30 marzo 2026

Suede: il ritorno trionfale a Milano. Le foto e il racconto del live al Fabrique

Mat Osman me l’aveva detto qualche mese fa nel corso della nostra intervista (che trovate qui): la spinta dei Suede nell’ultimo periodo è stata generata da quella voglia di cercare territori inesplorati, provare nuove sensazioni e riconnettersi con il proprio pubblico, a partire dai live. Il primo pensiero a fine concerto a Milano è che aveva dannatamente ragione. Quella connessione tra palco e pubblico è tangibile e salda come non mai.

Brett Anderson dei Suede mentre scende dal palco per cantare con i fan al Fabrique di Milano, 2026
Il frontman dei Suede, Brett Anderson, mentre scende dal palco per cantare con i fan al Fabrique, Milano, 2026 | Credits: Maria Laura Arturi

Sono passati poco più di trent’anni dall’esordio con il loro album omonimo e a vedere la carica e l’energia della band - ma soprattutto di Brett Anderson - non sembra passato un giorno da quel 29 marzo 1993. Un’ora e mezza di concerto senza pause, passando tra il palco e il proprio pubblico, con un paio di scorribande in mezzo al parterre durante diversi brani fra cui l'immancabile Beautiful Ones.

Il Fabrique è completamente sold out: uno di quei tutto esaurito dove effettivamente ogni metro della venue è occupato da qualcuno. I cellulari, tenuti perlopiù in orizzontale per filmare, indicano solo una cosa: la maggior parte dei presenti è cresciuta negli anni Novanta e ha trascorso l’adolescenza ascoltando i primi album dei Suede. Questo ritorno in Italia, infatti, non è che un bellissimo tuffo nel passato. La scaletta in questo senso aiuta molto: la maggior parte dei pezzi suonati fanno parte di Coming Up (1997), Suede (1993) e Head Music (1999), con qualche brano sparso dai loro successivi album e solo uno, June Rain, tratto dall’ultimo - ottimo - album Antidepressants.

Brett Anderson, il leader dei Suede, live al Fabrique Milano, 2026
Suede, Brett Anderson, in concerto al Fabrique, Milano, 2026 | Credits: Maria Laura Arturi

Una scelta che a fine live farà storcere il naso a molti presenti, che speravano di sentire molti più pezzi dall’ultima fatica discografica, come era successo alle prime date di questo tour europeo. Di solito i fan delle band storiche sperano di sentire dal vivo di più i grandi classici o le vecchie chicche invece dei pezzi nuovi. Qui invece succede l’opposto. Perché? Semplice, i Suede non hanno mai smesso di guardare avanti.

I Suede in concerto a Milano, 2026
Suede in concerto al Fabrique, Milano, 2026 | Credits: Maria Laura Arturi

Durante la serata c'è spazio anche per due momenti completamente in acustico, con il debutto dal vivo in questo tour di She's in Fashion e The Wild Ones, col ritornello cantato interamente dal pubblico. Durante tutta la serata Brett coinvolge continuamente i fan, non solo affacciandosi e entrando nel parterre, ma anche facendogli cantare diversi ritornelli dei 19 pezzi in scaletta. "Oggi è uno di quei concerti da singalong, non la facciamo sempre, ma stasera sì" dice il frontman prima di attaccare con Saturday Night e concedersi l'ennesimo bagno di folla.

Aveva ragione Mat Osman: i Suede sono una band che nel 2026 è mossa davvero dal proprio rapporto col pubblico durante i live. A trent'anni di distanza, vedere tutta l'energia e la passione che Brett Anderson e soci trasmettono fa davvero bene al cuore e va ben oltre un retorico effetto nostalgia.