11 novembre 2025

I Kingfishr andranno lontano: il racconto del loro primo live in Italia a Milano

Persone con pinte di birra in mano, una miriade di maglie irlandesi, cori in inglese e risate in sottofondo: per la loro prima volta in Italia i Kingfishr (qui la nostra intervista) sono riusciti a trasformare l’atmosfera del Circolo Magnolia di Milano in quella di un pub dell'isola di smeraldo. La band indie-folk che sta infilando un sold out dopo l'altro riesce esattamente a restituire alla realtà tutto quanto creato nel proprio album d’esordio Halcyon, dimostrando che anche nel 2025 è possibile scrivere un album indie folk capace di conquistare le classifiche, senza scendere a compromessi.

Backstage dei Kingfishr al Circolo Magnolia, Milano, scatti esclusivi di Noisyroad
I Kingfishr nel backstage: da sinistra Eoin "Fitz" Fitzgibbon, Eddie Keogh ed Eoghan "McGoo" McGrath | Credits: Maria Laura Arturi

I Kingfishr tengono il palco come veterani. Lo fanno capire sin dal primo pezzo I Cried, I Wept con una lunga intro strumentale suonata da Eoghan "McGoo" McGrath (banjo), Eoin "Fitz" Fitzgibbon (chitarra) e dai tre turnisti alle loro spalle, mentre il frontman Eddie Keogh entra sul palco correndo e lanciandosi direttamente a cantare addosso alla transenna, mentre tutto il parterre inizia a saltare. Pensare che fino a quattro anni fa questi ragazzi non avevano mai nemmeno suonato insieme fa un certo effetto, tanto che è lo stesso Keogh a dirlo alla folla: “È pazzesco, fino a tre anni fa eravamo all’università e ci dicevamo come fosse senza speranza fare i musicisti… e stasera siamo qui con voi!”.

Eddie Keogh dei Kingfishr canta con i fan a Milano
I Kingfishr in concerto al Circolo Magnolia, Milano, 2025 | Credits: Maria Laura Arturi

La resa live è perfetta, la voce baritonale di Keogh è magnetica. I tre ragazzi di Limerick, Irlanda, sono affiatatissimi e grazie ai turnisti che li seguono in tour non hanno minimamente bisogno di fare uso di basi pre-registrate, cosa sempre più rara al giorno d’oggi. Ma saper suonare bene è un conto, trasmettere la propria energia al pubblico è un altro: i Kingfishr riescono anche in questo. Sicuramente uno degli highlight della serata è Shot in the Dark suonata in mezzo al pubblico, con le luci spente, e la sala illuminata solo dalle torce accese dei telefoni.

Ci sono momenti in cui tutto il Magnolia diventa un karaoke, come durante Gloria, Killeagh, Eyes Don’t Lie e la conclusiva Caroline, altri decisamente più intimi, come nel caso di Next to Me. La presenza degli irlandesi nel parterre è impressionante: quando Keogh chiede loro di alzare la mano per farsi vedere, probabilmente risponde un quarto del pubblico. “Non che abbia importanza, stasera siete tutti irlandesi!” esclama lui fra gli applausi della folla. 

Kingfishr in concerto al Circolo Magnolia, Milano, 2025
I Kingfishr in concerto al Circolo Magnolia, Milano, 2025 | Credits: Maria Laura Arturi

Se c'è una cosa che si porta a casa chi c'era a vedere il debutto italiano di questa band irlandese è sicuramente la prova che anche al giorno d'oggi nella musica sia possibile emergere grazie al solo talento. L'impressione è che questo sia solo l'inizio per i Kingfishr e la prossima volta che torneranno in Italia (come spoilerato dallo stesso frontman a fine concerto, resosi conto troppo tardi di aver detto una cosa che non doveva ancora dire) sarà in una venue ancora più grossa. Dove arriveranno? Lontato. Quanto lontano, solo il tempo potrà dirlo.

Qui sotto trovate la fotogallery del concerto (con anche scatti dal backstage) della nostra Maria Laura Arturi.