Negli anni ’70 con Mille Punti : un’intervista dal retrofuturo

by Futura 1993

Ho incontrato, per  Futura1993, nel ( non troppo ) caldo della settimana del Fuorisalone, Mille Punti ovvero l’artista più retrò che la scena di Milano abbia da offrire. Mille Punti è la rinascita, gloriosa, della disco music italiana. Un ritorno fatto in grande stile, con la capacità di trascinare chi ascolta il suo album di debutto, Retrofuturo, uscito per Vetro Dischi, in quellìepoca fatta di lustrini, pantaloni a zampa e basette. Retrofuturo è uno dei lavori più interessanti di questo 2019, sia appunto per il sound riconoscibile e coinvolgente, sia grazie alla voce calda, ai temi malinconici, alla capacità di riportare a galla ricordi nascosti.

Preannunciato dal singolo Una Stupida Follia (che, per inciso, dovreste inserire nelle vostre playlist perché è letteralmente impossibile non ballarla), l’album  si presenta come una nuova pagina, diversa, della musica italiana. O meglio, come una rilettura in chiave moderna, psichedelica e trainante, del periodo più brillante ( nel senso letterale) della musica. Quello in cui Mille Punti trascina l’ascoltatore è, quindi, un  vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio, viaggio che solo chi progetta è in grado di spiegare, così presa, da buona ascoltatrice, dalla smania del ritorno al futuro, ho deciso di farmi raccontare cosa è e come è nato il disco più retrò e innovativo di questa primavera.

Dopo averlo trascinato da DischiVolanti sui Navigli, gli ho chiesto di raccontarmi la sua musica attraverso la musica di altri, scegliendo cinque ( che poi sono diventati sei) vinili che hanno influito su di lui e sul suo progetto.

Raccontami quali dischi hai scelto e perché.

Allora il primo disco che ho scelto è un disco di Battisti perchè una delle fonti di  ispirazione principali del mio progetto è stata tutta la disco music italiana degli anni ’70 e soprattutto gli album di Battisti tra il ’73 e il ’75 quindi Il nostro caro angelo, Anima latina ecc.

Sono stati fondamentali a livello di scrittura, hanno segnato un faro guida. Per questo mio primo album da solista sono stato illuminato dal suo modo di cantare, di usare versi, di fare gli arrangiamenti. Questo specifico disco che ho scelto (ndr Una donna per amico) non è tra i miei preferiti ma è rappresentativo di un colosso come Battisti, che per me è l’autore italiano irraggiungibile, il migliore di tutti.

Il secondo disco, sempre restando in Italia, ho scelto un album di  Pino Daniele,  che a me come cantante da impazzire perché credo che abbia un sound incredibile, mischiando jazz, blues, tutta la musica americana e filtrandola attraverso la musica tradizionale napoletana. Per me questa cosa è geniale.

In particolare il vinile Live che ho scelto rende molto l’idea della resa dal vivo di questa musica super groovy e particolare. Lui aveva una band incredibile!

Passando agli internazionali non ho potuto non scegliere un disco dei Tame Impala che sicuramente sono una delle mie influenze principali, adoro tutta la loro produzione e devo dire che sono semplicemente incredibili.

Poi ho deciso di prendere gli MGMT ( in particolare Oracular Spectacular)  sempre per quel sound della neopsichedelia che a me piace molto e allo stesso tempo è un disco molto groovy e ha un bellissimo tiro! Ci sono dei pezzi incredibili e incredibilmente dopo questo album si sono persi, non sono mai più riusciti a fare qualcosa di così bello.

Il quinto disco che ho scelto è di una delle mia band preferite, gli  Arctic Monkeys , e in particolare AM  mi ha cambiato la vita. Non è qualcosa che ha influenzato il sound del mio disco, non c’entra molto, però quando cercavo la mia voce e il mio timbro, il grande punto di riferimento è stato Alex Turner degli ultimi dischi.

Per ultimo Ho scelto Californication ( dei Red Hot)  perché è un disco incredibile! Quando uscì avevo 8 anni e pensavo che fosse la musica più bella del mondo e John Frusciante è sempre stato il mio modello di chitarrista: semplice, super ritmico ed espressivo. I Red Hot sono stati anche il primo concerto grande che sono andato a vedere, mi portò mia madre quando non avevo ancora l’età di capire di cosa parlavano i testi!

 Perfetto! Io ti ho portato in un negozio di dischi perché la tua persona, il tuo disco, il modo in cui tu ti poni catapulta chi hai davanti nel passato. E infatti il tuo disco si chiama Retrofuturo, raccontamelo!

Guarda la cosa buffa è che il nome dell’album è nato molto molto molto prima del nome del mio progetto, Mille Punti, proprio perché quando ho finito di suonare con la mia band e ho iniziato a lavorare da solo avevo già in testa questa idea di mescolare influenze anni’70 che io sentivo molto mie alla mia musica.

Mi piaceva l’idea di dar voce a questa passione che ho verso quell’epoca e che trascende anche un pochino la musica, mi piace molto anche la storia politica, il cinema, il design di quegli anni. Penso che proprio perché parliamo di un decennio di grande crisi è emerso un volto estremamente creativo.

Tutto questo mi ha sempre affascinato molto e ho voluto metterlo in musica.

Ecco, mi hai parlato di cinema, se tu dovessi descrivermi il tuo progetto con dei film anni ’70 ( o ambientati o girati) quali sarebbero?

Urca! ( ride) secondo me molto indicativo è un film che non è degli anni ’70 ma che parla di quel periodo e che è “The Dreamers” di Bertolucci! A me piace tantissimo e secondo me in qualche modo si addice al mio progetto perché non volevo che ciò che sono venisse percepito come qualcosa di posticcio, volevo che fosse qualcosa di moderno! Ho sempre voluto che si sentisse  che il mio album è registrato oggi però ispirato a quelle cose!

Così ti scelgo un film che non è degli anni ’70 ma che li racconta!

Poi a me piace molto “Arancia Meccanica” di Kubrick  e “I Guerrieri della Notte“!

Io me li sto rivedendo in mente, mentre tu parli e devo dire, per chi non ti ha ancora visto in carne ed ossa, che il tuo non è un personaggio, tu sembri uscito da quei film e da questo immaginario ! cioè tu sei davvero così!

Questa è una cosa che secondo me traspare ! Tutti quelli che mi conoscono e hanno sentito il disco e poi mi hanno visto dal vivo vedono una certa continuità perché non è una maschera che mi metto addosso!

Le basette le ho anche nella vita reale! ( ride)

Sempre parlando di immagini visive ti chiedo dei tuoi video che sono bellissimi ma folli!

Questa è una cosa che mi hanno detto in molti e mi fa molto ridere perché a me sembrava tutto normale! Non mi piace il fatto che ultimamente se un artista fa qualcosa di troppo vistoso viene visto come uno che se la tira, io penso che nell’arte ci debba essere sempre un elemento di eccesso, di follia! Diciamo che questa eccentricità è un elemento che c’era sia nel primo video (sappiate che il ragazzo del video balla così anche nella vita e secondo me rappresenta proprio quel trasporto che io vorrei la mia musica creasse!) sia nel secondo!

 Ti faccio una domanda che è un po’ difficile: c’è una tua canzone, tua preferita?

Te la metto così, c’è un pezzo a cui sono particolarmente legato per motivi personali che è Quando Guidavi Tu e invece un pezzo che mi piace più degli altri, quando suono dal vivo, che è Piccola Velocità.  Diciamo che sono questi due!

Alla fine anche quando ho fatto il sondaggio su instagram c’è stato un plebiscito su  Piccola Velocità!

Esiste qualcuno in Italia in questo momento a cui tu ti senti accostabile?

Guarda è molto bello perché penso che nell’ultimo anno siano nati indipendentemente dei progetti che si richiamano un pochino a quelle sonorità, mi vengono in mente  Le Feste Antonacci!  Ma anche i Dellacasa Maldive, che sono miei amici di vecchia data, hanno questo immaginario retrò, anche se il loro è più rivolto agli anni ’80! Siamo tutti al MI AMI lo stesso giorno per altro, sarà divertentissimo!

E poi i Nu Guinea  che io adoro e che hanno una classe immensa!

C’è una domanda che tu ti vorresti fare, se fossi in me?

( ride) no, me ne faccio già troppe!

Allora ti faccio un’ultima domanda: calcherai il palco del Mi AMI e di altri festival quest’estate, che palco vorresti calcare poi?

Sai che più che palco particolare mi piacerebbe aprire alcuni artisti! Per esempio, è un sogno, aprire i  Tame Impala, anche perché sono tra i pochi che mi piacciono ancora in vita!

Mariarita Colicchio x Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro. Seguici su Instagram, Facebook e sulle frequenze di Radio Città Fujiko, in onda ogni martedì e giovedi dalle 16.30

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