14 aprile 2026

I Maruja seguono le proprie regole: il concerto in Santeria a Milano

Si sono fatti attendere, ma alla fine ne è valsa la pena: dopo il live annullato lo scorso novembre, i Maruja sono finalmente sbarcati a Milano. Una parola per descriverli? Devastanti. Harry Wilkinson e soci hanno travolto la Santeria Toscana con una tale foga da rimanere storditi. Già dalla primissima Bloodsport si aprono i primi moshpit, mentre sul palco i quattro inglesi ci danno dentro come se non ci fosse un domani. Una grande bandiera della Palestina viene esposta sul palco e non poteva essere diversamente, dato che il loro album d'esordio Pain to Power è stato ispirato proprio dal genocidio palestinese, come ci ha raccontato lo stesso frontman nella nostra intervista.

Harry Wilkinson, frontman dei Maruja, canta in Santeria Toscana a Milano, 2026
Maruja, Harry Wilkinson, in concerto in Santeria Toscana, Milano, 2026 | Credits: Maria Laura Arturi

La musica dei Maruja ti può arrivare in faccia come uno schiaffo o come una carezza ("sta mano pò esse fero e pò esse piuma" direbbe Verdone): una continua montagna russa, fatta di momenti dove si poga e si fa crowd surfing, ad altri decisamente più introspettivi, guidati sempre dal sax di Joe Carroll (che per l'occasione sfoggia una maglia tarocca dell'Inter che, al posto dello sponsor Pirelli, ha scritto Palestine con lo stesso font). A più riprese il pubblico viene fomentato a cantare a squarciagola "Palestina Libera!" e più volte Wilkinson fa riferimento all'importanza della comunità e della soliderità in tempi bui come quelli che stiamo vivendo.

I Maruja live in Santeria Toscana per il primo concerto in Italia
Maruja in concerto in Santeria Toscana, Milano, 2026 | Credits: Maria Laura Arturi

Noise rock che sfocia quasi nel metal, rap e alt jazz: la musica dei Maruja non segue una logica prestabilita, è un flusso di coscienza che segue le proprie regole, senza guardare in faccia nessuno. Un'ora e mezza di concerto con "soli" 10 pezzi in scaletta, ma non stupisce conoscendo la durata media di un loro brano qualsiasi. C'è spazio anche per qualche brano degli EP precedenti, come The Invisible Man e Thunder, mentre ovviamente non mancano tutti i pezzi principali del loro album d'esordio, fra cui Look Down on Us, Saoirse e Break The Tension.

Il live si chiude sulle note di Resisting Resistance: le luci si accendono, la band sta per scendere dal palco, ma Wilkinson ci ripensa e si rituffa in un ultimo crowsurfing per un ultimo abbraccio corale. La rabbia dei Maruja, dopotutto, è solo una grandissima espressione d'amore.