UP&COMING: Sacramento

by Alessia Nosari

I primi giorni di giugno mettono tutti di buon umore e portano con sé una sensazione di libertà associata ad un unico avvenimento: le vacanze estive. La brezza marina pervade chiunque in questo periodo, anche chi il mare lo vedrà forse forse in foto (degli amici bastardi). E così, per non fare un torto a nessuno, vi abbiamo voluto portare il rumore del mare direttamente all’orecchio, presentandovi una band italiana dalle sfumature rosee e le tone calde: i Sacramento. Il 24 luglio porteranno le onde a Milano in apertura a Kevin Morby per una data da non perdere, ma noi nel frattempo abbiamo chiacchierato con Stefano Fileti, frontman del gruppo che ci ha raccontato dei bivii della vita (e musicali), delle ondine e di nuovi progetti.

Parlami un po’ di Sacramento: chi siete e da dove nasce il vostro progetto?

Sacramento è un nome che mi ronza intorno da un bel po’ di tempo. È un segnale stradale a Siracusa che dovrebbe portare ad un Lido, il Lido Sacramento. Il lido però non esiste più. Il cartello è rimasto.

Il progetto nasce a Milano, dopo un lungo periodo di ibernazione passato a Copenhagen negli anni antecedenti al 2015. Rientro in Italia, inizio a sbrinarmi e iniziano a venirmi fuori strane idee musicali. Chiamo al basso un mio caro amico che si chiama come me (Stefano Palumbo, ndr) e nel 2017 iniziamo a provare questa musica in sala con anche un batterista (Alessandro Franchi, ndr) e una tastierista (Alice Oliveri, ndr) (tutta gente reale).

Cosa avete pubblicato fino ad ora?

“Love” è il primo singolo uscito per La Tempesta Records lo scorso 27 Aprile. Metteremo fuori un po’ di singoli ogni due mesi fino a fare una raccolta fisica dei singoli, più un paio di inediti che pensiamo di fare uscire a inizio 2019. Che ne pensate?

Venite da Siracusa, una città impregnata di storia e tradizione. Nelle vostre canzoni c’è un tripudio di synth e suoni elettronici (che mi fanno impazzire), elementi molto moderni. E poi ci sono i colori caldi, la calma e la tranquillità del mare. Quali sono gli elementi che definiscono il vostro sound?

Io vengo da Siracusa, gli altri, Catania, Palermo e Viareggio. Quindi comunque il mare è un elemento che ci accomuna un po’ tutti. Le sue onde sono come la nostra musica. Ma le onde quando non c’è vento. Le ondine insomma. Fai il morto a galla e lasciati trasportare dalle onde ascoltando Sacramento. E poi la calma ovviamente e non il caos. Insomma hai azzeccato in pieno. Per quanto riguarda i synth, sì, belli, ci stanno, ma cerchiamo di non esagerare per mantenere sempre quella calma di quando si fa il morto a galla.

Da dove derivano le tue influenze?

Ho sempre ascoltato molta musica inglese e americana, cercando di non rimanere bloccato alla prima che mi soddisfacesse e continuando sempre la ricerca del nuovo. Non si finisce mai di scoprire. Il mondo è troppo grande. Se sto componendo un brano, probabilmente, inconsciamente l’arrangiamento sarà inspirato dalla musica che sto ascoltando in quel momento. Ultimamente ascolto volentieri Alex Cameron, Mark Kozelek, Kevin Morby, Mac DeMarco, Unknown Mortal Orchestra, ecc.

Ho trovato il video di Love molto interessante, un bel contrasto considerato il titolo e il messaggio della canzone. Cosa vuole rappresentare? C’è un messaggio nascosto?

Avevo bisogno di dire quelle cose anche se del tutto scontate, lo so. Ma che ci vuoi fare, si devono dire prima o poi. Capita a tutti. Ho pensato che quelle frasi possono sempre fare comodo in qualsiasi momento della vita. Anche durante una rissa.

La vostra canzone migliore?

La quarta in scaletta dal vivo.

Descrivete la vostra band con un drink

Margarita.

Descrivete la vostra band con 3 aggettivi

Agrodolce, Romantica, Ageless

 

Quali consigli dareste ad una band che volesse intraprendere il vostro stesso percorso?

Appena completiamo il percorso e arriviamo dove vogliamo arrivare, vi sveliamo tutti i sentieri e le vie giuste che possono servire ad una band che sta per iniziare.

Dove vi possono trovare i nostri lettori?

Al bar dalle 19:00 alle 21:00, in pizzeria dalle 21:00 alle 23 e poi in veranda a prendere il fresco in una tiepida notte di mezza estate…

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Alessia Nosari

Mi lamento sempre della musica alla radio, raccolgo i centesimi tra i cuscini del divano per andare ai concerti e sogno di lavorare come tour manager di Bon Iver. Nel frattempo scrivo, cerco, scopro, ascolto musica non-stop.

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