13 marzo 2026

Giorgio Poi all'Alcatraz di Milano: il cantautorato è più vivo che mai

Nella musica italiana ormai ci sono rimaste poche certezze, Giorgio Poi è una di queste. Ovviamente non potevamo mancare alla prima data del suo Club Tour, all’Alcatraz di Milano. Dopo averlo visto nei festival da Nord a Sud, venue più o meno intime, formazioni disparate, dall’acustico al quartetto d’archi, per il cantaute è giunto il momento di affrontare i club più importanti d’Italia e possiamo dire che il primo esame è stato superato a pieni voti. Arrivato ormai al quarto disco, Schegge, pubblicato nella primavera dell’anno scorso, Giorgio Poi può contare su un pubblico sempre più numeroso, come testimonia il sold out a Milano e in molte altre città che toccherà questo tour. Durante il live lo stesso artista si ferma ad ammirare chi ha di fronte ed esclama timidamente “siete tantissimi”, segno che la gavetta fatta come si vede, anche se lunga e tortuosa (la sua è partita quasi dieci anni fa con Fa Niente pubblicato nel 2017), alla fine paga.

Giorgio Poi mentre suona all'Alcatraz Milano, 2026
Giorgio Poi in concerto all'Alcatraz di Milano, 2026 | Credits: Renato Anelli

Nonostante l’importanza dell’occasione, la band rimane semplice, sul palco salgono in quattro, su cui campeggiano dei grossi neon a zigzag, che richiamano le forme geometriche dell’artwork di Schegge, che fa da sfondo al quartetto. La scaletta è un bel mix equilibrato di tutti i lavori di Poi. Non possono mancare alcuni tra i pezzi preferiti dei fan, come Acqua Minerale, I Pomeriggi, La musica italiana (su cui sarebbe stato bellissimo veder comparire Calcutta), alternati a brani più intimi, come Solo per Gioco o Supermercato, ridotta ancora più all’essenziale con un’emozionante performance in acustica. I nuovi singoli dal sapore d’altri tempi, vedi giochi di gambe, nelle tue piscine, non c'è vita sopra i 3000 kelvin e uomini contro insetti, si incastrano in modo naturale in mezzo a brani che chi c’è sempre stato fin dal giorno zero si ricorderà, su tutti Il Tuo Vestito Bianco e Tubature.

Giorgio Poi, il tour estivo 2026
Giorgio Poi in concerto all'Alcatraz di Milano, 2026 | Credits: Renato Anelli

In questo cantautorato sobrio ed elegante, non c’è molto spazio per inutili divagazioni e parole, gli interventi di Poi sono misurati, lasciano spazio alla musica che arriva dolce all’orecchio. Perché sì, quello di Giorgio Poi è un cantautorato dolce, romantico e per certi versi illuso, perché ricorda quelle sonorità della tradizione italiana degli anni ‘70 che non esistono più. Il suo è un sound che non rincorre le mode; i suoi testi sono intrisi di una poesia semplice, immediata ma mai scontata, che ci ricordano cosa significa fare del cantatutorato di qualità, evolvendosi negli anni, ma rimanendo sempre fedeli a sé stessi.

Giorgio Poi con Frah Quintale sul palco dell'Alcatraz Milano
Giorgio Poi con Frah Quinatale all'Alcatraz di Milano, 2026 | Credits: Renato Anelli

Giorgio Poi mantiene il suo aplomb anche quando arriva il momento nazionalpopolare del concerto: la hit Itpop Missili eseguita imbracciando la fedele elettrica e in compagnia di Frah Quintale. Non posso che pensare a quanto si stava bene nell’estate del 2018 e, mentre attacca Vinavil, arriva la consapevolezza di quanto il cantautore romano sia merce rara nel panorama nostrano. Questo successo di pubblico, a lungo atteso, è tutto meritato. Come ultimo pezzo in scaletta viene posizionato Les jeux sont faits, forse il brano più pop di Schegge, che ricorda immediatamente le sonorità degli amici francesi Phoenix: una carezza uptempo con inediti echi elettronici, l’ennesima riprova di un’artista che speriamo possa graziare ancora a lungo con il suo tocco la musica italiana.

Di seguito la nostra fotogallery a cura di Renato Anelli.