“Se i giovani d’oggi valgono poco” – 10 brani MADE IN ITALY di 10 artisti emergenti (o quasi)

by morghiss

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Il titolo è stato ispirato da un brano degli Ex-Otago, ma non fatevi distrarre.
Inizio 2019. Il nuovo disco de La Rappresentante Di Lista che ancora è in heavy rotation in tutti i cellulari degli indie-rockers cittadini (ormai si dovrebbe dire it-poppers, o in che altro modo?), ci si lamenta perchè fa più freddo del normale, tranne all’Ohibò di Milano (lì si schiatta sempre di caldo) e le classifiche di fine anno son tutte uguali, non c’è mai niente di nuovo da ascoltare e se c’è non ci conquista mai abbastanza o suona praticamente come qualcosa che abbiamo già sentito. Queste più o meno tutte le lamentele comuni a cui si pone facilmente rimedio prestando attenzione a questa nuova playlist di giovani super promesse underground, tutte rigorosamente italiane. Preparatevi a salvare su Spotify i vostri nuovi brani preferiti.

IMURI – 200 Sigarette
Quando non si sa bene cosa dire di una band che ha sia le chitarre elettriche che delle melodie trascinanti su testi in italiano (come insegnano i Thegiornalisti) si dice che questa band generica unisce sapientemente influenze rock a ciò che ci ha lasciato la nuova ondata di it-pop. Generico, ma niente di più vero per IMURI che nascono da parte della formazione del Management Del Dolore Post Operatorio e che sono tornati dopo un primo album scomparso nel nulla, con un nuovo album anticipato dapprima da 200 Sigarette o anche la storia di come la nicotina sia la prima sostituta disponibile quando si viene mollati da qualcuno.
E si finisce a fumare duecento sigarette, pur di non toccarti.


PLANKTON DADA WAVE
– Musica De Mierda
In un brillante periodo di presammale musicale e depressione in melodie spicciole, ben vengano i progetti propositivi, canzonatori, dadaisti ed incredibilmente colti. Sarebbero piaciuti a B52 e ai Talking Heads, ma i tempi non sono quelli giusti e quindi sembrano piacere per ora ancora a pochi, fate quindi ancora in tempo a fare i fighi e a farli conoscere ai vostri amici. Musica De Mierda dall’ultimo album “Niet Dada” (con i preziosi contributi di Elton Novara) è l’inno su cui scuotersi durante i sabato sera passati nei locali sbagliati al ritmo di no entiendo porque la gente baila esta musica de mierda (sante, santissime parole). Poi se volete  ancora più i fighi con i vostri amici dovete dire “geniale questa citazione dei Radiohead alla fine del brano“. Annotato tutto?


MOMBAO – Emigrafe
Meno didascalico, ma pur sempre dadaista per varietà di generi è il duo milanese (per modo di dire, le origini di entrambi toccano Iran, Germania e Slovenia) che riesce a spaziare dai ritmi serrati ai tesi, respiri elettronici, rock, jazz e tribal tutto insieme. Raffinati e allo stesso tempo contorti, si adatterebbero bene in teatro come ad un rave, ossimorici come davvero poche altre realtà italiane. Per chi si alza la mattina e non ha ancora capito che piega prenderà la giornata e per chi si perde spesso. Uno dei due è Damon Arabsolgar, già voce dei Pashmak.


PRAINO – Gelo Polare
Lo strazio di chi vive una relazione sapendo che è già finita, di chi cede a tutto e finisce col dire “frequentarti mi fa male al fegato” e di chi comincia a odiare tutto, anche questo schifo di città. Praino, cantautore calabrese ma bolognese d’adozione riesce a parlare di sè stesso e di tutti gli esasperati urbani, che finiscono la sessione invernale per miracolo, che amano e poi lasciano andare, nonostante tutto. Un brano caldo e straziante di una voce che speriamo possa entrare nella scena pop più mainstream perchè a differenza di molti altri che facilmente sembrano riempire l’Alcatraz e i nostri locali, Praino ha qualche storia in più da raccontare.
E non dimenticatevi di abbracciarvi, anche d’inverno.

EX – Alta Velocità
Canzoni elettriche dall’anima blues e la faccia pop: definizione rubata dal comunicato stampa per diamine se funziona; e come se non bastasse gli EX possono vantare una voce, quella di Gabriele Troisi, che suona un po’ come le grandi voci degli anni Settanta (non che bisogna per forza fare paragoni con i Led Zeppelin, però…), senza risultare datati, anzi, sono intensi e incredibilmente fighi. Un bel mix. Alta Velocità in particolare, un lamento tormentato di un protagonista che vede come unica soluzione quella di schiantarsi, ed avere una soluzione addirittura rassicurante. Per quelli che si caricano con i musical e che quando ascoltano la musica si sentono padroni del mondo, per quelli che sono tristi ma si rallegrano con gli acuti sfrecciando in automobile, e per tutti gli altri che sono stufi delle voci nasali simil-Calcutta.


LIMBRUNRIRE – Ci Divertiremo
Limbrunire è un cantautore vecchio stampo che riesce a scatenare il dance-floor (conciliare le due cose è possibile, ce lo insegna Battiato). In particolare Ci divertiremo è un canto che si fa collettivo e nostalgico, un insistente e ipnotico Ci divertiremo persiste per tutta la durata del brano, ed è così sincero che alla fine ci convince. Che si tratti di un vecchio amico che abbiamo ritrovato per caso in un bar, il primo amore del liceo che ti richiama per sbaglio, o di un messaggio con su scritto “come stai?” che fa scattare la più infantile delle speranze, Ci divertiremo parla un po’ per tutti, ed è incredibilmente semplice e forte.
Per tutti i romantici che non riescono a darsi per vinti.


LA MACCHINA DI VON NEUMANN – Arturo
La Macchina di Von Neumann suona come se fosse la colonna sonora notturna e il respiro di Milano, una macchina caotica, sporca e passionale. Sì, se Milano potesse parlare e indicarci un genere musicale preferito, probabilmente sarebbe il post-rock della Macchina di Von Neumann. “Formalismi“, il loro ultimo album, è stato confezionato perchè ognuno potesse vedere nella musica ciò che sta vivendo, una forma di estetica musicale, un esercizio di stile, o così dicono loro, perchè è invece così evidente l’anima di questa band che parla di nebbia, Navigli e birrette sui marciapiedi. Consigliati se le parole cominciano a darvi fastidio.


GELLER – Pausa
Una storia d’alcolismo e solitudine, sul tunz tunz tunz e tastierine di un duo romano che sembra spuntato del nulla per raccontare la fine di una storia d’amore di cui il protagonista si dispera per le strade del Pigneto. I Geller parlano a tutti i discotecari che non dovrebbero fare tardi perchè la mattina hanno un lavoro (di merda) ma non ne possono fare a meno perchè si sentono soli, a tutti gli amanti scostanti del vino e per tutti quelli che domani smetto, e Pausa è solo il loro primo singolo, ne sono seguiti altri due sempre per la fidata Giungla Dischi per altri ritorni in macchina dalle discoteche sulla spiaggia.


THE BACKLASH – Mindtrap
Un sound che sembra provenire dalla periferia di Manchester, tra brit-pop, shoegaze e psychedelic rock. La passione molto Tumblr per il bianco e nero, e probabilmente tanta voglia di suonare anche all’estero (cosa che comunque hanno già fatto, e bisogna menzionare anche una tappa al Cavern Club di Liverpool). Eppure è proprio ai localini underground di Milano che i Backlash appassionano e si distinguono per bravura e buon gusto, come dimostra l’ipnotica e allucinata Mindtrap. Per tutti quelli che sentono ancora nostalgia degli Oasis, per chi vivrebbe nei pub londinesi, e per chi non ne può proprio più, di tutto questo it-pop dilagante. 

LE FORMICHE – Tanto Così
E a concludere questa lista c’è il caso strano de Le Formiche. Fiore all’occhiello della scena palermitana, spariscono per qualche anno per poi tornare con un nuovo singolo dal titolo Tanto Così. Sentimentali e trascinanti, fanno quello che avrebbero voluto fare all’epoca Le Vibrazioni, ma incredibilmente meglio. Tanto Così è un brano che parla di stabilità, di mattine passate a casa a non fare niente, di uomini che non amano il calcio e di ragazze che si lasciano andare. Sentimenti semplici in un brano semplice, o apparentemente tale, che conquista e fa sorridere al primo ascolto (e che non è proprio facile). Per tutti quelli che stanno bene e che amano le domeniche al mare.

 

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morghiss

Pane, amore e ritenuta d'acconto. Concerti sotto la pioggia, film notturni, maratone seriali e relative conseguenze.

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