Venus Requiem: le 10 DJ che vi faranno innamorare dell’elettronica

by Chiara Bustreo

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Adoro la sensazione di essere in uno spazio quasi del tutto al buio che sia una stanza di un club o un enorme spazio all’aperto. Circondata da persone, sentendo anche l’odore di sudore del vicino. E all’improvviso urla, strobo e fasci di luce ad intermittenza. E poi una sola console al centro del palco, nient’altro. All’improvviso partono i suoni, le casse cominciano a vibrare, le banane appese disperdono i suoni dei synth e i subwoofer impattano contro di te. Contro lo stomaco, le ginocchia fino a che non cominci a muoverti. Allora cominci a ballare al ritmo di quei suoni innaturali, scaturiti da una console: non una chitarra, una batteria, un piano, ma una console.

Qui di seguito vi proponiamo 10 nomi che dovete assolutamente ascoltare se volete provare l’emozione descritta sopra. Sono donne, 11 forze della natura (10 progetti, di cui un duo) che vi faranno muovere la testa avanti e indietro. Che vi faranno vibrare ogni parte del vostro corpo al suono delle buona elettronica.

Peggy Gou

The Black Madonna

Si definisce una Mente Androgina che miscela le proprie emozioni con la disco e la techno diventando una vera performer, degna di stage pazzeschi.

Dalle campagne del Kentucky ha scoperto la religione dei rave party a 14 anni. Ovvero letà che ha segnato linizio della sua passione e della sua carriera. Dopo due anni e l’abbandono della scuola ha viaggiato in giro per lAmerica tra varie feste techno per vendere i propri mixtapes e farsi strada pian piano. Alla Louisville University ha cominciato a mettere i dischi per una stazione radio della stessa università. Questo, unito ai suoi dj set radiofonici, le permise di firmare il suo primo contratto.

Con il suo debutto Alright This Morning uscito nel 2012 è riuscita a lanciare anche il progetto DAPHNE: A Womens Movement in Dance Music. Nel suo Spotify compaiono tra i primi risultati per ascolti vari remix tra i quali Electricity di Dua Lipa. Ma la sua canzone di punta è He Is the Voice I Her dove la techno si incontra con un pianoforte e una batteria dalle melodie e il ritmo jazz. Fiati elettronici miscelati sapientemente ad archi che trasportano l’ascoltatore ora ad una pista da ballo ora tra le sedie in velluto rosso di un teatro da opera.

Yaeji

«Yaeji’s music is an invitation into an intimate, healing, world exploring cultural identity and self-reflection through dreamlike house productions that morph from whispery confessionals to dancefloor burners.»

Questa è la definizione che dà di se stessa Yaeji, nata nel Queens a NY ma di origini sudcoreane. E tutto quello che c’è da dire su di lei e sulla sua musica sono perfettamente sintetizzate in quella citazione. Ha iniziato la sua carriera musicale grazie ad una stazione radiofonica. La sua passione le fu instillata dalla vera e propria società che affollava i night club e i locali esclusivi di New York. La scena elettronica underground della Grande Mela ha formato musicalmente la ragazza occhialuta. Assorbita completamente dal fascino della dance music cominciò a creare una community a Brooklyn fatta di artisti e DJ, uniti dalla passione per l’elettronica.

Il suo primo EP omonimo fa incontrare le sonorità coreane con quelle inglesi, dove un leggero rap fatto dalle due lingue si mescola con i suoi suoni scintillanti e chiari della dance, dellhip-hop e dell’avant-pop. Nella sua seconda uscita, chiamata EP2, compaiono due dei singoli più famosi dell’artista: Drink Im Sippin On e Raingurl. La sua voce dolce e sensuale si trasforma in pochi istanti in una parlantina serrata che si mescola al beat trascinante e ai synth che ti entrano in testa in pochissimi secondi. Consigliata la sua versione di passionfruit di Drake.

Kelly Lee Owens

Prima bassista del gruppo indie The History of Apple Pie e poi DJ londinese. Kelly, originaria del Galles, si trasferisce a Londra dove comincia a lavorare per alcuni dei più importanti negozi di dischi della capitale inglese. Da lì la voglia di imparare assimilando qualsiasi influenza, che la porta a sperimentare se stessa e la sua musica, ottenendo dei risultati dalla cifra stilistica tutta sua: suoni techno e pop si mescolano a violini e archi da orchestra.

Dopo aver prestato la sua voce ad altri amici DJ, nel febbraio del 2015 finalmente sfonda nel mercato con il suo primo singolo Lucid. Poi nel 2017 esce con il suo album omonimo unendo i suoi 27 anni di esperienza nei suoni della techno profonda al pop etereo e ai beat pulsanti.

La sua prorompente energia e i suoi coinvolgenti dj set hanno fatto e faranno ballare chiunque. È già salita sul palco italiano del Club to Club e quest’estate sarà impegnata in molteplici serate in tutto il mondo. Nel suo portfolio compaiono anche remix in collaborazione con Björk e St Vincent.

Smerz

Catharine ed Henriette sono due ragazze norvegesi di Oslo che hanno fuso la soft techno all’elettronica minimalista. Un duo di producers e DJs tutto al femminile che ha sfondato nel mondo musicale solo dopo il loro trasferimento in Danimarca per l’università. Hanno imparato ad usare Ableton nella loro cameretta innamorandosi così della musica elettronica e mettendola in pratica lavorando in radio underground e di nicchia di Copenhagen. Dopo aver interrotto gli studi grazie ad una collaborazione con il DJ Benji B, che ha scommesso subito su di loro, le due ragazze possono vantare quasi 2 milioni e mezzo di ascolti al brano Because su Spotify. 

Il loro EP di debutto Okey ha conquistato i fan che in loro trovano l’elettronica minimal e dei suoni pesantemente riecheggianti la cultura RnB. In Italia sono passate lo scorso novembre in occasione dell’edizione del Club to Club di Torino del 2018. I beat di Ibiza si fondono con le voci femminili delle due ragazze pronte a trasportarvi in viaggio attraverso i locali migliori del mondo.

Peggy Gou

Peggy Gou, così come la già citata Yaeji, ha origini coreane. È una produttrice e una DJ uscita dal nulla nel 2016 dopo essersi trasferita a Londra ed essere riuscita a fare della propria passione una carriera. Infatti durante gli anni dello studio londinese ha suonato in alcuni locali preparando i suoi EP di debutto, arrivando fino a coronare il suo sogno nel 2018: essere la prima donna coreana a suonare al Berghain. DJ Mag lha definita «il fenomeno musicale perfetto», un incontro tra musica, estetica e comunicazione che l’ha resa nel giro di due anni una delle DJ più richieste del mondo dell’elettronica.

I live al Coachella, le sonorità eleganti e di facile ascolto hanno reso Peggy un fenomeno e un’artista da vedere assolutamente live. La sua fama deriva sia dalla sua It Makes You Forget ma anche dai suoi concerti famosi per l’assenza di scarpe. Infatti non si sa bene il perché ma ai suoi dj set tutti si tolgono le scarpe e le sventolano per aria  (gou = scarpa, ndr ). E altra stranezza che la rende ancora più un fenomeno è la sua console colma e stracolma di peluche. Poi tra una linea dabbigliamento, il lancio della sua etichetta discografica e date su date, non fa mancare al suo pubblico intense performance che rendono facile l’affetto che si prova nei suoi confronti.

Avalon Emerson

Nata a San Francisco e vissuta in Arizona, Avalon riporta nella sua musica le infinite distese deserte del luogo dov’è cresciuta. Mescolate alla techno futurista di Detroit, ai suoni minimal e alle influenze jungle ha dato vita a brani come Synagogue of SoMa e Be Good. Nel 2009 torna a San Francisco dove comincia a suonare per delle piccole feste casalinghe oppure in alcuni club della zona. Dopo tre anni comincia a caricare la sua musica online arrivando così nel 2014 a pubblicare il suo primo EP Pressure / Quoi!.

Da qui comincia la sua vita da artista e DJ di fama internazionale. Nel 2015 gira per il Canada e poi in Europa innamorandosi e fermandosi a Berlino per dar vita al suo secondo lavoro. La profondità dei suoi bassi, la chiarezza e la stratificazione dei suoi suoni fanno di lei una vera e propria maestra del sound design.

Coucou Chloe

Di origini francesi ma londinese musicalmente, Coucou Chloe ha conquistato i cuori di molti dal 2016 in poi. E nel 2017 pure quello di Rihanna che ha scelto i suoi pezzi come soundtrack per le sue sfilate durante le varie settimane della moda. Dopo l’uscita di due EP e la nascita della sua casa discografica NUXXE Chloe è anche icona di stile. I suoi look così underground anni 90 sembrano apparentemente cozzare con la sua musica elettronica e sensuale dalla vena prepotente. Cosa che si può sentire in brani come Skin Like Sin e Doom. Mentre la delicatezza e le emozioni che si intrinsecano tra voci effettate e chitarre in Pearl denotano un’enorme conoscenza di quello che può creare questa ragazza tutta grilz e tatuaggi.

Flip U, il brano con più ascolti su Spotify può ricordare per molti versi il lavoro di Billie Eilish. Mentre il suo ultimo EP NAUGHTY DOG è più sperimentale e denota una cifra stilistica tutta sua. «When Im making music, I usually use a lot of noises from everyday life and turn them into synths or rhythmic elements.» così spiega la sua musica la francesina.

Oklou

Produttrice, cantante e compositore nata e cresciuta a tre ore dalla capitale francese. Ha invaso Parigi per trovare la propria svolta e sentirsi più a proprio agio in una comunità di artisti più ampia ed eterogenea che non quella di un piccolo paesino della Francia dell’est. Oklou ha sempre visto nel computer e negli strumenti che utilizza per creare la sua musica una vera e propria fonte inesauribile di suoni e possibilità. Pitchfork ha descritto il suo genere come «hazy RnB» ma la ragazza spazia dal piano suonato in maniera classica e melodica fino a beat astratti e sempre in continuo cambiamento.

Alla base c’è la sperimentazione, cosa che si può percepire nell’ascolto dei suoi diversi lavori. Prende ispirazione e registra i suoni da molteplici fonti: dalle Instagram Stories sue e degli amici, dalla natura, fino ad arrivare alle conversazioni della sua famiglia e al sottofondo di semplici video di YouTube, usando sia i suoni che il silenzio, il tutto ricrea l’atmosfera di un mondo sempre affollato e ricco di fonti sonore.

Oklou inoltre ha fondato a Parigi una squadra di sole donne: quattro DJ che potete veder suonare tra club e locali francesi, la crew TGAF. Inoltre la ragazza, oltre ad essere sotto contratto con l’etichetta discografica NUXXE ne fa anche parte come produttrice insieme a Coucou Chloe e Shygirl.

Shygirl

Insieme a Coucou Chloe, al produttore Sega Bodega, Oklou e Shygirl è a capo dell’etichetta fondata dalla prima DJ nominata. NUXXE è il progetto nato dall’insieme di questi produttori uniti sotto il “non genere”, la non categorizzazione musicale.

Le melodie seducenti e le percussioni sconvolgenti sono a capo del lavoro di Shygirl. Una ragazza di quelle che Beyoncé prenderebbe come riferimento. La sua bio recita «lyricist and DJ with a tone set clearly in the depths of the club». Inoltre i suoi generi sono identificati come Deconstructed Club, Industrial Hip Hop, Jungle, Trip Hop e Grime.

Con il suo brano Nasty, il più ascoltato nell’account Spotify dell’artista, continua a dimostrare la buona riuscita del suo primo EP. Infatti con Cruel Practice e i 5 brani che lo compongono dal 2018 la ragazza fa girare la testa. Il tutto grazie ai  suoi ritmi tribali, i beat incalzanti RnB e i testi da vera regina dei club. Possibile che abbia catturato l’attenzione anche per i suoi video super hot in collaborazione con il già citato Sega Bodega.

EMMANUELLE

Ragazza nata in Brasile, cresciuta a Miami e ora di casa a Milano. EMMANUELLE si è unita all’etichetta dei Soulwax Deewee per il suo secondo lavoro uscito nel 2016. L’EP L’uomo d’affari / Italove prodotto dai 2manydjs fa trasparire l’influenza dei due belgi nel lavoro di questa giovane ragazza. L’italodance abbracciata dall’artista non può non coinvolgere l’ascoltatore che scende in pista a ballare tra il portoghese sussurrato e i beat di casa Soulwax.

Grazie alla passione per la musica e alla lingua italiana la ragazza viene notata e così anche il suo singolo Italove. Nel suo testo italiano con strascicata pronuncia portoghese fa sue frasi fatte e citazioni celebri del mondo musicale internazionale. Così rimbalza di radio in radio e di club in club fino a che la sua hit non viene scelta da Matteo Garrone per la soundtrack del suo Dogman. Il film presentato al Festival di Cannes le fa acquistare notorietà e la rende celebre per quei suoi pezzi di elettronica soft dal gusto pop e sempre ottimi in pista.

Bonus: Mhysa

Mhysa parte dal coro della chiesa del Maryland per poi arrivare ad essere voce e produttrice del disco Fantasii nel 2017, acclamato dalla critica. Mhysa fa leva sulla sua voce sensuale, perno dei suoi brani ricchi di pause, riverberi lunghi e beat isolati. Sono ballad eteree ma allo stesso tempo piene d’energia e di suoni molto diversi tra loro. Che ricordano tanto delle jam session casalinghe fatte da ragazzi che hanno solamente voglia di divertirsi.

Lei, donna di una piccola contea del Maryland, ha preso ispirazione dai suoi miti come Donna Summer, Prince e Beyoncé per creare qualcosa di unico. Il suo singolo di debutto power cuts del 2015 la portò per la prima volta ad esibirsi live con i suoi brani su importanti palchi internazionali.

Se vuoi saperne di più sull’elettronica ti consigliamo anche 10 artisti per iniziare a darti al genere.

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Chiara Bustreo

Mi piace il profumo della polvere del caffè e mi fanno paura i temporali e le galline. Un giorno mi piacerebbe diventare una sirena.

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