04 settembre 2026

Elogio alla disconnessione: il crossover di Ecca Vandal a Milano

Disconnettersi per ritrovarsi è stata la regola che si è fissata in testa dal 2021. Alle spalle aveva un EP e l’album di debutto che portava il suo nome. Chiusa in uno studio casalingo ha scritto e riscritto fino ad arrivare a LOOKING FOR PEOPLE TO UNFOLLOW, un secondo disco che ha tutta l’aria di essere un secondo debutto. Lo si comprende anche dal vivo a Milano, alla Santeria, quando pezzo dopo pezzo vengono attraversati quasi tutti i capitoli dell’opera: Ecca Vandal porta sul palco le sue diverse sfumature, mescolate e ingarbugliate. 

Il crossover che ne deriva non è qualcosa di originale o mai sentito, eppure la spontaneità di certi versi e il senso d’urgenza rendono alcune canzoni dei veri e propri inni per chi dalla cameretta sogna di fuggire. C’è tanto della dimensione pop-punk, anche con sfumature quasi metal in alcune sezioni. Quella di fine anni Novanta e inizio anni Duemila che non si traduce solo nell’apparenza e nei capelli tinti di blu. Ecca Vandal sa il fatto suo in quanto a voce su chitarre distorte e batteria martellante. Sia nei momenti meno melodici come in MOLLY, che in quelli più pop come VERTICAL WORLDS e CRUISING TO SELF SOOTHE. A dimostrazione di ciò c’è il coinvolgimento del pubblico che, a poco a poco, si lascia andare sempre di più. 

Ecca Vandal live in Santeria Toscana, Milano, 2026
Ecca Vandal in concerto in Santeria Toscana, Milano, 2026 | Credits: Giovanni Cantamessa

Al pogo si arriva in un crescendo ben costruito. La prima parte del live è infatti focalizzata sul ritmo e sulla danza. CAME HERE FOR THE LOOT fa muovere il pubblico su un beat che strizza l’occhio al rap, ma comunque suonato dal vivo dai due musicisti che la accompagnano sul palco. Uno dei due, alla chitarra e ai sintetizzatori, è il suo produttore Richie Buxton (anche compagno nella vita) con cui ha scritto tutto il secondo disco. Il fatto che tutto sia suonato live rende anche i brani meno vicini al rock comunque affini ai gusti della maggior parte del pubblico. La percentuale più alta dei presenti, davvero varia in termini d’età, proviene dal mondo punk, quello più colorato e meno classico. Eppure, anche durante i pezzi più vicini al mondo hip hop come BLEACH, il trasporto non manca mai e, la cosa che stupisce di più, è che Ecca Vandal non fa nulla in particolare per stimolarlo. Anzi, sembra prendere energia dai fan. 

Negli ultimi anni ha aperto i concerti di Limp Bizkit e Turnstile e, non è un caso allora che, a un certo punto del live, decida di far salire con lei sul palco le ragazze presenti nel parterre. Sembra una citazione diretta a quanto accade durante il finale dei live della band di Brendan Yates, quando con BIRDS il mosh pit arriva fino a sopra lo stage. Ovviamente è tutto molto più blando al Santeria, ma lo spirito è il medesimo. Sebbene, come in questo caso, la cantautrice di base a Melbourne non proponga nulla di così nuovo e strabiliante, è in grado di fare bene quello che fa. A livello di fiato non fatica minimamente, neppure quando alterna le parti più rappate a quelle a voce piena.

Ecca Vandal sul palco di Santeria Toscana, Milano, 2026
Ecca Vandal in concerto in Santeria Toscana, Milano, 2026 | Credits: Giovanni Cantamessa

E soprattutto quando dal vivo c’è qualche pezzo che stupisce e che su disco avevi tralasciato, vuol dire che la strada è quella giusta. Nel caso del live di ieri sera di Ecca Vandal a Milano, quel brano è DO IT ANYWAY. Nella versione in studio i bassi e la drum machine soffocavano l’animosità del ritmo. Dal vivo è tutta un’altra storia. L’aspetto più interessante è il modo in cui emergono le sue origini sudafricane e srilankesi, mescolate con suoni più occidentali, ma allo stesso tempo evidenti. Prendendo spunto da quel momento del concerto, non è un’assurdità dire che nella dimensione live le canzoni che funzionano maggiormente sono quelle che si distanziano maggiormente dal mondo punk rock. Il che non dovrebbe risultare troppo strano in fin dei conti. Basti pensare all’estetica di Ecca: oltre i capelli colorati c’è un logo più vicino al mondo pop e urban al pari dello stile un po’ a la Billie Eilish. Nella base di GHOSTS d’altronde - un altro dei momenti migliori - c’è un po’ di tutto questo.  

Tralasciando la parentesi sulle apparenze che contano sempre fino a un certo punto, resta l’idea che Ecca Vandal abbia ancora tanto da dire, soprattutto dal vivo, ma che debba tuttora trovare una strada maestra. Le influenze sono tantissime, spesso citate anche nel giusto modo senza strafare e risultare un’emulazione, ma è difficile prevedere in cosa potrebbero svilupparsi nell’immediato futuro. Dalla sua l’artista australiana ha enormi capacità, il vantaggio enorme di saper scrivere e un’attitudine innata per le esibizioni dal vivo. Siamo solo all’inizio e il concerto a Milano ne è stata la dimostrazione. La speranza è che il viaggio nella sperimentazione tra generi non si fermi qui ma prosegua in modo sempre più spinto.

Fotogallery a cura di Giovanni Cantamessa: