Florence and the Machine: cosa ci si potrebbe aspettare da un possibile ritorno

by Giada Agnoli

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Nelle ultime settimane la mia home di Facebook è stata invasa da una notizia specifica: il ritorno dei Florence and The Machine. Probabilmente internet si è preso gioco di me tramite quei maledetti cookies, perché è consapevole del fatto che ascolto quella band spesso e volentieri.

La verità per ora, però, è una sola: sembra essere tutto pronto per il loro ritorno.

Ma per spiegare tutta questa baraonda nel mondo del web musicale bisogna fare un passo indietro; il gruppo è infatti reduce del loro ultimo tour How Big, How Blue, How Beautiful, terminato ormai nel lontano luglio 2016 e la loro ultima fatica discografica è stata quella dell’omonimo album nel 2015.

Da qualche settimana è nota la notizia che la band britannica parteciperà come headliner al Melt Festival che si terrà in Germania, per la precisione a Ferrapolis. Insieme ai Florence saranno presenti anche gli amici The XX.

Il sito ufficiale del festival ha così commentato:

 

I Florence + The Machine celebreranno la loro live premiere al Lake Gremmin! Siamo felici che una delle più grandi performer, Florence Welch, abbia scelto il Melt Festival come sua unica tappa in Germania. Il Melt sarà uno dei pochi festival a cui la band parteciperà nell’estate 2018.

 

Come NME ha di recente confermato, la presenza della band in questo festival potrebbe significare solo due cose: la pubblicazione di un nuovo album nei primi mesi del 2018 oppure l’uscita di nuove canzoni con conseguente nuovo disco verso la fine del prossimo anno.

Altro indizio che ci ha permesso di mettere insieme i pezzi del puzzle è stata la notizia diffusa nel web della frontman spesso in compagnia di musicisti e produttori tra cui Andrew Wyatt – a cui va la produzione di dischi di Bruno Mars, Liam Gallagher – e Emile Haynie che aveva già collaborato con i Florence and The Machine nel 2015.

All’annuncio segue l’intervista per il Telegraph in cui la Welch ha svelato che nel loro disco avrebbe indagato il “buco nero” nel quale era caduta dopo la separazione dal fidanzato James Nesbitt di tre anni fa. Inoltre, un mese prima Nathan dei Cold War Kids aveva dichiarato di aver scritto una canzone per il nuovo disco dei Florence + The Machine.

photo credit: Rolling Stones

A che cosa deve tutto questo successo una band così giovane e diciamocelo, anche così poco prolifica (solo tre album)?

C’è chi sostiene che sia per la varietà di suoni e per il mix di generi che le loro canzoni sprigionano, o addirittura per la quasi esagerata sensualità della frontgirl, diventata anche icona di stile (è stata sulle copertine di Vogue e di Rolling Stones) e modello per numerosi gruppi femministi. C’è chi invece crede, come me, che sia a causa della loro storia e delle loro motivazioni all’interno dei loro brani che i Florence siano diventati uno dei gruppi con più seguito dell’ultimo decennio e che, insieme ad Adele e ad Amy Winehouse, la Welch faccia parte delle nuove grandi voci made in England.

Le prime attenzioni alla band arrivano nel 2008 in Inghilterra, quando il brano Kiss With a Fist, un potente garage-punk rigorosamente anni ’60, circola in radio raccogliendo consensi. Allora la band si chiamava Florence Robot Is a Machine, costituito insieme all’amica d’infanzia della Welch: Isabella Summers, ora tastierista e spesso cantautrice.

Il disco che segue, “Lungs”, è dominato da anime diverse non sempre complementari. L’album risulta vario, dominato da atmosfere anni ’60 e ’70. Esempi possono essere l’unicità del singolo che lo anticipa, che segue un sound punk – garage, sono presenti brani che si indirizzano verso lo stile indie – folk e anche tracce che si ispirano a ballad o a sfumature blues – rock. Tutto questo può sembrare un casino unico e basta, ma pochi sarebbero contrari al fatto che in “Lungs” domina la voce, graffiante e potente nello stesso momento e che in questo preciso disco vengono fondate le basi caratterizzanti dell’intera carriera della band.

La band mantiene le promesse con “Ceremonials” e produce un lavoro con atmosfere più dark, che porta a fondo le intuizioni del primo album e raggiunge subito la prima posizione nella UK Albums Chart e la sesta nelle classifiche statunitensi.

L’insistenza sulla sensualità e la corporeità viene confermata dai due video che anticipano il terzo disco, “How Big, How Blue, How Beautiful, in uscita a marzo del 2015 e conquista per la prima volta la posizione numero uno nelle classifiche statunitensi. Il primo mette in scena la Welch in una danza quasi lesbo/dionisiaca sullo sfondo di un teatro di pietra all’aperto. Il secondo, What Kind Of Man, rappresenta una delle tematiche tipiche del blues-rock: gli uomini violenti e ovviamente le donne che non sanno sceglierli.  Negli album precedenti erano presenti elementi più fantastici nei testi ma questa volta, il disco non si nutre dell’immaginario caleidoscopico della band ma si spoglia degli eccessi, abbandona trucco e costumi che potrebbero essere definiti quasi “barocchi” per lasciar spazio a una parte di sé molto più personale e studiata.

Come spesso accade per i dischi delle band giovani degli ultimi anni, questi tre album, come ho già detto in precedenza, sono uno diverso dall’altro. Ciò ci porta ad una sola domanda: cosa aspettarsi dal prossimo lavoro dei Florence and The Machine?

Nel loro percorso ci siamo incrociati con suoni elettronici, classici, dark, soul e folk, in esibizioni tribali, liberty e gotiche, in video eccentrici, esagerati e intimi. Insomma, i Florence sono un gruppo completo in tutto e per tutto, e chissà mai se tra qualche mese avremo l’onore di catapultarci in un nuovo mondo che solo loro possono regalarci.

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Giada Agnoli

Ai concerti mi emoziono così tanto da dimenticarmi di respirare

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