14 giugno 2026

I vent'anni del MI AMI: le foto dell'edizione 2026 del festival

Vent’anni e non sentirli, o forse sentirli tutti nei piedi e nelle orecchie dopo quattro giorni di maratona nella nuova location (ormai consolidata) dell'Idroscalo. Il MI AMI 2026 ha tagliato il traguardo delle sue prime venti edizioni confermandosi un termometro in grado di misurare lo stato di salute della musica italiana. Venti edizioni significano, tra le altre cose, che siamo cresciuti insieme e che chi vent'anni fa transennava il palco per la prima volta oggi ci torna forse cambiato, con qualche ruga in più e lo sguardo diverso, eppure la sensazione generale è rimasta la stessa. Perché se la musica intorno a noi cambia pelle a una velocità disarmante, il MI AMI resta quel momento di aggregazione capace di misurare chi siamo diventati, un posto dove l'evoluzione dei suoni e della scena musicale italiana va di pari passo con la nostra.

Mille in mezzo al pubblico (fra cui AmbraMarie) del Mi Ami 2026
Mille in concerto al MI AMI Festival 2026, Idroscalo, Milano | Credits: Renato Anelli

Giorno 0 | L'inizio del viaggio

Il weekend del festival milanese si è acceso ufficialmente sotto il segno della contaminazione, con una lineup capace di attraversare atmosfere e linguaggi totalmente diversi. Sul palco si sono alternate le chitarre e le melodie del cantautorato raffinato di Colombre e Maria Antonietta, l'impatto intramontabile e l'energia rock dei Ministri, e lo shoegaze malinconico dei Satantango. A completare la prima giornata, le scoperte di Santamarea, Brucherò nei Pascoli e Les Votives, che hanno chiuso la giornata inaugurale.

Maria Antonietta e Colombre in concerto al MI AMI Festival 2026, Idroscalo, Milano
Maria Antonietta e Colombre in concerto al MI AMI Festival 2026, Idroscalo, Milano | Credits: Renato Anelli

Giorno 1 | Un frullatore di generi ed emozioni

La seconda giornata è stata una corsa a perdifiato tra cantautorato d’avanguardia, elettronica e rap d’autore. Abbiamo vissuto la teatralità magnetica e colta di Tutti Fenomeni, le vibrazioni mistiche e ancestrali di La Niña e la festa all’insegna della cassa dritta dei Dov'è Liana. Spazio poi all'intimità urban e alle rime cinematiche di Mecna, alla delicatezza indie di Faccianuvola all'ora del tramonto e alla classe cristallina di Rares.

La Niña live al Mi Ami 2026
La Niña in concerto al MI AMI Festival 2026, Idroscalo, Milano | Credits: Renato Anelli

Giorno 2 | La fine dei vent'anni e il dancefloor mediterraneo

Il sabato ha chiuso ufficialmente il weekend dell'Idroscalo con una parata pazzesca di ospiti sul palco e un'energia caldissima. Ci siamo mossi tra l'impatto viscerale di Motta, che ha suonato integralmente il suo album di culto "La Fine dei Vent'anni", la classe pop venata di jazz di Marco Castello e la festa totale del dancefloor mediterraneo dei Nu Genea. Le atmosfere cosmiche di Venerus si sono accese ulteriormente grazie all'ospitata di Cosmo, in una serata arricchita da feat. inaspettati come quelli di Andrea Appino ed Emma Nolde (ospiti di Lamante) e dal pop elegante di Mille.

Motta sul palco del MI AMI Festival 2026, Idroscalo, Milano | Credits: Renato Anelli
Motta in concerto al MI AMI Festival 2026, Idroscalo, Milano | Credits: Renato Anelli

Il Gran Finale | Ballare Cosmo di mattina

Il vero colpo di coda di questa edizione si è consumato quando la notte era ormai finita. L'azzardo più bello del festival è stato un hard clubbing mattutino: con il sole già alto, la polvere dell'Idroscalo e i corpi ancora caldi dalle ore precedenti, il popolo del MI AMI si è ritrovato a ballare sotto il set di Cosmo alle otto del mattino. Il modo perfetto, folle e indimenticabile, per salutare questi vent'anni di festival.

Cosmo chiude l'edizione 2026 del Mi Ami festival
Cosmo in concerto al MI AMI Festival 2026, Idroscalo, Milano | Credits: Renato Anelli

Di seguito la gallery completa di tutti i giorni di questa edizione del MI AMI: