A Roma la fine della primavera coincide con l'inizio della stessa. Ed è così, oramai, da un bel po' di anni. Quindici per la precisione. Tre lustri per chi ama le scansioni di tempo un po' originali. Lo Spring Attitude 2026, ancora una volta a La Nuvola dell'Eur, sarà una due giorni che aprirà la lunga stagione romana dei concerti e lo farà con dei nomi croccanti tra il 29 e il 30 maggio. Un venerdì-sabato che non si dimenticherà facilmente, tenendo conto del fatto che su due palchi si avvicenderanno artisti dalle sei di pomeriggio e che continueranno a suonare ininterrottamente fino alle quattro di mattina.
Il cartellone è folto e abbiamo cercato di individuare i cinque set a cui proprio non potrete proprio mancare. Non è stato facile scegliere.
Gaia Banfi
Protetta di Iosonouncane, la poetica di Gaia Banfi ci ha stregati fin da quando abbiamo ascoltato per la prima volta un disco come La Maccaia. Il rumore del mare e il suono della memoria si intrecciano, fino a creare un ambiente musicale unico e leggero, nonostante la latente elettronica. Dal vivo, riesce a trasformare brani intimissimi in paesaggi sonori dilatati, sospesi tra folk sperimentale e suggestioni ambient. Il bello è che nulla sembra mai completamente a fuoco: ogni canzone vibra come un ricordo che riaffiora lentamente. In un festival spesso dominato dall’urgenza del beat, il suo set rischia di essere uno dei momenti più contemplativi e magnetici dell’intera edizione. Aprirà il secondo giorno, perciò assicuratevi di arrivare per tempo. Verrete trasportati in un altro universo.
Motta
Ma quando ci ricapiterà di ascoltare La fine dei Vent'anni, l'opera prima di Motta, in versione integrale, riarrangiata per il suo decennale dall'uscita? Molto più di un'operazione nostalgia, la prima serata del secondo giorno è occupata. Mettetevi presto sottopalco, perché chi la precede è una sua prediletta...

Emma Nolde
Ormai conosciuta a livello nazionale, noi l'avevamo già scovata nell'estate del 2021, quando ci raccontava che il suo album Toccaterra fosse un percorso costante e non tanto un atterraggio. Adesso arriva allo Spring Attitude forte dei suoi tre dischi all'attivo, in un nuovospaziotempo, direbbe. Quello dei grandi che ancora non si sentono tali.
Okgiorgio
Per la cassa dritta del primo giorno, dopo esservi scatenati con i Nu Genea, sul palco principale arriva Giorgio da Bergamo che per un'ora e quaranta sarà il vostro best music dealer di serata. Negli ultimi mesi Okgiorgio è diventato una specie di parola d’ordine per chi cerca club culture italiana senza compromessi: melodica ma sporca. Nei suoi set, si parte ballando leggeri e si finisce completamente sfiniti, con la sensazione di essere stati dentro un unico lunghissimo drop. Portatevi una maglietta di ricambio.
Dov'è Liana
Non lo sappiamo neanche noi (ancora), ma quelli che la cercano potranno incontrarla al Ploom Stage intorno alle 23:30 di sabato. Tre amici d'infanzia del sud della Francia che vengono apposta per farvi scatenare: cosa dire di più? In realtà qualcosa da dire ci sarebbe: i Dov’è Liana sono una delle cose più divertenti successe all’elettropop europeo recente. Groove francesi, ironia nonsense e un’estetica che sembra uscita da una vacanza mediterranea mai finita. Dal vivo puntano tutto sull’interazione e sulla festa collettiva, trasformando ogni concerto in una specie di rituale danzereccio delirante. Se cercate il momento più liberatorio del festival, probabilmente è questo.

