"L'ultima volta che abbiamo suonato in Italia era in questa sala concerti davvero piccola, è fantastico trovarci oggi in una venue così grande!" esclama Abigail Morris, trascinante leader delle Last Dinner Party, al pubblico del Fabrique. Il riferimento è alla primissima volta della band inglese in Santeria Toscana a Milano nel 2024 (che vi avevamo raccontato qui).
In meno di due anni le cinque musiciste hanno fatto il grande salto, con date in tutto il mondo e un secondo album, From The Pyre. Sono tornate in Italia su uno dei palchi più importanti di Milano. Certo, la venue è lontana dal sold out, ma d'altro canto per fortuna il talento di un artista non dipende dal numero di biglietti che vende.

Spesso, soprattutto agli inizi, le Last Dinner Party sono state spesso accusate di essere un prodotto costruito per vendere, figlio dell'industria discografica attuale. Quello che è certo, e non lo scopriamo certo oggi, è che sono nate per stare su un palco.
Se già agli inizi ci trovavamo davanti a una band affiatata, il tempo passato in tour non ha potuto che migliorarle ulteriormente. Una band matura, che non si è lasciata travolgere dalla fama improvvisa, ma che ha continuato a lavorare su se stessa.
Rispetto al loro esordio in Santeria, è rimasta la teatralità, tutto il resto è passato al livello successivo: la frontwoman Abigail Morris ormai tiene il palco come una veterana e passa buona parte del concerto a chiacchierare col pubblico fra una canzone e l'altra. Il tutto in un italiano davvero buono, il che fa sospettare che nel tour bus, fra una data e l'altra, si ammazzi di DuoLingo come se non ci fosse un domani.

C'è un affiatamento totale fra la parte ritmica trainata dal basso di Georgia Davies, le due chitarre elettriche di Emily Roberts e Lizzie Mayland, e le tastiere di Aurora Nishevci. Ma il vero punto di forza rimane la voce, non solo di Morris, ma di tutta la band. Esattamente come su disco, i vocalizzi come nel caso di Woman is a Tree vengono riproposti senza sbavature.
Due ore di concerto tirate, con tutte le canzoni dei loro due album (ad eccezione di Beautiful Boy e Prelude to Ecstasy tratte dall'omonimo album). Il carisma di Abigail Morris è a tratti travolgente, e non mancano simpatici botta e risposta con i fan sottopalco, ma le sue compagne non sono da meno. Durante tutto il live non sta un attimo ferma, saltellando da un'estremità all'altra del palco, ballando, cantando, ogni tanto sorseggiando una birra.

Niente sembra lasciato al caso, dai simpatici balletti durante i riff di My Lady of Mercy, alla vera e propria lezione di danza impartita durante ogni concerto di questo tour nel bel mezzo della conclusiva This is the Killer Speaking. "Ogni sera sul palco è diversa, perché voi siete sempre diversi" dice verso il finale la Morris, prima di lanciarsi in una serie infinita di ringraziamenti al pubblico, agli addetti ai lavori, alla band di apertura (i talentuosi Sunday (1994)) e alla ONLUS locale con cui hanno collaborato per questa data, la Fondazione Banco Alimentare.
Se questo è il risultato che si ha da una band teoricamente industry plant, allora ben venga. Le Last Dinner Party sanno il fatto loro e non hanno paura di mostrarlo a tutti.
Qui sotto trovate la fotogallery completa del concerto a cura di Renato Anelli.