Ti dicevo cara ombra tienimi nascosta: intervista a Maria Antonietta

by Federica Di Gaetano

Maria Antonietta ha un pregio enorme: oltre ad essere una delle migliori cantautrici in circolazione è, senza ombra di dubbio, una di quelle che ha più cose da dire. E’ quindi con immenso piacere (e anche un pizzico di orgoglio personale) che su NoisyRoad ospitiamo le sue parole. Qui sotto poterete leggere tutto quello che ci ha raccontato.

Iniziamo con una domanda piuttosto scontata: quattro anni di pausa in un mondo come quello della musica, dove ogni giorno potenzialmente si possono scoprire nuovi artisti, sono molti: hai mai avuto paura che il tuo pubblico potesse averti in qualche modo dimenticata?
Certo, non sono abituata a dare per scontato nulla. Soltanto che mi sarebbe sembrato di prendere in giro qualcuno se avessi scritto un disco prima, quando non avevo nessun discorso da sviluppare e nessuna voglia di farlo. Ho molto rispetto delle persone e anche di me stessa.

Se dai testi di “Deluderti” si evince una volontà di asciugare e tendere al minimalismo, nella produzione musicale c’è, invece, una ricchezza e stratificazione di suoni non indifferenti.
Grazie mille. Si, nella produzione su cui ho lavorato con Colombre si stratifica, si armonizza, si costruisce. C’è una complessità semplice, non so se rendo l’idea… C’è della freschezza e della luminosità ma un moltiplicarsi di specchi. Mi piaceva molto l’idea di un clash tra testi e musica…l’una amplifica l’altro per contrasto.

“Che potrei scrivere migliaia di canzoni che cambierebbero l’idea che hai di me”. Le tue canzoni sono spesso molto schiette e sincere. Non ti spaventa condividere cose tanto personali?
Non c’è nulla di cui debba vergognarmi. Nessuno dovrebbe vergognarsi di essere ciò che è e di provare ciò che prova.

“Come facevo quando avevo meno anni e più stomaco”: chi era, dal punto di vista personale, la Letizia del passato e chi è oggi? Cosa c’è di diverso, invece, nella Letizia musicista?
Letizia era una ragazza più giovane, più insicura, meno capace di divertirsi ma anche molto intelligente e sensibile. Ora ha trovato il modo di essere intelligente e sensibile ma anche di divertirsi e realizzare che tutto quello che ci si presenta di fronte è un privilegio e dobbiamo cercare di essere grati. Letizia musicista è migliorata direi, nella scrittura soprattutto e nel canto…ha cercato, esplorato ed è stata molto curiosa.

Davanti a cosa “non riesci a restare indifferente”?
Di fronte alla gratuità della crudeltà che spesso gli umani hanno nei confronti degli altri umani, degli animali e delle piante.

In “Deluderti” ci sono molti riferimenti alla volontà di nascondersi, ad esempio in “Cara Ombra” (“ti dicevo cara ombra tienimi nascosta”) oppure in “Oceani (“se solo l’universo mi fornisse la capacità di scomparire”). Quali sono le cose dalle quali vorresti sfuggire?
Dal dolore, dalla crudeltà, dal cinismo e dall’ignoranza.

Chi mangia dolore mangia sempre solo” è un verso di Alda Merini, l’estate scorsa hai portato in giro per l’Italia una serie di reading di cinque poetesse che hai definito “le tue sorelle maggiori”: quanto influisce l’amore per la poesia nella stesura dei tuoi brani?
Tantissimo. Spesso il punto di inizio di un brano è un verso di una poesia, un’immagine, una parola. Quella fa scaturire in te un discorso, una prospettiva. Amo la poesia. Rilke, Pasternak, Plath, Dickinson…quali profondità hanno esplorato con una manciata di parole?

Fra i le immagini che scaturiscono dal nuovo disco, una di quelle che mi ha colpita maggiormente è sicuramente “sdraiata sulla schiena dicevo: faccio gli esercizi per la bara”: come ti è venuta in mente?
Si tratta di una quasi citazione da un brano dei miei adorati WHY.

Hai scelto di vivere in campagna, nella tua bio su Twitter ti definisci “cantautrice del regno vegetale e animale” e nelle tue canzoni ricorrono moltissimi richiami alla sfera naturale.
Trovo che l’empatia e la solidarietà col mondo animale e vegetale siano fondamentali per le persone. Non solo siamo resposabili nei loro confronti, ma loro possono esserci amici e fratelli, c’è una possibilità di dialogo incredibile. Quali vastità ho esplorato stando con il mio cane, guardandolo negli occhi? Quanto mi ha insegnato? Quanto soffro oggi la sua mancanza?

All’inizio del libretto di “Deluderti” è presente una citazione di Antonia Pozzi: come mai l’hai scelta?
Ammiro moltissimo la sua ricerca poetica.

Se ti fosse concesso scambiare due chiacchiere con una grande figura femminile del passato, chi sceglieresti? E se, invece, potessi vestirne i panni per un giorno?
Vorrei parlare con Giovanna D’Arco la mia eroina. E certo vestirne i panni, cavalcando in mezzo ad un esercito di maschi nel cuore del Medioevo.

Qualche tempo fa per NoisyRoad abbiamo realizzato un articolo in cui, grazie al preziosissimo contributo di diverse donne che lavorano nell’ambito musicale, abbiamo esplorato la figura della donna nell’industria . Cosa pensi al riguardo? Ti sei mai sentita come se dovessi “provare qualcosa a qualcuno” solo perché sei donna?
Mi sono sentita per anni così. Come una che deve dimostrare. Onestamente non mi interessa più. Se io sono soddisfatta, lo sono.


Osservando sia la cover di “Deluderti” che le nuove foto promozionali si nota una grandissima cura estetica: quanto è importante questa componente nel tuo progetto?
Cerco di curarla. Amo l’arte, sono laureata in storia dell’arte, la dimensione visiva è importante nella mia vita.


Per concludere, vorrei farti una domanda un po’ scollegata: il tuo disco del cuore è rimasto lo stesso?
Assolutamente no. Credo che ad ora forse sia Blue di Joni Mitchell o Dance Hall at Louse Point di PJ Harvey con John Parish.

 




Qui tutte le date del tour di Maria Antonietta:
20/04 Bologna – TPO
28/04 Torino – Hiroshima Mon Amour
04/05 Roncade (TV) – New Age Club
11/05 Roma – Monk
12/05 Pesaro – Teatro Sperimentale
26/05 Milano – MI AMI Festival

Foto di Luca Zizioli

Federica Di Gaetano

Vedo tutto rosa. Mi piace il folk. Non mangio gli animali ma non sono pazza.

Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicci la tua


Ci trovi anche qui: