Sono sempre andati controcorrente. Nei suoni, nell'approccio alla registrazione e alla performance sul palco. Già ai tempi di X Factor Frankie e DD avevano dimostrato che una strada alternativa e disturbante poteva comunque trovare la propria direzione. I Little Pieces of Marmelade quest'anno ne hanno addirittura percorse due. La prima con l'album in lingua inglese Mexican Sugar Dance, la seconda con un disco in italiano 404DEI (Errore degli Dei). Stavolta la produzione di Frankie - il debutto Ologenesi aveva come producer Manuel Agnelli - ha dato vita a due progetti diversi, ma profondamente simili nella concezione del sound. Lo scorso ottobre è partito il loro tour nei club che proseguirà fino a marzo.
Dal duo marchigiano ci siamo fatti raccontare i cinque dischi che li hanno ispirati. Non sono mancate le sorprese.

Nirvana - In Utero (1993)
In Utero è l’apice dei Nirvana. Ci sento tutto il caos e la raffinatezza degli anni '60 e '70. È potente, brutale, spigoloso, senza vergogna, praticamente il disco perfetto che definisce il raggiungimento totale della band.
- DD

Madvillain - Madvillainy (2004)
Madvillainy è un cult del rap che ha ispirato un’intera scena musicale. Madlib con i suoi beat lo-fi e Mf Doom con le sue rime aliene, che spaziano dal soul al rap, passando per ritmi latini. L'intero progetto può essere visto come una storia a metà tra il rap underground e un fumetto noir. Credo sia il disco che ho consumato di più nella mia vita.
- DD

Zu - Carboniferous (2009)
Ho scoperto questo disco a 14 anni mentre muovevo le prime note di Jimi Hendrix sulla chitarra. E mi ha devastato e cambiato per sempre. Per me significa andare oltre la musica oltre le strutture. Mi ha ispirato, piu di ogni altra cosa, ad andare oltre le regole ed osare il piu possibile.
- Frankie

Bello Figo - Primo nero in Italia (2022)
Bello FiGo mi ispira perché è il vero punk contemporaneo: non gioca secondo le regole del sistema, le deride. Mentre molti artisti fingono ribellione dentro formule accettabili dal mercato, lui distrugge la forma stessa della rispettabilità. È un sabotatore linguistico. Adoro come usa l’assurdo dell’ironia per smascherare la paura collettiva di ciò che è “fuori posto”. In un mondo dove tutti cercano di essere seri per sembrare veri, lui resta il contrario, talmente assurdo da risultare autentico…E questa è una forma alta di verità secondo me.
- Frankie

Deep Purple - Made in Japan (1972)
Tra i dischi preferiti di entrambi. Per prima cosa perché è un disco registrato live, immediato e puro. Lo abbiamo ascoltato tanto insieme in adolescenza e sentire quella band al massimo della loro forma ci ha subito colpito e fatto venir voglia di essere anche noi cosi potenti dal vivo senza tanti fronzoli. Seconda cosa perché come linee vocali, riff ed energia ci ha spinto ad osare, ad andare sempre oltre e non accontentarci. Insomma in qualche modo è stata una nostra scuola.
- DD & Frankie
