Palermo è la capitale dell’it-pop: 10 nomi di artisti e band che lo dimostrano

by morghiss

Palermo. O anche le passeggiate nei vicoli, le palme, le navi della Costa Crociere al porto, i poster di Nicolò Carnesi di un concerto a I Candelai di chissà quanto tempo fa sbiaditi dalla pioggia, le arancine (che sulla east coast sono arancini), cannoli siciliani a pochi euro, e il ritrovo la sera in Piazzetta Francesco Bagnasco dove sembra che tutti si conoscano a prescindere. Palermo è viva e attenta a proteggere una nuova scena di musica pop underground che negli ultimi anni si sta diffondendo e allargando, come se tra discorsi con le birre in mano tra musicisti, sia inevitabile ispirarsi, sfidarsi, a vicenda. Nascono così personalità come quella di Duilio Scalici, voce e autore de I Giocattoli e video-maker, le contaminazioni electro-pop dei Pentothal e degli Yes/Se:f, il ritorno di vecchie glorie come è stato quello de Le Formiche, e molti altri che definiscono una sfumata della vastissima scena it-pop di cui ancora non si parla così tanto.

I Giocattoli
Tutto è iniziato un po’ da qui, da quelle vacanze di Natale del 2017 quando spuntò fuori quasi dal nulla il singolo Bill Murray che rimase bello fisso in cima alla Viral 50 di Spotify per diversi giorni. Una band di ragazzini prima di allora anonimi che, complice anche il video con la bellissima e magnetica Carlotta Vagnoli e la produzione artistica di Hyppo dei Keaton e di Carota de Lo Stato Social (unendo così scena palermitana e scena bolognese una volta per tutta), ci ha regalato l’inizio di un nuovo percorso – una ballad malinconica, mood da serie Netflix, perdersi nei colori pastello. Un brano che è sia positivo, per tutte le bellissime serate al sushi bar  e la felicità che ti impone una relazione, che malinconico e radicante: perchè in tutta la monotonia dei “io e te, e tutto il mondo spento” ci si rimane incastrati troppo facilmente.


Duilio
E a proposito de I Giocattoli, da citare in questa lista è anche il nome di Duilio Scalici. Da conoscere sia perchè sta firmando la regia di qualsiasi video-clip stia uscendo negli ultimi mesi (stiamo parlando dei video de IMURI, Benelli, Gregorio Sanchez etc…), sia perchè firmandosi semplicemente “Duilio” si candida ad essere tra i cantautori più interessanti della sua generazione. Un’abilità di scrittura abbastanza rara (quella che possiamo vedere anche nei brani de I Giocattoli) che sembra prendere canoni, schemi e sentimenti della scuola dei cantautori classici, combinandoli con nuovi scenari (e sonorità) urban/hipster. Insomma, una figata. Per ora, troviamo in giro solo una cover di Comunque io voglio te, originariamente di Bugo, che Duilio ha fatto sua, con derive psichedeliche da brividi. Da tenere d’occhio perchè ce ne riserverà delle belle!


Le Formiche
Band che era sparita qualche anno, e dall’alternative rock torna con nuove movenze, decisamente più morbide. Un buon inizio per apprezzarli e poi innamorarvici potrebbe essere quello di partire dal loro ultimo singolo Saluta La Città, o anche una canzone d’amore per una moto (e il senso di libertà che ne deriva), un inno al perdersi, alla solitudine, alla periferia. Una voce, quella di Giuseppe, che rimane di matrice rock, e che crea un contrasto unico, magnetico, con le loro nuove atmosfere spavaldamente pop. 

The Heron Temple
Indie-disco, voracità notturna, passionali a tratti estremi, gli Heron Temple dovrebbero risuonare in tutti i dj set estivi, e invece ci troviamo a custodirli come una perla rara del pop italiano. Ve li ricorderete per la loro partecipazione ad X-Factor, per la loro cover di Iron Sky alle audizioni, per il no di Manuel Agnelli prima dei live. Li potremmo definire electro-soul. Due singoli all’attivo, due voci che s’insinuano sotto pelle e conquistano tutto, inevitabilmente e se c’è ancora qualcuno che aspetta gli album come fossero nuove stagioni di serie televisive sì, sto parlando a quel qualcuno, aspettate anche loro.


Pentothal
Duo palermitano che sì, possiamo definire it-pop perchè, da manuale, ci sono testi in italiano su basi pop, ma in realtà la particolarità dei Pentothal è che sfociano facilmente nell’elettronica da dance-floor, che fanno riferimenti cinematografici intellettualoidi per niente scontati, invece che nei sentimenti, da bravi cinefili, scavano nelle situazioni, che sono giovani vecchi che criticano il presente. Il loro debut EP s’intitola Super Cinico Club e queste tre parole riassumono perfettamente l’universo tormentato, pessimista e generazionale di questi due ragazzi che hanno ancora davvero tanto da dire. 

 

Tarantino
E rimaniamo su filone cinico-maliconico, ecco che si affaccia sulla scena anche Francesco Tarantino (cognome abbastanza importante), nuovo cantautore palermitano che ha esordito con il singolo Una vita al var. Un brano che è intenso, pessimista, per quelli che vedono tutto male, per chi vuole solo un po’ di silenzio, per chi ama ondeggiare su parole tristisse, per chi ce l’ha con il perbenismo, e per chi ci rimane male per i mondiali. Il video, tanto per cambiare, è diretto da Duilio Scalici, ed è lo scorrere di situazioni che chiunque, almeno una volta nella vita, si ritrovato a vivere con la testa decisamente altrove. Di quella malinconia che ricarica.


La Rappresentante Di Lista
Una voce che risusciterebbe i morti, quella di Veronica de La Rappresentante Di Lista che, con l’ultimo album Go Go Diva e tutto questo “mettiamo l’elettronica ovunque” si consacra tra le realtà più moventi e ficcanti di un panorama pop che tra i vertici dei talent e Sanremo-fallimenti, non ha più bene idea di cosa significhi un talento genuino di artisti, quelli de La Rappresentante, in grado di mettersi completamente a nudo. Questo Corpo è la rivincita di chi sta troppo male, di chi sente la mancanza umana fisicamente, di chi è ormai così abituato all’oblio che quasi il troppo bene non lo vuole sapere. Straziante e meraviglioso.

Dimartino
Probabilmente il più conosciuto di questa lista, e non ha bisogno di così tante presentazioni. Tanta classe e un nuovo album che riparte dal concetto base di bellezza, di ciò che c’è di bello ovunque, per dare spazio a personaggi immersi nella loro quotidianità disarmante. Afrodite, questo il titolo dell’album, si apre con Giorni Buoni – storia forse di una storia estiva, di chi poi si perde a settembre, un brano che vede tutto bene, l’amore nei parcheggi, e che allo stesso tempo è un brano tristissimo, perchè racconta una serie di momenti meravigliosi con la consapevolezza di qualcosa che sta per finire. Per chi sta bene, ma vuole farsi un po’ del male.


Yes/Se:f
Un altro duo, rigorosamente da Palermo, che riesce ad equilibrare perfettamente l’utilizzo di synth dal retrogusto anni Ottanta, con atmosfere più acustiche. Il loro ultimo singolo s’intitola Provare, ed è un brano che parla praticamente di tutte le volte che abbiamo fatto e sentito qualcosa che ci sembrava insuperabile, ma che, razionalmente, sappiamo essere superabile. Un brano da consigliare agli amici stanchi, da ascoltare in autobus verso la città alle cinque di mattina, il tutto perfettamente in linea con questa capacità, intrinsecamente sicula, di creare tormentoni ballabili e altrettanto dolorosi. Da scoprire.


Nicolò Carnesi
Non riesco a considerarlo pop, ma non riesco a non considerarlo.

 

 

morghiss

Pane, amore e ritenuta d'acconto. Concerti sotto la pioggia, film notturni, maratone seriali e relative conseguenze.

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