La playlist indie da dedicare al tuo gatto

by Maria Vittoria Perin

Mentre scrivo l’introduzione alla playlist che trovate più sotto, ho di fronte il mio fedele Mac, a sinistra l’ormai fedelissima tazza di tè fumante e alla destra la mia più che fedele gatta che sonnecchia placida incurante del nuovo singolo dei Catfish & The Bottlemen che esce rauco dalle casse del computer. Quell’ammasso un po’ sovrappeso di pelo bianco e nero mi tiene compagnia con le sue fusa da circa 13 anni e sono sicura che non sono la sola ad avere la compagnia di uno di questi buffi e altezzosi animali. Alle volte ci si affeziona così tanto che gli si dedica un’opera d’arte. È il caso di Sophie Calle, artista contemporanea francese, che per la morte del suo amato micio, Souris, avvenuta nel 2014, ha ingaggiato una serie di musicisti per comporre una compilation per commemorarlo. Tra i nomi che hanno partecipato al progetto svettano i National, Bono Vox degli U2, Jarvis Cocker dei Pulp, Fabrizio Moretti degli Strokes e Pharrell. Il disco, contenente 39 canzoni, è stato il sottofondo di una mostra più ampia inaugurata lo scorso anno a Parigi, in cui il visitatore veniva accompagnato tra video, foto e testi dell’artista a meditare sul tema della perdita e del dolore. Nel caso lo spleen si facesse sentire più forte di altri giorni o vi servisse il sottofondo perfetto per un valzer con il vostro gatto in caso di eccessiva solitudine, potete trovare la compilation su Spotify. Qualche mese prima della retrospettiva di Parigi, ero incappata in una sua piccola mostra alla Photographers’ Gallery di Londra, in cui all’entrata sono stata accolta con queste parole scritte su un muro bianco: “My mother, my cat, my father, in that order”, che sanciscono l’importanza che ha avuto il felino nella vita quotidiana di Sophie Calle.

A quanto pare, non è l’unica. I Run The Jewels nel 2015 hanno pubblicato un album di remix, Meow the Jewels, in cui tutti gli strumenti sono stati sostituiti da fusa, miagolii e altri suoni gatteschi, accolto da Pitchfork non con il classico voto in decimi ma con una emoji di un gatto con gli occhi a cuore. Dopo aver scritto un articolo (che potete trovare qui) per dimostrare quanto gattari siano molti artisti indie, da Bon Iver a Lana Del Rey passando per Jake Bugg e i fratelli Gallagher, sono andata in cerca di qualche canzone che omaggiasse, che sia attraverso il titolo o nei testi, il gatto, il nostro compagno fedele di sventure e di coccole, a cui tante volte non riusciamo a rinunciare, anche se per la maggior parte delle volte dimostra amore facendo gli occhi enormi solo allo scopo di cibarsi. E non importa che salti sul letto nel cuore della notte o che rompa i vasi di fiori strusciandocisi contro: Vasco Brondi, Sufjan Stevens, i Queen, le Let’s Eat Grandma hanno chiuso un occhio a riguardo e hanno scritto qualche pezzone niente male.

Muse – Uprising: “The fat cats had a heart attack, you know that / Their time is coming to an end”

Le Luci Della Centrale Elettrica – Sere feriali: “Attenti ai gatti con l’AIDS

Nick Cave & The Bad Seeds – Opium Tea: “Well, the cats on the rampart sing merrily /That he is what he is and what will be will be

Jamiroquai – Dynamite: “Pussy cat eyes, I’m picking you / Sure you got the look

Giorgieness – Che cosa resta: “Ti sei tenuto anche i miei gatti / Finisce questa convivenza

Nina Simone – Beautiful Land: “Indigo is a Siamese cat’s eyes

Primal Scream – She Power: “With her stray cat eyes and her hair all messed

Fabrizio De Andrè – Volta la carta: “Madamadorè sa puzza di gatto

The Zen Circus – La terza guerra mondiale: “Ma solo perché sono un gatto io ed un gatto padroni non ne ha

Radiohead – True Love Waits: “Your crazy kitten smile

Queen – Delilah: “Delilah, you’re the apple of my eyes / Meow, meow, meow

  • Alex Turner
Maria Vittoria Perin

Sogno costantemente concerti e nella realtà li aspetto come un bambino aspetta Natale, intanto colleziono testi di canzoni in un'agendina nera tappezzata di stickers di album. "If you lost your faith in love and music, oh the end won't be long" dovrebbe essere un mantra.

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