10 regole per vivere al meglio un festival musicale

by Davide Lotto

Ci stiamo per addentrare nella stagione dei festival musicali e siamo pronti ad affrontare con filosofia  le settimane che passeremo ad espellere tutta la terra respirata ai concerti sui fazzoletti. La mia stagione quest’anno è iniziata con largo anticipo, la settimana scorsa per essere precisi, quando ho lavorato all’Across the University Festival a Padova. Si tratta di un festival organizzato interamente dagli studenti dell’Università degli Studi di Padova, nel quale vengono proposti dei dibattiti di cultura e attualità, accompagnati dai concerti di alcuni degli artisti più affermati del panorama musicale italiano. La lineup di quest’anno è stata tra le più interessanti delle diverse edizioni, con la prima esibizione dal vivo di Clavdio, il concerto sotto la pioggia di Any Other e le barre incalzanti del maestro del rap italiano Johnny Marsiglia. Molto gradevoli sono stati anche i diversi dibattiti svoltisi durante il Festival, che hanno toccato tematiche importanti e attuali: dalla proposta di nuovi modelli e pratiche di inclusione con i ragazzi di Mediterranea, fino all’analisi dell’ultimo decennio musicale condotto da Dutch Nazari.

Come ad ogni Festival si sono riproposte alcune dinamiche interessanti (tra piogge torrenziali e limoni duri sottopalco) che mi hanno spinto, dopo anni di “esperienza festivaliera”, ad elaborare un decalogo indispensabile per vivere al meglio un festival musicale.

Foto di Davide Travaglini

CONTROLLATE IL METEO E AGITE DI CONSEGUENZA

Questa è una regola fondamentale se volete uscirne indenni. Quante volte vi siete ritrovati bagnati fradici con il Mare Adriatico nelle scarpe o con ustioni di terzo grado su tutte le parti scoperte del corpo? Bene, direi che è il momento di attrezzarsi per evitare il ripetersi di questi spiacevoli eventi. Come? Scaricate una bella app che vi aggiorni in tempo reale sulle variazioni meteorologiche e attrezzatevi al meglio. Nello zaino devono esserci assolutamente: crema solare, impermeabile, borraccia (che le bottiglie di plastica sono da evitare se amiamo il pianeta), bustina di magnesio, frutta secca, calzini di ricambio, ombrello e copri zaino.

Temete di apparire poco cool con l’impermeabile giallo evidenziatore e gli stivali di plastica in stile “acqua alta a Venezia”? Quando voi sarete asciutti e puliti, mentre i vostri amici saranno bagnati fradici, tremanti e ricoperti di fango come nelle peggiori edizioni del Glastonbury Festival, mi ringrazierete. Poi smettetela di farvi problemi, sarete comunque belli da impazzire. L’importante è non farsi trovare impreparati.

ALTOLÀ AL SUDORE!

Forse la regola più importante di tutte.  Prima di alzare le braccia al vento siate sicuri che le vostre ascelle profumino di fiorellini di bosco, o quantomeno di borotalco. Il Festival dura più giorni e le docce scarseggiano? Nessun problema! Per fortuna hanno inventato le salviettine umidificate, che doneranno un sollievo alle vostre povere e tormentate ascelle, nonché alla vostra ipotetica anima gemella, che potrà finalmente tornare ad abbracciarvi. Sappiate che sì, il fumo uccide, ma pure certe ascelle non scherzano.

Un ulteriore consiglio che mi sento di darvi, per quanto riguarda i cattivi odori, è quello di avere sempre una mentina a portata di mano. L’alito cattivo ha lo stesso potere omicida delle ascelle puzzolenti.

NON FARE L’INFLUENCER A MENO CHE TU NON LO SIA VERAMENTE

Ora che siete attrezzati e le condizioni climatiche non sono più un problema, occorre far presenti alcune regole di condotta. Godetevi il festival e tenete il cellulare in tasca! Vi posso assicurare che tutti i video che farete dei concerti non li guarderete mai, o comunque non si sentiranno. Ricordate poi, non siete soli. Quello che sta alle vostre spalle di sicuro non ha pagato fior di quattrini per vedere le vostre splendide braccia. Ci saranno di sicuro moltissimi fotografi e videomaker ad occuparsi del tutto, voi pensate a creare ricordi indelebili. Mi raccomando però, è importante avere un cellulare per far fronte a qualsiasi emergenza. Il consiglio è quello di recuperare il vostro vecchio Nokia 3310, così non avrete nemmeno bisogno di un caricabatterie portatile.

La voglia di scattare delle foto è così forte da farvi stare male al solo pensiero di non aver alcun ricordo materiale del festival? Se è così, potete comprare delle fantastiche Kodak usa e getta per immortalare e poi sviluppare i momenti più significativi della vostra esperienza. In alternativa, se proprio volete fare gli hipster del momento, portatevi dietro la vostra Polaroid. Se poi si rompe, sono affari vostri. Io non ho detto niente!

PORTATE ZAINI PICCOLI E TATTICI

Le vostre spalle, la vostra schiena e i vostri vicini e vi saranno grati a vita. Non state partendo per il campo Scout o per intraprendere il Cammino di Santiago. Ricorda bene tutte le volte che ai concerti ti sei lamentato dello zaino del tuo vicino, di quando pregavi affinché questi non saltasse mai, finendo sempre con una “zainata” sulle gengive.

Un’alternativa ottimale allo zaino sono i marsupi, ultimo trend del momento. Fidatevi, sono finiti i tempi nei quali i marsupi erano considerati cosa da sfigati. Oggi è un vero e proprio must del guardaroba delle fashioniste più influenti al mondo. Chiara Ferragni, insegnaci a portarlo con orgoglio e dignità!

BEVETE TANTA ACQUA, MA FATE ATTENZIONE

Ricordate, idratarsi è importantissimo, soprattutto durante quei festival estivi all’aperto nei quali l’unica ombra disponibile è quella del vicino alto due metri che avete davanti. Tuttavia, subentra presto un problema. La pipì! Il rischio principale dell’andare in bagno durante l’attesa dei concerti è quello di non trovare più i propri amici, perdersi e quindi morire. Inoltre parliamone, i bagni chimici sono tra i posti più inospitali e antigienici del mondo. Ricordo ancora di quella volta nella quale rimasi bloccato dieci minuti dentro a un Sebach (sapete bene di che parlo) perché la maniglia si era rotta. Devo ancora finire di pagare la terapia della psicologa.

Il consiglio, per le persone più ardite, è quello di portarsi una bottiglietta vuota per le emergenze. In caso non siate così hardcore, sperate che la vostra vescica sia molto ampia o che i bagni siano vicini. Fate infine attenzione! La birra e qualsiasi altra bevanda alcolica hanno il potere inesplicabile di riempire la vostra vescica in una frazione di secondo. Siete avvisati.

EVITATE DI INNESCARE UN POGO O DI FINIRCI DENTRO

Dai, siamo sinceri… i poghi andavano di moda nel 2005. È tempo di voltare pagina e andare avanti. Rischiate solo di farvi male o ferire altre persone. Non c’è proprio niente di figo nel prendersi a spallate. Ballate come se non ci fosse un domani, saltate (sul posto), prendete per mano i vostri amici cantando “Kumbaya My Lord“, ricordando che non siete soli. Vogliatevi bene ed evitate di tornare a casa con il labbro rotto o un occhio nero.

SE LO VOLETE FARE, FATELO SICURO

Non si sa ancora bene il perché, ma a molte persone parte l’ormone durante i festival. Se proprio non riuscite a trattenervi, accertatevi innanzitutto che l’altra persona sia disposta  a ricambiare il vostro irrefrenabile affetto. In secondo luogo, fatelo sicuro. È sempre cosa buona e giusta portarsi un preservativo. Ricordatevi che nella maggior parte dei festival è presente lo stand della Croce Rossa pronto a fornirvi assistenza in qualsiasi momento. Non abbiate paura di farvi aiutare. Infine, cercate un posto riservato, che di vedervi in mezzo al prato non ne abbiamo voglia, monelli!

SCEGLIETE BENE I VOSTRI COMPAGNI DI AVVENTURA

Trovate qualcuno che abbia dei gusti musicali affini ai vostri o che, in caso contrario, sia disposto a separarsi da voi in caso di necessità. Il vostro sogno è assistere al concerto di Beyoncé, ma l’altro vuole che voi lo accompagnate a tutti i costi a vedere gli Arcade Fire che suoneranno contemporaneamente dall’altra parte del festival? Bene, approfittate di un suo momento di distrazione e fuggite! A fine concerto inventatevi qualche scusa, dal rapimento alieno alla chiamata di vostra madre arrabbiata.

Scegliete la vostra crew con cura maniacale, perché non c’è nulla di peggio di un festival passato con i compagni di viaggio sbagliati. Alcune delle categorie da evitare sono: i litigiosi, i narcolettici (i concerti vanno visti dall’inizio alla fine), gli ubriaconi e gli schizzinosi.

EVITATE I CORI DA STADIO

Che sia chiaro, ci sono due cori da evitare come la peste. Il primo è il classico, intramontabile ed inflazionato “Sei bellissimaaa, sei bellissima”. Loredana Bertè dovrebbe mandare degli ispettori SIAE ad ogni singolo evento musicale a riscattare i soldi dalle persone che cantano i suoi brani impropriamente. Il secondo, ben peggiore, è il volgare “Ollellé ollallà…”. Vogliamo proprio apparire agli occhi dell’artista come un branco di scimmie primitive à la2001: Odissea nello spazio”? No dai, siamo nel 2019.

SE NON SAPETE CANTARE, NON CANTATE

I vostri vicini vogliono sentire la voce dei cantanti, non le vostre stonature. Abbiate pietà delle loro povere orecchie. Non siete in doccia, su!

La stessa cosa si può dire per quelle persone rientranti i due diverse categorie. La prima è quella degli “Wannabe madrelingua inglese/spagnolo…”. Evitiamo di sbiascicare frasi nonsense, dai. La seconda, ancora più fastidiosa, è quella degli “Non so le parole, ma canto lo stesso”. Il perché lo facciano resta ancora un mistero per la comunità scientifica internazionale. Gli studi sono ancora in fase di sviluppo, ma vi assicuriamo che appena avremo una risposta ve la comunicheremo.

E se non vi basta, abbiamo anche una guida per prepararsi ai festival!

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