Giorgio Poi | Smog

by morghiss

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B
Una conferma

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Giorgio Poi era quello dalla voce fastidiosa, che non si capiva bene da dove spuntava e che suonava decisamente strano. Ricordo che ci provai anche ad ascoltarlo seriamente, ma ero incapace di sopportare quel timbro così nasale (e che ora mi suona straziante e sincero più di qualsiasi altro al mondo). Giorgio Poi che se ti piaceva quel primo singolo che aveva buttato fuori su Spotify, eri anche un po’ cretino. Giorgio Poi era quello che poi si finiva a vederlo al Serraglio di Milano (con Liede in apertura) e ci si ritrovava anche Calcutta in coda per fare la tessera ACSI – che un po’ ci provava con la tua coinquilina. Giorgio Poi è quello che non ha paura di definirsi it-pop, ma che magari ce ne fosse di it-pop con queste chitarre elettriche! Giorgio Poi era quello che non mi piaceva neanche un po’, ma poi tra un Supernova e qualche concerto a cui mi trascinavano gli amici, finivo per conoscerne a memoria tutte le canzoni. E poi me lo ritrovo ad aprire ai Phoenix (al Fabrique di Milano), e non capisco neanche bene cosa ci faccia lì, ma, incredibilmente, me ne innamoro. Giorgio Poi è la relazione musicale più complessa che abbia mai avuto, una vera e propria folgorazione live che mi ha fatto spazzare via ogni pregiudizio. E complice di questi pregiudizi era il periodo in cui Bomba Dischi non faceva che sfornare fenomeni commerciali (e ciò non toglie che Giorgio Poi sia effettivamente un fenomeno).


E finalmente, quasi per caso, quasi a sentirsi già vecchi (possibile che siano passati già due anni da quel primo album?) ecco che esce “Smog. Quel primo album “Fa Niente”, suonava “strano” semplicemente perchè in quel 2017 avevamo le orecchie usurate dai vari Calcutta e The Giornalisti, quell’approccio filo-jazzistico risultava straniante, quanto fastidioso. Ma le orecchie si allenano e adeguano volentieri, e reduce dall’ascolto consumato di quel primo “Fa Niente”, questo secondo album “Smog” inizia e si assorbe che è un piacere. Teniamoci stretto questo Giorgio Poi, perchè nella sua dimensione rigorosamente pop (perchè sì, è sacra la struttura strofa-ritornello), ci fa scoprire nuovi tappeti sonori che in duri anni di voci (e luoghi) comuni e soluzioni sonore elementari, ritornelli sanremesi e vari sole cuore e amore, è un piacere ritrovare e immergersici.

Bellissimo già al primo ascolto. Respiri psichedelici, nuove perdizioni e nuove fobie: per prima quella di viaggiare, di allontanarsi dalla sicurezza di una compagnia che possiamo sempre ritrovare, questo è Non Mi Piace Viaggiare. Segue Ruga Fantasma in atmosfere lo-fi, descrivendo la tua tristezza e l’odore di pioggia che c’era quando eri triste. E poi Solo Per Gioco, o anche la sensazione al centro del petto che ho a frequentarti, anche solo per gioco, ma non è mai solo un gioco perchè mi capisci bene, quindi resta. Un po’ più allegri ed estivi, su Stella, versi illuminati come “dormire è la radice quadrata di quando si muore” che quasi fa venir voglia di tornare su Tumblr. Pace dei sensi su Napoleone. Il singolone Vinavil, o anche inno supremo a questa generazione di imbecilli che non dormono mai, che piangono spesso, che non rispondono troppo sinceramente quando rispondono al “come stai?”, e non imparano davvero mai. Smog, un pezzo strumentale che suona come una sbronza subacquea. Dadaismo lirico su Maionese.  Secondo singolone feat. Calcutta a chiudere il tutto, ma su La Musica Italiana sono state già versate troppe parole sull’internet io dico solo: grazie.

Giorgio Poi è uno di quei nomi che tra vent’anni verrà sentito come una pietra miliare e che ci insegnerà tanto. Forse riempirà gli stadi come un Vasco Rossi un po’ più illuminato, o forse si aggirerà per festival a stringere mani di riverenza e stima come un Cristiano Godano, forse le sue metafore stravaganti verranno citate in qualche corso universitario altrettanto stravagante, forse tante cose ma, soprattutto, questo “Smog” è la conferma e un nuovo indizio di un bel percorso che parla di persone che, di base, non ce la fanno molto: è abbastanza facile ritrovarsici. Per tutti quelli che sono abituati a sound più americani e che la musica italiana sì ok ma non troppa, per tutti quelli che si innamorano ma da soli si ricaricano, per gli ascoltatori psichedelici e per tutti gli snob musicali con molti guilty pleasure. Da condividere, amare, respirare.

GIORGIO POI IN CONCERTO:
– 26 marzo @ Lugo (RA), Teatro Rossini
– 29 marzo @ Roma, Monk
– 11 aprile @ Bologna, Locomotiv
– 19 aprile @ Bari, Officina Degli Esordi
– 21 aprile @ Cosenza, Mood Social Club
– 22 aprile @ Catania, Mercati Generali
– 26 aprile @ Genova, Balena Festival
– 27 aprile @ Perugia, Urban
– 3 maggio @ Torino, Circolo Della Musica
– 4 maggio @ Pisa, Lumiere

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morghiss

Pane, amore e ritenuta d'acconto. Concerti sotto la pioggia, film notturni, maratone seriali e relative conseguenze.

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