Qualche scatto dei The Amazons al Covo Club di Bologna

by Renato Anelli

La definizione sull’enciclopedia Treccani di rock’n’roll recita:

ballo e musica da ballo, affermatisi intorno al 1955 negli USA e di qui diffusisi in Europa e nella maggior parte degli altri paesi assumendo, soprattutto presso i più giovani, anche il valore di un fenomeno di costume, come simbolo di malessere e manifestazione di protesta e ribellione

Appare quindi evidente come le prime parole pronunciate al microfono dai The Amazons sul palco del Covo Club di Bologna non potevano che essere «Siamo una rock’n’roll band!», quasi ad annunciare e sottolineare il tipo di spettacolo a cui da lì a poco i fortunati spettatori avrebbero assistito. A due anni di distanza dall’uscita dell’omonimo album d’esordio che li ha consacrati come uno dei prospetti più interessanti sulla scena rock inglese, il quartetto di Reading ha infatti fatto ritorno con il nuovo album Future Dust pubblicato lo scorso 24 maggio, dopo aver fatto nel frattempo incetta di riconoscimenti e premi dalla stampa musicale britannica. Dopo la data della sera prima al Circolo Magnolia di Milano è quindi il turno della data al Covo Club, vero e proprio punto di riferimento culturale da quasi 40 anni per Bologna e per l’Italia, in quello che sarà un live energico, sudato (la mia maglietta ne è purtroppo testimone) e incredibilmente coinvolgente per tutti gli spettatori. Le dimensioni molto contenute della location creano infatti una atmosfera davvero intima e proprio per questo ancor più carica di elettricità pronta a liberarsi nel momento stesso in cui Matt Thomson (voce e chitarra), Chris Alderton (chitarra), Elliot Briggs (basso) e Joe Emmett (Batteria) iniziano a suonare. Trovano quindi spazio una quindicina di brani estratti da entrambi gli album della band di Reading, permettendo a Matt di salire immediatamente in cattedra, infervorando il pubblico ad ogni occasione possibile, tra ringraziamenti, introduzioni ai vari brani e performance faccia a faccia con le prime file o addirittura scendendo direttamente in mezzo alla platea, per farsi avvolgere da tutto il suo calore.

C’è un detto che mi ripetevano sempre i miei nonni che dice come nella botte piccola ci sia sempre il vino buono, riferendosi letteralmente alla tendenza dei viticoltori di conservare quella parte del vino, ritenuta migliore, in piccole botti per esaltarne sentori e profumi. Allo stesso modo si può dire come il concerto di venerdì al Covo Club abbia seguito la stessa logica, e posso dire con certezza che il vino servito dai The Amazons è sicuramente stato uno dei più gustosi e profumati di quest’annata.

Di seguito un paio di scatti del sommelier del vino Renato Anelli:

Renato Anelli

Suono in conservatorio. Ma non mi aprono mai.

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