10 album che non vediamo l’ora di ascoltare nei prossimi mesi

by NoisyRoad Staff

Foals – Everything Not Saved Will Be Lost Part 1/2

Pubblicazione: parte 1 8 marzo, parte 2 autunno 2019

Cosa sappiamo?

Il metro e 70 di Yannis Phillipakis e soci mancano dalle scene dal 2015, anno di pubblicazione di What Went Down. L’anno scorso il bassista, Walter Gervers ha annunciato la dipartita dalla band e il gruppo ha iniziato a postare sui social le prime foto di pedaliere infinite e macchinari da studio. L’hype cresce con la pubblicazione di un primo teaser che lascia intendere la pubblicazione di non un album ma ben due, moda che sembra prendere piede tra le band, i primi ad adottare questa tattica furono i 1975 e verrà utilizzata anche dai Vampire Weekend. In data 21 gennaio arriva il primo singolo, Exits, dopo che il testo era comparso sigillato dentro delle buste in diverse stazioni della metro sparse in giro per il mondo, e le prime date del tour. In Italia si preparano a conquistare il Fabrique il 16 maggio.
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Cosa ci aspettiamo?

I Foals sono una di quelle poche band che cresce, matura e si evolve ad ogni album, perciò da questa doppietta ci aspettiamo che la bomba esploda. I trailer rilasciati sono caratterizzati da sonorità mistiche, melodie criptiche, notturne, elettroniche, che ricordano quelle di Spanish Sahara, che se verranno fuse con le classiche chitarre elettriche taglienti del gruppo si prevede un connubio micidiale, la definitiva maturazione. Exits ne è stato un ottimo primo assaggio, con la sua falsa partenza, quel ritmo cadenzato e incalzante, la tastiera orientaleggiante e l’encore tutto strumentale.

Mac DeMarco – titolo sconosciuto

Data di pubblicazione: sicuramente prima della fine dell’anno

Cosa sappiamo?

Mac DeMarco, il nostro cantautore dal binario tra i denti, cappellino e saloppette preferito non si ferma un istante. Con svariati album alle spalle dal 2012 a questa parte e un sound che ha influenzato metà dei nuovi artisti emergenti in circolazione, ha fatto definitivamente faville con This Old Dog pubblicato nel 2017, scalando le classifiche di fine anno di molti magazine del settore e conquistando il nostro cuore con il suo show al Todays. Reciso il contratto discografico con la Captured Tracks, Mac ha fondato la sua etichetta discografica e probabilmente testerà qualche nuova canzone ad inizio aprile, al Coachella, prime date del suo tour statunitense.

Cosa ci aspettiamo?

Potrebbe essere l’ennesimo trionfo o il primo scivolone. Si sa, anche la creatività potrebbe avere i propri limiti. Il fatto di pubblicare un album sotto la propria label promette bene, può essere un indice di grandissima libertà, quindi ci aspettiamo che faccia un po’ il cavolo che gli pare come fa sul palco, ma da grandi poteri derivano grandi responsabilità, perciò non è detto che la libertà di sperimentare in solitaria incontri subito il gusto e il favore del pubblico.

Bastille – Doom Days

Data di pubblicazione: “soon”

Cosa sappiamo?

Nella lista delle parole usate con più frequenza dal cantante dei Bastille c’è senza ombra di dubbio “soon”. Ad ogni singola domanda, ad ogni minimo indizio o anticipazione riguardante il nuovo album della band londinese, Dan Smith ha sempre risposto che arriverà “soon”. Ormai sono passati tre anni dal secondo album Wild World, rilasciato proprio al momento giusto (Brexit, elezione di Trump…) e denso di domande esistenziali fatte davanti ad una birra al pub con gli amici e suoni del tutto nuovi per la band amante dei synth. Stando alle parole di Smith e compagni, Doom Days si prospetta essere la colonna sonora di un party apocalittico spalmato in una tipica notte di baldoria londinese. Da Quarter Past Midnight, primo singolo uscito nell’aprile del 2018, alle 4AM in punto (la traccia ancora sconosciuta che chiuderà l’album), le vicende narrano tutta quella voglia di sfrecciare nel cuore della notte, ballare, ubriacarsi con gli amici e chiedersi il senso di tutto sull’orlo di un dancefloor sfavillante. 

Cosa ci aspettiamo?

Dopo il prolisso Wild World, i componenti dei Bastille hanno confermato che il terzo album sarà conciso, coerente e, soprattutto, sincero. Difficile pensare ad una direzione precisa, perchè la musica del gruppo inglese è in continua evoluzione, sempre contaminata da influenze diverse e idee rimescolate. Visto che è stato definito come la colonna sonora di un party apocalittico, ci aspettiamo un album imprevedibile, magnetico e tutto da ballare. Speriamo di poterlo fare in occasione del tour appena annunciato, con tappa a Milano il 3 luglio.
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The 1975 – Notes On A Conditional Form

Pubblicazione: 1 giugno (forse)

Cosa sappiamo?

Abbiamo appena finito di parlare di loro e…sono ancora nella lista degli album più attesi dell’anno. Tranquilli, non è una svista, ma bensì l’opera ambiziosa del gruppo inglese che aspira a sfornare un altro album in studio a pochissimi mesi di distanza dall’osannato A Brief Inquiry Into Online Relationships. Logicamente, il nuovo Notes On A Conditional Form dovrebbe essere il sequel di “ABIIOR” e i due dovrebbero creare una collezione chiamata “Music for Cars”. Tuttavia, non dimentichiamo che questi sono gli eccentrici 1975, capitanati dall’ancora più imprevedibile cantante Matt Healy, che recentemente ha smentito il collegamento tra i due lavori. E quindi, di cosa tratterà questo nuovo album?

Cosa ci aspettiamo?

Il 2018 è stato un anno d’oro per i 1975 e A Brief Inquiry Into Online Relationships ha rimescolato le carte in tavola, facendolo schizzare in cima a tutte le classifiche proprio alla fine dell’anno. La scelta di pubblicare un altro album su pressochè gli stessi temi potrebbe essere un colpo vincente, l’ennesima affermazione della capacità della band di farsi largo tra stili e approcci diversi o il knock-out che potrebbe vanificare tutto il lavoro fatto finora, rendendo Notes On A Conditional Form un semplice “sì ok e quindi?”. Rischioso ed eccitante al tempo stesso, proprio come piace a noi. 

The Strokes – titolo sconosciuto

Data di pubblicazione: ?

Cosa sappiamo?

Dopo anni di attesa e speculazioni al limite del complottismo, possiamo davvero discutere dell’ufficiale ritorno degli Strokes? Sì, ma per ora entro i soli confini di un palco. Ovviamente, non è la notizia che tutti avremmo voluto diffondere a gran voce, ma il solo fatto che la presenza della storica band sia stata confermata in ben due festival (con altri eventi ancora da annunciare) riaccende in noi la speranza per un tanto agognato sesto album, specie se decidiamo di analizzare più del dovuto quel “dando così il via al ritorno su scala globale degli Strokes” contenuto nel comunicato stampa che confermava la loro partecipazione al Bilbao BBK Live.

Cosa ci aspettiamo?

Shia LaBeouf sancì la sua incoronazione a meme spingendoci a seguire con ogni energia possibile i nostri sogni e così, anche un po’ in suo onore, dobbiamo avere il coraggio di rincorrere la chimera sopra riportata, nella speranza che prima o poi si tramuti in realtà. D’altronde, sarà più che interessante vedere (se e) come l’alchimia storica degli Strokes riuscirà a reggere la prova dei tempi, soprattutto visti i trascorsi di ciascun membro del gruppo: il buon Casablancas potrà nuovamente reinterpretare il suo ruolo di frontman degli Strokes, dopo aver goduto dell’assoluta libertà autoriale con i Voidz? E allo stesso modo come sarà cambiata la scrittura compositiva di Albert Hammond Jr. in seguito all’essere stato sotto i riflettori con i suoi due ultimi album da solista, rilasciati durante questo ennesimo iato del gruppo? Domande, le cui risposte, qualsiasi esse siano, speriamo di trovare nel corso del 2019.

The Racounters – titolo sconosciuto

Data di pubblicazione: ?

Cosa sappiamo?

Son passati più di dieci anni da quando Jack White firmò, insieme ai Racounters, Consolers of the Lonely, secondo (e per anni ultimo) LP per la band di Detroit. Da allora, un Grammy per la produzione sonora (oltre alla nomination per miglior album rock), una sconfinata serie di altri progetti per ciascun membro del gruppo (culminata l’anno scorso per White in Boarding House Reach), qualche apparizione dal vivo al limite del revival e un silenzio stampa generalizzato condito da vaghe affermazioni sempre poi oculatamente smentite; insomma gli elementi più classici per una band in esilio musicale. Gli ingranaggi tuttavia hanno pian piano ripreso a muoversi quando, lo scorso novembre, venne annunciata una ristampa di Consolers, seguita nel mese successivo dal rilascio di due singoli, Sunday Driver e Now That You’re Gone, ambasciatori dell’imminente arrivo di un terzo album.

Cosa ci aspettiamo?

Malgrado non siano ancora stati rilasciati i dettagli anagrafici di questa nuova opera firmata White & Co, assodata per altro anche da un tour negli US, confidiamo nella dicotomia stilistica promossa dal più recente White, ormai veterano nel bilanciare a suo piacimento la formula chimica del Rock, e da Brendan Benson, secondo in comando nella band e legato invece ad una concezione più scolastica e meno sperimentale. Come infatti testimoniato dai due singoli da poco rilasciati, la chitarra del primo si contorce e agita lungo i confini dei brani da tipici classici del rock, ricordandoci i motivi per cui stimiamo Jack White, ossia: la sua abilità nel riuscire a cambiare le regole del gioco sotto i nostri occhi, ma senza snaturarlo, forte di una vastissima erudizione musicale ed incanalando a pieno il ruolo di avanguardia.

Paolo Nutini – titolo sconosciuto

Data di pubblicazione: ?

Cosa sappiamo?

Eravamo rimasti tutti alla news dell’arresto in stato d’ebbrezza. Dopo l’avvenimento le leggende narrano che Paolo Nutini sia stato avvistato la scorsa estate particolarmente felice tra le strade di Palermo. Che ci faceva nella città sicula? Registrava, infatti tra un arancino e una partita di calcio alternava delle session di preproduzione per il nuovo disco presso lo studio di registrazione Indigo, noto agli addetti ai lavori. In un gruppo Facebook un fan ha detto di averlo incontrato e di avere “some exciting news”.

Cosa ci aspettiamo?

Se c’è qualcuno che musicalmente ci manca da morire è proprio lui. L’ultimo suo sforzo, “Caustic Love“, è un album che in più di qualcuno nella redazione si porta nel cuore, un disco sensuale, un mix di soul e funky irresistibile coronato dalla celeberrima voce un po’ alticcia e piena di passione di Nutini, perciò sentiamo proprio un bisogno fisico di nuove canzoni su cui cullarci, perciò dopo 5 anni di mutismo assoluto ci aspettiamo qualcosa che ci faccia venire ancora una volta la pelle d’oca.

Catfish & The Bottlemen – The Balance

Data di pubblicazione: 26 aprile

Cosa sappiamo?

A poco a poco stanno trapelando un po’ di notizie. L’8 gennaio, dopo aver fatto comparire un countdown sui propri social, sono improvvisamente ritornati con Longshot, un nuovo singolo dopo 3 anni di quiete, presentato per la prima volta come Hottest Record durante il celebre programma radiofonico di Annie Mac su BBC Radio 1. Poi il 25 gennaio, alle 8 di mattina ecco comparire: titolo (“The Balance”), una copertina nera con un esotico tucano e la tracklist. Insieme è stato annunciato un grande tour europeo che toccherà l’Italia il 16 maggio, più precisamente Milano, l’Alcatraz.
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Cosa ci aspettiamo?

Continuità, sicuramente. A partire dall’estetica che non è cambiata di una virgola: il bianco e nero rimangono il loro marchio di fabbrica, che caratterizzano sia il video che la copertina del singolo. Longshot si compone dei classici e ridotti power chord che hanno accompagnato la band finora, ritmiche essenziali da alternative rock band, forse con un retrogusto più cupo dei pezzi precedenti e se l’album suona così ben venga. Questo è ciò che viene bene ai Catfish, perché cambiare? Speriamo non facciano il passo falso di cambiare nettamente stile e addentrarsi in territori troppo accidentati.

Tame Impala – titolo sconosciuto

Pubblicazione: “prima dell’estate”

Cosa sappiamo?

Sono passati quasi quattro anni dalla pubblicazione di “Currents”, uno degli album più belli del 2015 e, in generale, di questa nuova era synth pop. Ora, il tanto atteso ritorno della band australiana è alle porte. A rendere (quasi) ufficiale il pettegolezzo è stato l’annuncio di un bel posto da headliner al Coachella 2019. Coincidenze? Noi non crediamo. Il nostro amatissimo frontman Kevin Parker, intanto, ha fatto trapelare il desiderio di volere il disco fra le mani prima dell’estate. Dopo il Coachella ci sarà la prova del nove: passeremo un’estate psichedelica ad ondeggiare sulle note del quarto album dei Tame Impala o dovremo attendere ancora un po’?

Cosa ci aspettiamo?

Come pronosticato da NME, potrebbe trattarsi di un album dalle collaborazioni interessanti, ricco di “new sounds”, come ha detto Parker in un post su Instagram. Abbiamo ascoltato “Currents” e “Lonerism” fino a consumarli, abbiamo fumato ballato sulle note di The Less I Know The Better fino a sentirci male e non vediamo letteralmente l’ora di rivederli finalmente dal vivo, come vecchi amici che hanno l’urgenza di aggiornarsi su tutto quello che è successo in questi quattro anni. Siamo pronti per suoni nuovi? In un modo o nell’altro, i Tame Impala sapranno sempre come stupirci, quindi non ci resta che fidarci di loro e stare a vedere.

Vampire Weekend – Father Of The Bride

Pubblicazione: primavera inoltrata

Cosa sappiamo?

Lo hiatus di sei anni che separa l’uscita dell’acclamato Modern Vampires Of The City da quella del quarto LP dei Vampire Weekend non è stato un percorso impervio, ma nemmeno una comoda passeggiata: se il ritardo è stato dovuto in gran parte all’abbandono (dal gruppo ma non dalla produzione) di Rostam Batmanglij e alla scritturazione per una major severa e poco tenera ai continui ripensamenti di Koenig durante il missaggio, è anche vero che Father Of The Bride (un titolo scelto per il suo effetto pomposo e divertente) è un album meditato durante un breve ritorno fra i muri della biblioteca della Columbia University e la stesura di una cronaca – ormai sorpassata in certi punti – dello sconvolgimento politico e culturale degli States sotto il governo Trump. A questo doppio album di 18 tracce della durata complessiva di 59 minuti fa da collante il tratto distintivo di Koenig, la propria erudizione e il proprio culto, l’ebraismo, espresso nel teaser del primo singolo in un riadattamento in chiave hipster dell’Albero della vita, schema fondativo della Cabala.

Cosa ci aspettiamo?

Dai primi due singoli, nei quali ha partecipato il fior fiore della comunità musicale di Los Angeles, confidiamo che quasi nulla sia cambiato in casa Vampire Weekend. In Harmony Hall troviamo la fedeltà alle proprie radici, quegli arpeggi e beat ispirati dalla gioia del calore estivo e dalla freschezza della giovinezza che pare non ancora intaccata dai testi schietti e amari di Koenig, mentre in 2021 scopriamo un originale desiderio di approdare nei sintetizzati anni Ottanta e in luoghi inesplorati, e possiamo credere che in Father Of The Bride i ritmi caraibici verranno meno con la prevalsa del Sol Levante. Ci incantano gli strumenti a tastiera, il piano è stato recentemente ripreso da Koenig: sarà il protagonista del quarto LP? Da questo ascolto correlato alla figura centripeta del frontman che si è sviluppata con l’addio di Batmanglij, l’influenza dei lavori solisti di Baio e Tomson è da escludere. L’uscita di Father Of The Bride sarà anticipata da altri quattro singoli che usciranno a coppie in due mesi distinti.

Menzioni Speciali

Alessia: Anteros – When We Land

Data di pubblicazione: 1 marzo

Cosa sappiamo?

Gli Anteros sono sui nostri radar da un po’, fin dai loro colorati EP “Drunk” e “Breakfast” pubblicati nel 2017. Li abbiamo inclusi nella lista delle band miste più interessanti del momento e fremevamo all’idea di poter finalmente parlare del loro primo disco in studio. Il gruppo londinese è già attivo dal 2014, ma il salto di qualità l’ha fatto l’anno scorso, dopo aver rilasciato una manciata di singoli che alludevano ad un potenziale debut album in cantiere, tra cui Call Your Mother, Ordinary Girl e la recentissima Drive On. Sostenuti da Distiller Records e seguiti dal produttore Charlie Andrew – famoso per aver collaborato con artisti del calibro di alt-J, Crystal Fighters e Bloc Party – gli Anteros si preparano al grande debutto. Secondo le parole della leader Laura Hayden in un’intervista rilasciata a DIY, “When We Land” parla di quel turbinio di emozioni che si provano quando si è ventenni, quando si pensa di essere arrivati e invece non si ha nemmeno iniziato. Chi meglio di quattro giovani artisti con ancora tanta strada da fare poteva descrivere queste sensazioni?

Cosa ci aspettiamo?

Inutile far finta di niente: gli Anteros sono uno dei nomi più caldi del panorama internazionale. Nella capitale britannica si scorgono già i primi poster e i loro concerti in città stanno diventando un’esclusiva chicca da non perdere. C’è tanto hype e sappiamo anche il perché. I giovanissimi capitanati da Laura Hayden sono vincenti per la loro carica, i suoni decisi, la sensualità e, soprattutto, quell’atmosfera da forever young che si portano sul palco. Viste le anticipazioni, ci prepariamo ad un debut dai suoni esplosivi e dolci, dalle vedute ambiziose e umili, dai testi introspettivi e inclusivi al tempo stesso. Se fino ad ora gli Anteros hanno lavorato a testa bassa nell’oscurità dei piccoli pub di Londra, dopo “When We Land” avranno tutti i riflettori puntati addosso. E questo sarà solo l’inizio.

Jack: Weezer – Weezer (Black Album)

Data di pubblicazione: 1 marzo

Cosa sappiamo?

Sarebbe dovuto uscire come immediato seguito del White Album, invece Rivers Cuomo, leader dei Weezer, decise un paio di anni fa di dare spazio a quella cartella sul suo computer che raccoglieva tutti i b-side del gruppo, considerati troppo leggeri o (a detta sua) “estivi”; nacque così Pacific Daydream, un intermezzo troppo insipido che, ad eccezione di un paio di brani, non fece altro che eclissarsi spontaneamente sotto il peso del seguente interrogativo: “Ma il Black Album dov’è?”
La risposta non arrivò tanto più tardi e così ad un anno di distanza uscì il primo singolo, Can’t Knock The Hustle, insieme alla conferma dell’album previsto ufficialmente per il 2019, non più ambientato sotto il sole di Venice Beach ma anzi nel pulsante cuore notturno della Los Angeles vista attraverso gli occhi di questi quattro nerd senza tempo.

Cosa ci aspettiamo?

Una storia di redenzione reca sempre al proprio fianco un certo fascino eroico e per i Weezer è finalmente giunto il momento del riscatto dopo quell’improvvisa perdita di immagine e grinta rappresentata dalla seconda metà di Pacific Daydream. Prodotto da Dave Sitek, chitarrista dei mitici TV on the Radio, il Black Album ha finora le carte in regola per marcare un ritorno con stile della band dalla panchina delle Top Summer Hits, a patto che mantenga le promesse di essere l’opposto del White Album con testi più criptici e sonorità avanzate slegate dai tipici power chords, per i quali i Weezer sono noti.
Can’t Knock The Hustle ha pienamente dimostrato il potenziale ritmico ed energico ancora presente in questa vecchia guardia californiana e se il resto dell’album riuscisse a mantenersi sulla stessa falsa riga, i Weezer potrebbero ancora forse avere qualche asso nella manica.

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MV: Sundara Karma – Ulfilas’ Alphabet

Data di pubblicazione: 1 marzo

Cosa sappiamo?

Per chi non li conoscesse (male, malissimo), i Sundara Karma sono una band britannica emersa dai meandri dei pub dal parquet ricoperto di birra stantia all’inizio del 2017 con un album che, a parere mio, ha un titolo meraviglioso quanto terribilmente vero: “Youth Is Only Ever Fun In Retrospect” (rimpiango ancora di non aver fatto la recensione). Un anno di tour instancabile e uno di pausa per scrivere un nuovo disco e rieccoci qua a fine 2018 con l’annuncio del secondo LP, con annesso cambio di stile per Oscar Pollock, Ozz Lulu per gli amici, il frontman, dalla bellezza sempre più androgina. Ad oggi sono state già rilasciate 4 tracce.

Cosa ci aspettiamo?

Il cantante ha recentemente dichiarato a DIYI just think I’m really into pop and wanky shit at the moment“. Visto il cambio di look in Oscar Pollock, ci aspettiamo qualcosa di più morbido, pop, e forse anche un po’ più elettronico, come fa intendere Higher States. Per quanto mi riguarda, ho letteralmente frugato il loro primo disco, che se dovessi descrivere con un aggettivo probabilmente lo etichetterei come “giovane”. Aveva il vigore della gioventù, l’ingenuità delle composizioni basic chitarra-batteria di un gruppo di giovani che fa venir voglia di cantare a squarciagola le loro canzoni, forse non spiccava per ricercatezza o particolarità, ma era fresco. E spero che questo elemento non sia stato perso.

Silvia: American Football – American Football LP3

Data di pubblicazione: 22 marzo

Cosa sappiamo?

Gli American Football, la band dell’Illinois nota per aver reso alternative e melodico il grunge, spegneranno 20 candeline in compagnia di un terzo album dal titolo facilmente presumibile: American Football LP3. Noi ascoltatori siamo frizzanti e al tempo stesso inquieti nell’apprendere la fine di una trilogia, una fase artistica dolce, amara e timidissima che si è protratta a singhiozzi, di conseguenza è ingiustamente sconosciuta dal giovane popolo indie che tuttavia si ciba di testi inequivocabilmente malinconici: cari giovani lettori, è il caso di affidarvi a Mike Kinsella e soci, vi renderanno unica la vostra primavera.

Cosa ci aspettiamo?

Dal primo singolo Silhouettes, notiamo un dato oggettivo ormai assodato: il loro sound tende a definirsi ed arricchirsi nel corso del tempo, ciò nonostante rimane saldamente ancorato ad un’anacronistica (o nostalgica) successione di chitarre soliste non distorte, di una batteria dai ritmi dispari poco avvezza al crash, del sussurrare di una voce non sporca: un tuffo a capofitto nel primo decennio degli anni 2000, quando il vecchio ricordo del punk si sposava con influenze jazzistiche o ska. Ma le sorprese non terminano con la forte carica emotiva suscitata dal climax ascensionale in musica di questa recente uscita discografica, in American Football LP 3 tre donne tostissime accompagneranno la voce morbida di Kinsella, tutte appartenenti a diverse generazioni e con diverse aspirazioni alla scuola post punk: Rachel Goswell degli Slowdive, Hayley Williams dei Paramore (il duetto Uncomfortably Numb è uscito questo mese) ed Elizabeth Powell dei Land of Talk.

Federica: Declan McKenna – titolo sconosciuto

Data di pubblicazione: ?

Cosa sappiamo?

Quello che sappiamo sul secondo album del nostro (poco più che) adolescente britannico preferito è, purtroppo, molto poco. Ormai sono passati quasi due anni dall’uscita del debut e forse è semplicemente l’impazienza a farci parlare di un suo possibile ritorno nel 2019. La nostra speranza è alimentata principalmente dal fatto che ultimamente il buon Declan stia pubblicando sul suo profilo Instagram una serie di foto che lo ritraggono al lavoro in uno studio di registrazione londinese.

Cosa ci aspettiamo?

Date le premesse, quello che possiamo aspettarci dal nuovo lavoro di Declan sono sicuramente melodie catchy, tematiche importanti e attuali portate in scena in maniera semplice e diretta, ma mai banale e una dose smisurata di gillette. Nell’attesa del disco, se ancora non lo state facendo (PAZZI) vi consiglio di correre a seguire il profilo twitter di Declan: vi migliorerà ben più di una giornata storta.

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Articolo scritto da: Alessia, MV, Jack, Silvia, Federica

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