Era il 2024 quando Miles Kane ci anticipava in esclusiva che lui, Calcutta e Angelica, oltre ad essere buoni amici, si stavano vedendo per delle sessioni in studio, e avevano già scritto qualche pezzo che forse, un giorno, avrebbe visto la luce. A quasi due anni di distanza, quei brani non sono ancora stati pubblicati, ma la coppia di cantautori italiani ha sorpreso il pubblico milanese raggiungendo il buon Miles sul palco dei Magazzini Generali di Milano per cantare insieme Don't Forget Who You Are, uno dei suoi cavalli di battaglia. In pochissimi, infatti, si sarebbero aspettati di vedere comparire su quel palco Calcutta a cantare a squarciagola "Non scordare chi sei", tra l'incredulità della gente e l'entusiasmo dello stesso artista inglese.

Il legame del già Shadow Puppet con l'Italia è fortissimo, del resto non lo scopriamo certo oggi. Lui fa di tutto per renderlo evidente ogni volta che può: prima sale sul palco sulle note di Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano, suo grande idolo da sempre, poi decide di reinserire in scaletta proprio per questa data italiana il brano scritto a un altro suo idolo: Baggio. Per non parlare della scelta del look: camicia aperta a mostrare il petto, con una catenazza d'oro messa bene in vista, come nella migliore tradizione da maschio italico. Aggiungeteci anche che tutti gli amplificatori, la batteria e persino la sua chitarra acustica sono stati customizzati con delle stampe leopardate e avrete fuori una perfetta estetica da novello Tony Montana (che va bene, non è un personaggio reale, ma è pur sempre di origini italiane).

Miles Kane dal vivo è la solita certezza: tanta cazzimma senza sbavature, con la solita voglia di far ballare tutti a colpi di chitarra (invece che di mitra). La scaletta è fortemente concentrata sul suo ultimo album Sunlight in the Shadows, che inevitabilmente finisce per togliere spazio a diversi brani famosi della propria discografia, anche se ovviamente non mancano i classiconi come Rearrange, Inhaler e la conclusiva Come Closer non possono mancare.

L'impressione è che siano sempre questi i pezzi che fanno davvero smuovere il parterre. Certo, un risultato simile lo si ha anche con Never Taking Me Alive e Coup de Grace, ma la maggior parte dei brani degli ultimi album fatica ad avere quello stesso impatto. La cosa sicura è che Miles nella sua carriera ha sempre fatto quello che ha voluto, senza provare ad arruffianarsi il suo proprio pubblico, alla sua maniera. Esattamente come canta Frank Sinatra in My Way: canzone che, guarda caso, viene sparata dagli speaker quando Miles e band scendono dal palco, pronti per la prossima data, questa volta a Roma.
Fotogallery del concerto a cura di Renato Anelli.