Il ritorno milanese di Lewis Capaldi a Fiera Milano Live ha confermato l'esistenza di quel cortocircuito unico che rende i suoi show un'esperienza difficilmente catalogabile (l'ultima volta era stata nel 2023 al Forum di Milano). Sul palco non sale solo una delle voci più potenti e drammaticamente viscerali del pop contemporaneo, ma anche un intrattenitore scanzonato, capace di smontare con una battuta fulminea la solennità dei suoi stessi brani.

Il concerto si è giocato interamente su questo dualismo. Da un lato c'è l'impatto emotivo dei pezzi: ballate nude, graffiate da quel timbro ruvido che scava nello stomaco e che ieri sera ha trovato la sua massima espressione sia nei classici sia nei nuovi brani tratti dal suo nuovo capitolo discografico. Dall'altro, c'è l'attitudine quasi da stand-up comedian con cui Capaldi riempie i silenzi tra una traccia e l'altra, scherzando con le prime file, ironizzando sui propri drammi e spezzando deliberatamente la tensione. Questo contrasto continuo impedisce al live di scivolare nella retorica del dolore, trasformando il concerto in una condivisione autentica e a tratti liberatoria. Quando poi il set si chiude sulle note immancabili di Someone You Loved, l'impressione è quella di aver assistito a uno spettacolo profondamente umano, dove la fragilità e l'ironia convivono senza darsi fastidio.