12 nomi dell’indie italiano da tenere d’occhio

by Federica Di Gaetano

Oggi vi portiamo nei locali più fumosi dell’underground italiano, tra piccoli palchi e pubblico chiassoso, tra i gruppi che si sono già fatti le ossa consumando i chilometri in autostrada e quelli che si apprestano a farlo. Nomi che forse avete sentito nominare e altri che, a nostro parere, inizierete a sentire molto spesso.
Di seguito troverete 12 nomi dell’indie italiano che vale la pena snocciolare agli aperitivi milanesi per fare i fighi della situazione.

People Audience Music Entertainment Crowd Concert

DUTCH NAZARI 
A tutti quelli che ancora non hanno ben capito cosa sia quel “cantautorato rap” di cui parlava Dargen D’Amico, consiglio di ascoltare Dutch Nazari e il suo debut album Amore Povero. Tredici tracce malinconiche e distanti, fluttuanti dell’elettronica di Sick Et Simpliciter. C’è la precarietà di chi vive all’estero, l’amore senza basi economiche, gli appartamenti con le pareti di carta, le rotture adolescenziali, i locali e il non fare nulla. Un manifesto generazionale, un disco che trascende generi e realtà musicali e che può essere apprezzato sia da chi se ne va in giro spavaldo con una maglietta degli Arctic Monkeys, sia da chi non è ancora riuscito ad andare oltre Brunori Sas e Dente. Ascoltare per credere.
Canzone consigliata: Amore Povero

LUCIO CORSI
La prima parola che mi viene in mente quando penso a Lucio Corsi è personaggio. Viene da Vetulonia, in Maremma, ultimamente sul palco indossa un amibiguo vestito lungo e nelle sue canzoni racconta di alieni e lepri che approdano sulla luna. Il 2017 sembra proprio essere il suo anno: dopo un doppio ep, ha pubblicato per Picicca Dischi il suo primo album, Bestiario Musicale (qui la recensione completa), ha avuto l’occasione di fare da spalla nei concerti di artisti del calibro di Baustelle e Brunori Sas e, in attesa di un tour tutto suo (che speriamo arrivi presto) si esibirà sul palco del MI AMI.
Canzone consigliata: La Lepre

PIERALBERTO VALLI
Prendete James Blake e spogliatelo di tutti quei virtuosismi vocali, trasportatelo in Italia e aggiungeteci quello spirito da cantautore malinconico e itinerante “indie” che sembra siamo capaci di avere sono in Italia: ecco Pieralberto Valli. Ex Santo Barbaro, è “cantautore elettronico”, così lo si definisce in giro per l’internet, che ha appena pubblicato Atlas. Da ascoltare solo per credere che si può fare musica moderna (e senza essere i Gomma), che si può essere poetici senza essere scontati, che si può usare la parola “mare” senza che faccia rima, o quasi, con amore.
Canzone consigliata: Frontiera

LIEDE
Francesco Roccati a prima vista sembra uscito direttamente dal cast di The O.C, ma in realtà è un torinese doc, con la sua band si fa chiamare Liede e ad essere cantata nelle sue canzoni non è la California, bensì la Corsica. Il suo album d’esordio si intitola Stare Bravi ed è uscito per Costello’s Records: un disco di ballate pop, che porta alla mente viaggi estivi, alcol e disillusioni. Se decidete di andarlo a sentire live (e ve lo consigliamo) vi potrà capitare di trovarvelo davanti in svariate vesti: solo chitarra e voce prima di Nicolò Carnesi, full band in un fumoso locale in apertura a Giorgio Poi, o in una via di mezzo fra queste due opzioni in un bel bar nel centro di Milano. Ogni tanto, inoltre, lo si può vedere sul palco con Verano, con la quale ha da poco pubblicato una cover di Però Quasi, un famoso pezzo di Freak Antoni.
Da ascoltare se: siete alla ricerca di nuovi inni hipster da urlare durante i viaggi in macchina e Gaetano di Calcutta vi ha già stancati.
Canzone consigliata: Corsica

GIORGIENESS
Da non perdere dal vivo. Solo nel corso dell’ultimo anno si sono esibiti in più di ottanta concerti in tutta Italia. Hanno abusato dell’emoticon dell’unicorno sulla loro pagina Facebook. Hanno un bassista che nessuno ha mai visto davvero in faccia, ma a cui non si può non volere bene. Il loro debut album si intitola La Giusta Distanza ed è un disco che parla di rabbia e amore e le canzoni che lo compongono sono semplici (banali, potreste erroneamente pensare), ma così vere e intense da arrivare forti come un pugno nello stomaco. Giorgia D’Eraclea ci offre l’esempio di una front woman carica, bella, vera e giusta, senza mai essere melodrammatica, di quelle che non si vedevano da tempo. Hanno sangue, coesione, genuinità. Non sono cool, non sono hipster, non attirano orde di ragazzine urlanti ma al contrario gente, e che bella gente, che la musica è abituata a masticarla. Ci piacciono così come sono e ci auguriamo di vederli presto sui più grandi palchi d’Europa, se lo meritano.
Canzone consigliata:  Che strano rumore

PINGUINI TATTICI NUCLEARI
Sono Pinguini, ma non sono animali. Vendono preservativi, ma sono cantautori. Un loro concerto sembra una sagra di paese, con tanto baccano, gente che urla frasi sconnesse ai membri della band, salti, balli e poghi in allegria. All’apparenza potrebbero sembrano dei cazzoni, ma come ogni sagra che si rispetti, si portano dietro una giusta dose di saggezza popolare. La loro dote principale è, senza ombra di dubbio, essere in grado di utilizzare l’ironia in maniera estremamente intelligente. I loro brani, infatti, assumono la forma di filastrocche all’apparenza abbastanza nosense, ma spesso questa formula è utilizzata per parlare di temi tosti, senza mai risultare pesanti o, peggio, banali. Ne sono esempio Cancelleria, dove gomme, biro e matite danno vita a una serie di scontri politici, fino ad arrivare alla nascita di un regime dittatoriale; Il paradiso degli orsi gay, che ha per protagonisti Yoghi e Bubu, due orsi gay mal visti dal resto della società per via del loro amore; oppure Bagatelle, in cui viene raccontata la storia d’amore di Fatima e Samir, due giovani migranti che tentano di raggiungere l’Italia  su un gommone.
Il loro nuovo disco, Gioventù Brucata è uscito il 14 aprile e fra pochissimo inizieranno a portarlo su e giù per l’Italia. Se non lo avete ancora fatto, dategli una chance!
Canzone consigliata: Bagatelle

SARAH STRIDE
Artista milanese dalla voce graffiante e triste, che riesce a unire la tradizione cantautorale all’elettronica. Dietro il suo nuovo EP Schianto, un vero e proprio nuovo inizio per Sarah Stride che può contare sulla collaborazione di Kole Laca e Alberto Turra. Da ascoltare se ci si è sempre chiesto come potrebbe suonare Nada nel 2017, se si è coinvolti nella perenne e disperata ricerca di quote femminili nell’indie italiano, se ci si vuole portare avanti e scoprire quella che sarà una delle rivelazioni della musica italiana. Aspettiamo con ansia il nuovo album.
Canzone consigliata: Il Figlio di Giove

PIETRO BERSELLI
Bresciano di nascita, padovano di adozione. Cantautore rock che tutti paragonano a Pierpaolo Capovilla, non si è capito bene perchè, sarà per quel suo modo di recitare in musica. Ma non aspettatevi le declamazioni del leader de Il Teatro Degli Orrori, perchè Pietro Berselli ha un animo arrabbiato e gentile, aggressivo e rassegnato, contraddittorio come la timidezza logorroica di Pietro, che chi ha avuto il piacere di conoscere potrà constatare. Noi lo abbiamo intervistato in occasione dell’uscita dell’album d’esordio Orfeo l’ha fatto apposta (qui trovate l’intervista e la recensione completa)
Canzone consigliata: Niobe

I GIOCATTOLI
C’è Duilio Scalici, videomaker siciliano poco più che ventenne che ha già realizzato video per Bologna Violenta, Management Del Dolore Post Operatorio e Charlotte Cardinale. Quasi per gioco raduna un gruppo di amici e avvia un progetto musicale chiamato “I Giocattoli”, pubblicano un video del brano Sulla neve, giusto per vedere che succede e ricevono oltre 10 mila visualizzazioni. Ne sentiremo presto parlare perchè sono belli, freschi, giovani, dall’aura hipster di chi è cresciuto a pane e cantautori, con l’estetica di chi non può fare a meno delle foto dei ponti al tramonto su instragram… e ci piacciono perchè sono veri, così come sono. Ascoltare per credere.
Canzone consigliata: Sulla Neve

COLOMBRE
Se negli ultimi mesi avete bazzicato, anche solo distrattamente, fra le miriadi di testate che pullulano sul web c’è un nome che non può esservi assolutamente sfuggito ed è quello di Colombre. Il suo nome d’arte è un omaggio a un noto racconto di Dino Buzzati,  porta i capelli a scodella e, solitamente, indossa delle camicie alquanto stravaganti. Si tratta del primo progetto solista di Giovanni Imparato, già precedentemente impegnato come voce e chitarra dei Chewingum e come musicista di Maria Antonietta.
Il suo primo album, Pulviscolo, è stato pubblicato il 17 marzo per Bravo Dischi ed è un disco musicalmente vario, in cui pop, funky e psichedelia si fondono perfettamente. Colombre non lascia spazio ai dubbi, soprattutto dopo averlo visto live: o lo ami ama, oppure lo si detesta, ma non può lasciare indifferenti.
Canzone consigliata: Blatte

ORFEO
Nome d’arte di Federico Reale, un cantautore squattrinato dall’animo rock, che sul palco si lascia andare e conquista. Il suo nuovo album si intitola Arcadiaè stata pubblicato per Cane Nero Dischi, edito da JaLa, ed è un concentrato di cantata limpido e buoni valori: si parla di eroi, Calcutta, pulsioni umane e città. Per tutti quelli che cercano un’alternativa poco patinata a tutti il ribollire di cantautori indie-rock della scena italiana, a tutti quelli che sognano un Miami più roncio, e per chi sogna di diventare un eroe.
Canzone
consigliata: Perché divento un eroe come voi

GAZZELLE
Questa strampalata lista si chiude con Gazzelle, di cui si sa poco o nulla, se non che pare essere uno degli astri nascenti della tanto decantata scena romana, che negli ultimi anni ha sfornato gente come I Cani e Calcutta, giusto per citarne un paio. Il suo primo album si chiama Superbattito ed è stato pubblicato a marzo per Maciste Dischi. Ciò che è certo è che ha già fatto discutere parecchio, tra una copertina al limite del kitsch, la scelta di non mostrare il viso (che, diciamocelo, non è proprio la cosa più originale del mondo) e la definizione Sexy Pop per descrivere le proprie canzoni. Quello di Gazzelle non è certo un disco capolavoro, personalmente lo considero più un guilty pleasure, una di quelle cose che gli amici intellettuali ti rimproverano, ma di cui non riesci comunque a fare a meno; anzi, ammetto che il pezzo qui sotto al primo ascolto mi ha fatto addirittura scendere una lacrimuccia.
Da ascoltare se: vi piace il rosa, lo zucchero filato e non prendervi troppo sul serio.
Canzone consigliata: Non sei tu

2

Ps: ci tengo a ringraziare per l’aiuto Morgana, che oltre ad essere la mia migliore amica è anche la mia spacciatrice ufficiale di musica.

Federica Di Gaetano

Vedo tutto rosa. Mi piace il folk. Non mangio gli animali ma non sono pazza.

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