Le 10 canzoni trash evergreen che non posso fare a meno di ballare

by Ivan

Ognuno di noi,molto spesso,sente il bisogno di ascoltare quel tipo di musica che sia in grado di far liberare quella parte cretina della nostra personalità, insomma il cosiddetto genere trash, oppure ‘truzzo’ per i più volgari, o ancora ‘grezzo’ per chi vuol usare un linguaggio più chic. Ebbene come tutti i comuni mortali anche il sottoscritto è sottoposto costantemente a queste tentazioni incontrollabili che portano la persona a ballare, o sarebbe meglio dire ‘zompettare’, nel momento in cui si ascoltano canzoni che sono state meteore, che hanno caratterizzato periodi precisi,ma che poi passano nel dimenticatoio. Quella che segue non è un classifica ,ma vuol essere quasi un percorso musicale che comincia con la Disco degli anni’70, passando per i ‘colori’ degli anni ‘80, e arrivando alla tipa Dance degli anni ’90, che ha fatto da apripista ai generi dai quali siamo bersagliati dalle radio ultimamente. Ma adesso basta parlare e iniziamo a ‘zampettare’.

Bee Gees – Stayin’ Alive: quello che un tempo veniva chiamato riempi pista, canzone simbolo del film “La febbre del sabato sera”, semplicemente irresistibile, soprattutto la parte in falsetto “ah-ah-ah-ah”, ci hanno provato in molti ad imitarli, ma nessuno ci è mai riuscito, neanche con l’aiuto di mutande strette per rendere la voce più acuta.

Amanda Lear -Queen of Chinatown: la dimostrazione che ogni uomo ha dentro di sè un lato femminile, e ogni donna ha un proprio lato maschile, e questo lo si può dire anche guardando la cantante…….ma è donna con la voce da uomo,oppure è uomo travestito da donna!?Mistero.

Kiss – I Was Made For Lovin’ You: e chi ha detto che in discoteca si deve suonare solo musica elettronica!? Cari miei DJ lasciate il posto all’hardrock, la prova che negli anni ’70 se volevi essere popolare dovevi rompere gli schemi.

Miguel Bosè – Super Superman: perchè si sà, la stravaganza è anche manifestare un proprio lato gay, e quale modo migliore per farlo ballando sinuosamente proprio come la più grande icona gay degli ’80s!?

Eurythmics – Sweet Dreams: grandissimo pezzo del 1983, ebbene sì anche una donna leggera e delicata come Annie Lennox ha un suo lato trasgressivo, aggiungete anche che ne è stata fatta una cover perfino da Marilyn Manson…penso non ci sia altro da aggiungere.

Frankie Goes to Hollywood – Relax: definirla canzone può essere riduttivo, in realtà è un piccolo universo musicale racchiuso in poco più di tre minuti che racchiude tutte le correnti del pop sperimentale degli anni ’80, riuscendo a sintetizzare quanto avvenuto prima e allo stesso tempo aprendo la porta ai generi che avrebbero caratterizzato il decennio successivo.

Robbie Williams – Millennium:lasciando da parte il personaggio con tutte le sue controversie, devo ammettere che questo è stato uno dei brani che mi ha fatto pensare che quando si impegna il re del Pop (o presunto tale) qualcosa di buono la fa uscire, e considerato anche che esce da una boy band è di per sè una notizia.

Eiffel 65 – Blue: nell’estate del ’99 risuonava solo questo motivetto :”I’m blue dab dee dab da”, ripetuto fino alla nausea (tipico stile di Gabry Ponte), erano partiti con l’obiettivo di essere l’evoluzione della disco del 2000 e devo dire che ci sono riusciti, non solo per il loro successo mondiale, ma più che altro perchè proprio come la disco music sono durati appena 5-6 anni, la conferma (che per molti è una bella notizia), che le mode popolari prima o poi passano.

Scissors Sisters – I Don’t Feel Like Dancing: qualcuno forse mi maledirà se ho collocato questa hit come “trash”, ma è la conferma che anche il trash è un arte. A distanza di quasi 10 anni questa canzone riesce ancora a trasmettere una grande adrenalina che deriva sia dal videoclip ironico, animato dai balletti contagiosi del cantante,ma soprattutto dal suo cantare il ritornello in falsetto che la rende una figata.

Saint Motel – My type: e concludiamo questo viaggio con un brano dei giorni nostri (o quasi) diventato la colonna sonora delle nostre giornate, non solo pervia dei molti passaggi radiofonici, ma perchè questa canzone è presente dappertutto come sigla di programmi tv o spot pubblicitari, con quel refrain che dà libertà di muoversi, potendoci ballare sopra perfino il Tuca Tuca ed è proprio per questo che per fortuna o purtroppo (anche qui a voi la scelta) la sentiremo ancora spesso.

Se non ne avete abbastanza non perderti le 15 canzoni che hanno fatto la storia del trash italiano.

Ivan

Nonostante un fisico gracile mi sento ghiotto e bulimico di musica,non importa quale genere sia: pop,rock, italiana, straniera,popolare, di nicchia....fate voi. Sono uno del tipo:"Non andate in discoteca,andate ai concerti!". La mia filosofia è: Una musica può fare

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