizione e di solito non di qualità eccelsa in maniera intima e “poco” prodotta. In Italia sicuramente, adesso si fanno un sacco di dischi in cameretta, così al volo direi che di decisamente lo-fi c’era/c’è L’officina della camomilla, Brace, il primissimo Calcutta. Oggi qualcosa sta tornando su! I dischi dei miei amici Franek Windy e Bartolini son super lo-fi.

Cosa è la cosa più difficile quando si vuole incidere un album?

Decidere di incidere un album! Essendo un lavoro che prende molto tempo energie coinvolgimento di persone e realtà avere la lucidità di dire “okay facciamolo” e con le idee chiare penso sia la cosa più complessa, poi magari solo per me. Il lavoro tecnico in se poi si fa in una maniera o nell’altra.

Questo tuo primo album può funzionare bene oggi o avresti voluto suonarlo durante un altro decennio?

Sono decisamente contento sia uscito in questo decennio, desidero suonarlo ora.

Quando hai iniziato a studiare musica, e come?

Non ho mai studiato musica in sè, ho preso in mano la chitarra più o meno alle medie e da lì ho imparato i primi accordi poi le cover, poi abbandonato, è ricominciato tutto per formare le prime band alle superiori da la contemporaneamente ho iniziato a scrivere e “cantare”.

Il concerto migliore che hai visto?

Domanda molto difficile, visti tanti e tanti son stati i migliori per diversi motivi, comunque direi al volo: Jamie XX Club to Club 2016, Mac demarco Lugano 2016, Foals Sziget 2015, Lo Stato Sociale a Padova (Studio2) dicembre 2013, anche i Beach Fossils l’anno scorso, Shame quest’anno, troppi troppi.

Con chi ti piacerebbe condividere il palco?

Di italiano sicuramente I Camillas, sogno della vita aprire i Beach fossils.

La tua canzone preferita?

Anche qua domanda quasi impossibile ce ne sono troppe e troppe di preferite, una che non mi stancherà mai Red Socks Pugie dei Foals.

Se la tua musica fosse un drink quale sarebbe?

Non è un drink ma del prosecco.

Cosa c’è nel mondo che non funziona?

Oddio, decisamente complesso mi sa che sono un bel po’ di cose e così adesso non saprei ne bene che rispondere ne vorrei risultare banale quindi ti dico, il Wi-Fi a casa mia.

C’è una canzone che hai sempre suonato alla fine dei tuoi concerti, ma non è nell’album, perchè?

Anche se era già stata scritta e comunque c’era la possibilità di registrarla la sentivo un può fuori dal resto del disco sopratutto nella forma chitarra e voce, che è quella che penso poi manterrà per sempre, quindi semplicemente una scelta. Sarà nel prossimo disco, spero.

Dove trovarlo?

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