alt-J @ Ferrara Sotto Le Stelle

by Dalla

Quando è uscito Relaxer, il nuovo album degli alt-J, non ero molto convinto di quello che stesse accadendo. Sarà la crisi del terzo album, saranno le canzoni che raccontano dei mesi dell’anno, o forse ancora un countdown in giapponese infilato a random in un pezzo casuale.

Dall’altro lato però, tracce come In Cold Blood o 3WW mi hanno dato quella fiducia che riesce a farti andare a Ferrara nonostante ci sia un mezzo uragano nel padovano al momento della partenza.
Battezzato dalla pioggia mi sono così diretto verso l’Emilia, pronto a concedermi una seconda chance di musica che non richiede impegno, ma solo chill.


Una manciata di secoli fa gli estensi non pensavano forse che il loro castello difensivo venisse usato da tre ragazzi di Leeds per suonare un po’ di musica indie, eppure noi eravamo lì, in compagnia di qualche migliaio di persone e un gin lemon avvelenato quanto basta per non farsi mancare nulla.
Dopo 20 minuti di attesa e l’aver perso il gruppo iniziale a causa di ritardi vari (Lemon Twigs, mi fido che siete fantastici) le note di 3WW ci hanno fatto calare nell’atmosfera che ci avrebbe cullati per la successiva ora e 40, nel giro di neanche 5 secondi.

Il concerto è iniziato a bomba: Something Good, Tessellate, Ripe & Ruin si sono susseguite arrivando fino a Nara, quando la magia si è fermata per 15 minuti a causa di un guasto all’impianto audio. Nonostante ciò, dopo un paio di ‘Mi dispiaci’ e ‘We fucking love your amazing food’ da parte di Gus Hamilton, il perdono per l’interruzione se lo sono meritati tutto, e via di nuovo con In Cold Blood.

triangles are my favorite shape / / an awesome wave

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Lo show è continuato con un’alternanza di classici (Taro, Matilda, Every Other Freckl) e qualche altra canzone dal nuovo album (Pleader, Deadcrush), tutte belle e ballabili nell’insieme, ad eccezione di Hit Me Like that Snare (unpopular opinion).
L’encore, tra il panico del pubblico per non averle ancora sentite, si è chiuso con il trio vincente IntroLeft Hand Free e Breezeblocks.

Detto ciò, come avevo già notato due anni fa a Manchester, gli Alt-J non ti chiedono niente. Quando assisti a un loro live non hai molti pensieri come “forse dovrei andare più verso la transenna per la prossima”, oppure “quando fanno questa poghiamo”: per un’ora e mezza questi ragazzi ti fanno dimenticare tutto eccetto della loro musica. Un’ora e mezza di balli, ondeggiamenti, drink e good fucking music, che ti fa stare bene dentro.

Vedere gli Alt-J dal vivo è sempre diverso da come te li immagini quando sei perso dell’ascolto del loro album. Musicalmente sono imperfetti, a volte Joe stona e Gus sbaglia nota, ma complessivamente riescono a trasmettere ai fan il loro messaggio molto bene.
Dopo Ferrara ho dato credito al loro nuovo album, che inizialmente non mi diceva nulla (3WW e In Cold Blood a parte). Per quanto riguarda le oldies nulla da dire, fantastiche come sempre, anche se avrei voluto sentire dal vivo Hunger of the Pine e Warm Foothils, scartate miseramente.

 

Setlist

3WW
Something Good
❦ (Ripe & Ruin)
Tessellate
Deadcrush
Nara
In Cold Blood
Dissolve Me
The Gospel of John Hurt
Bloodflood
Every Other Freckle
Matilda
Hit Me Like That Snare
Taro
Pleader
Fitzpleasure

Encore:
Intro (An Awesome Wave)
Left Hand Free
Breezeblocks

Dalla

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