14 debut italiani usciti nel 2019 che non puoi esserti perso

by NoisyRoad Staff

Alla viglia dell’uscita del nuovo album di Brunori Sas, la prima grande uscita italiana di questo 2020, facciamo un ripasso di chi ha debuttato l’anno scorso nel Bel Paese, giusto per essere sicuri di non esserci persi nulla, rimediare in extremis alle mancanze arrettate e, perchè no, scoprire qualcuno di nuovo.

Coma_Cose – Hype Aura

Se vi è piaciuto il loro primo brano di spicco Post Concerto allora vi sarà piaciuto di sicuro GRANATA, singolo apripista del debut del duo milanese. E così tutto l’album HYPE AURA, che mescola sapientemente rap e pop ma senza voler essere di moda. Parlando di Milano con riferimenti espliciti, i due hanno voluto farci entrare nel loro mondo, fatto di giochi di parole, anagrammi, onomatopee e scambi di accent. Che sono solo una parte del prodotto e del progetto di California e Fausto. Hanno conquistato le radio italiane con il loro rap studiato e mai scontato senza, però, tralasciare l’importanza del sound come ne è un esempio BEACH BOYS DISTORTI.

Canzone consigliata: GRANATA

Cactus? – No People Party

Le loro influenze musicali vanno dall’indie dance al bedroom lo-fi al post-punk aggiungendo una bella dose di dance e synthpop. Il loro indie rock italiano dai suoni così internazionali ha fatto in modo che il loro debut album di – soli – 25 minuti fosse ascoltato non solo in Italia, ma diventando addirittura uno degli dischi più ascoltati in Turchia. I tre ragazzi del vicentino hanno conquistato con il loro primo EP del 2016 Sorry for My Accent che fu solo un apripista per il debutto di No People Party. Shy Hearts Club è stato il primo singolo che ha poi dato spazio a Late Night Noises e Sam Battle. Non potrete annoiarvi ascoltando i Cactus?, potrete solo ascoltare e riascoltare il loro disco in loop. Ed amerete qualsiasi loro brano ballandolo in maniera scomposta e fregandovene, perché vi state divertendo.

Canzone consigliata: Dull Gaze

Husky Loops – I CAN’T EVEN SPEAK ENGLISH

Sono stati uno dei tanti colpi di fulmine del mio 2019 musicale. Spotify forse deve avermi dato la spunta da stalker per averli ascoltati e riascoltati. I tre ragazzi bolognesi quest’anno hanno fatto il loro debutto con un album pazzesco: I CAN’T EVEN SPEAK ENGLISH. Si sono trasferiti a Londra dove non hanno mai smesso di fare musica insieme e l’album – del quale il titolo è tutta una spiegazione di immigrazione ed emigrazione al tempo spesso – è una raccolta di stili diversi. Stili con i quali sono cresciuti, con i quali si sono trasformati e grazie ai quali hanno sfornato brani come I Think You’re Wonderful e – una tra tutte le mie preferite – Everyone Is Having Fun Fun Fun But Me. Un insieme di stili per creare il loro stile unico, lo stile Husky Loops.

Canzone consigliata: I Think You’re Wonderful

LIBERATO – LIBERATO

Era un album e atteso ed inatteso allo stesso tempo. Nessuno si aspettava che sarebbe uscito così presto. Un fulmine a ciel sereno. LIBERATO era l’artista del 2018, l’hype per lui era alle stelle e non si parlava d’altro. Tutto il contrario per l’album che, ahimè, ho ascoltato poco più di 3 volte e dal quale forse mi aspettavo qualcosa di più. Detto questo, rimane ancora oggi uno degli artisti più enigmatici della storia della musica indie italiana (nessuno però batte I Cani e il loro periodo delle buste in testa). Che questo floop possa far venire fuori allo scoperto il rapper partenopeo? E poi, a noi, piacerebbe comunque senza questo alone di mistero? Tutte le risposte FORSE le avremo durante il nuovo anno mentre ascoltiamo OI MARÌ, immaginandoci di mangiare del casatiello affacciati sul Golfo di Napoli facendoci cullare dalle parole di canzoni che non riusciamo totalmente a capire

Canzone consigliata: OI MARÌ

Fulminacci – La Vita Veramente

Ecco un altro romano che quest’anno ha sbancato il cuore dei nuovi fans e le playlist indie di Spotify. Galeffi, Gazzelle e i Canova ora dividono le attenzioni di Maciste Dischi con un nuovo cantautore che racconta la vita com’è veramente. Parla di sigarette, semafori, tradimenti e amore. Tanto amore. Parla con un piglio da uomo vissuto di appena 22 anni ma che riesce sapientemente a mettere in musica. Il suo debut è uno dei più riusciti nella scena italiana del 2019 che, a detta di molti, ricorda molto un giovane Daniele Silvestri. Mentre lui preferisce definirsi solamente Fulminacci: un ragazzo che al primo posto mette le canzoni, le nove tracce di questo album tutte collegate da un filo. «Nei testi parlo della mia vita», dice al La Repubblica. Semplice, no? Tommaso, Borghese In Borghese e Resistenza sono solo alcuni dei brani che dovete assolutamente ascoltare di quest’album. Poi vedrete che è una scivolata liscia come l’olio dall’inizio alla fine.

Canzone consigliata: Tommaso

Nostromo – Minuetto

«Non è vintage, non andrà mai di moda», così racconta la bio del cantautore Nicolò Santarelli, classe ’94. «Nostromo è un pesce fuor d’acqua» continua raccontando di sé il ragazzo di Le canzoni di mia madre e del singolo d’esordio fatto di malinconia intitolato Giradischi. Marchigiano di nascita e bolognese d’adozione scrive di ciò che vive in maniera semplice e con uno stile che potremmo decisamente chiamare indie-italiano tra chitarre sempre presenti e lievi e una voce strappa cuore. Ma lascia anche spazio a Minuetto, brano omonimo dell’album, completamente strumentale. Il regalo di natale per i suoi fan è stato l’annuncio delle quattro date nel 2020 che faranno girare Minuetto e il suo creatore. Nonostante durante l’anno, ancora prima dell’uscita dell’album, avesse già collezionato tre live, uno dei quali in uno dei più grandi festival italiani in quel di Treviso.

Canzone consigliata: Giradischi

Franco126 – STANZA SINGOLA

Ho amato fin da subito il rap romano di Franco e Carletto. Dopo il loro scioglimento e l’inizio dell’ascesa solista di Brave mi continuavo a domandare che ne sarebbe stato di – del mio preferito fra i due – Franchino. Finché non è arrivato febbraio e con lui il suo debut coronato dal featuring con Tommaso Paradiso per il singolo omonimo dell’album. Frigo Bar, il brano che ha preceduto l’uscita, aveva già preannunciato un successo assicurato per un ragazzo che ha collezionato un tour e partecipazioni a festival multiple a dir poco soddisfacenti. Mi ha conquistata con la meno famosa Brioschi facendomi quasi totalmente dimenticare il successo di Polaroid insieme a Carl. Se il compagno di merende ha conquistato più il pubblico nazionale radiofonico e non, Franco ha riaffermato la sua presenza nella scena indie italiana. Questo grazie anche alle varie collaborazioni ad album ultimato. La semplicità e il cuore che trasudano dai pezzi di questo debut presagiscono un grande futuro per il rapper romano.

Canzone consigliata: Brioschi

FIL BO RIVA – Beautiful Sadness

Il colpo di fulmine del mio 2019 è FIL BO RIVA con il suo debut album mi hanno presa e trasportata nella loro dimensione in meno di un’ora. 13 brani che racchiudono la voce soul potente di Filippo incastonata tra le sonorità intense ed inaspettate, tra la tradizione e il tocco fresco che lui è riuscito a donargli. Il giovane cantautore ha 26 anni, romano di nascita ma irlandese e berlinese d’adozione. La sua musica è cresciuta tra le due capitali europee che ha avuto vita, per la prima volta, con l’uscita dell’EP If You’re Right, It’s Alright. Ha collezionato più di un paio di sold-out in Germania mentre in Italia, la sua terra natia, è ancora troppo poco conosciuto. Quindi oggi siamo qui, non solo a presentarlo, ma anche a segnalarvi alcuni dei suoi brani-gemma per i quali perderete la testa. Go Rilla è solo uno dei tanti brani che ti rapiscono: potente ed accattivante. Poi Head Sonata (Love Control), Blindmaker e – la mia preferita – Time Is Your Gun. Cioè, se chiedete a me, dovreste ascoltarvelo tutto l’album, ça va sans dire.

Canzone consigliata: Head Sonata (Love Control)

Mahmood – Gioventù Bruciata

Il 2019 è stato l’anno di Mahmood, su questo non ci piove. Il 1 febbraio al suo concerto milanese andato in scena all’Ohibò eravamo si e no un centinaio di persone. Poi, solo dieci giorni dopo, si verifica quella che non si può nemmeno definire una svolta, bensì una vera e propria esplosione, tanto potente quanto inaspettata. Alessandro si presenta sul palco dell’Ariston come un performer navigato e con un brano fortissimo che, in confronto alle altre canzoni in gara, pare essere stato scritto nel futuro. E nonostante non sia noto al grande pubblico, succede l’impensabile: non solo riesce ad arrivare sul podio, ma vince il Festival di Sanremo. E il successo è travolgente non solo nel nostro paese perché, grazie alla successiva partecipazione all’Eurovision Song Contest, Soldi è diventata una hit a livello globale e Mahmood un artista in grado di macinare sold out in tutta Europa. E se nel 2018 Gioventù Bruciata era un EP di soli 5 brani, a marzo 2019 si è trasformato in un album vero e proprio, composto da 11 canzoni (fra cui una versione di Soldi in duetto con Guè Pequeno di cui avremmo volentieri fatto a meno). Un disco solido e attuale, in cui si mescolano Milano, le storie d’amore annacquate dall’alcol, la malinconia e anche un pizzico di Egitto.
Mahmood è una delle cose migliori successe al panorama musicale italiano negli ultimi anni e non ci resta che augurargli il meglio.

Canzone consigliata:Il Nilo nel Naviglio

 

See Maw – Ghiaccio

Ghiaccio è il debut di See Maw (da leggersi See Moh) che ha anticipato uno degli EP che da un paio di mesi ho in rotazione no-stop in cuffia, Depre Mood, il quale mi ha fatto innamorare di un artista sì emergente ma che suona già avviato, come se fosse l’embrione del futuro Cosmo 2.0. Il debutto sulle scene, dove sullo sfondo splende la beata Madunnina, avviene con un album dove gli ormai noti beat di autotune sono i protagonisti di ogni traccia, a cui però vengono accostati elementi soul, come i semplici accordi di chitarra, che mi  ricordano il suo concittadino che sta spopolando al momento Venerus, a cui See Maw strizza l’occhiolino anche tramite un cantato velatamente trap, velatamente stanco e annoiato, il tutto autoprodotto. Canzoni come Passa sono il sottofondo perfetto per veder scorrere i neon di Milano fuori dal finestrino dell’ultima corsa del tram che ti riporta sta portando a casa, mentre Shh potrebbe essere l’alternativa giusta dopo un ascolto incessante di quel 68 di Ernia che ci ha accompagnato per tutto il 2019.

Canzone consigliata: Passa

Nico LaOnda –  Tutto Bene

Baffo demodè, vecchie foto e cartoline ancora in analogico utilizzate per le cover dei suoi singoli e del suo album, Lucio Battisti come spirito guida, un animo italiano al 100% nonostante la residenza in quella New York dalle mille luci che non si spengono mai, questi potrebbero essere gli elementi per riassumere Nico LaOnda. Se sguazzi nel cantautorato, se hai un’intera playlist dedicata alle canzoni italiane dall’alurè triste e se ti piace Giorgio Poi allora perchè non hai ancora ascoltato Tutto Bene? Si passa dall’organetto languido anni ’60 in Fratello Gemma al cantanto scanzonato in stile Mac DeMarco in Aria di primavera, fino ad arrivare a testi immediati e candidi come quelli di Casco Ribelle: «ah questa notte che se ci sfioriamo se ne va l’anima» da trascrivere su qualche Moleskine ormai sgualcita. Se non vi abbiamo ancora convinti, giochiamo l’ultimo asso: Nico ha appena pubblicato, Calboni, un singolo natalizio, con quel sapore smielato tipicamente anni ’80, registrato al Pom Pom Studio insieme agli amici Weird Bloom.

Canzone cosigliata: Fratello gemma

Laago! – Le fasi del sonno

Se dovessi descrivere questo progetto con la prima impressione che ho avuto poco dopo aver premuto il tasto play per la prima volta direi che Andrea Catenaro, in arte Laago!, adatta quelle sonorità internazionali a cavallo tra il malinconico e lo psichedelico alla poetica della parola italiana. Come le migliori band emergenti americane e inglesi, il ragazzo non ha paura di tornare ad imbracciare la chitarra elettrica e crearci suoni leggeri e lisergici, facendo spallucce verso sintetizzatori e tastierone, e dando vita a pezzi torbidi come Il mostro di cleveland, da cui mi sembra di percepire echi di quel sound DIY anni ’90 in stile Verdena,  ai quali, non a caso, Laago! è stato accostato. Il pupillo della 42 Records ci presenta un lavoro sul sonno, fenomeno visto in chiave reale, quello fatto che viene di notte, preambolo del dormire, ma anche in senso metaforico, come l’immobilità che può colpire l’essere umano. Sicuramente un progetto interessante da non farsi scappare se si cerca qualcosa di originale e di nicchia.

Canzone consigliata: Dormi!

Eugenia Post Meridiem – In Her Bones

Quante volte vi capita di ascoltare una canzone di un gruppo sconosciuto, dare per scontato che sia inglese o americano, salvo scoprire poi che è nostrano? Non molte, vero? Ecco: gli Eugenia Post Meridiem sono la felice eccezione. Genovesi, ma cosmopoliti nell’animo, cantano in inglese (e perfettamente, senza irritanti accenti maccheronici) e stanno dimostrando passo dopo passo, che anche agli albori degli anni Venti del nuovo Millennio è possibile dare un senso a nuova musica usando strumenti “tradizionali” come chitarra, basso e batteria. In Her Bones, il loro debut dell’anno appena passato, è una piccola gemma, un’onda che s’infrange sulla riva e che ti trascina lentamente in mare aperto, per cullarti. Lasciatevi quindi trasportare dalla voce di Eugenia e dalle armonie degli strumenti di Matteo, Giovanni e Matteo. 

Canzone consigliata: Mad Hatter

Daykoda – All of Me

Lo avevamo già citato a metà del 2019 fra i 15 nomi dell’elettronica italiana che ci fanno volare. A luglio è uscito con il suo debut che lo classifica sotto il genere della dance elettronica. Ma per lui è stato fondamentale esplorare diversi campi del genere a cui si sente di appartenere. Così l’incontro tra il ragazzo bresciano Andrea e le vibes della nu-jazz, slow-mo beats e downtempo ha dato vita ai 10 brani che lo hanno portato ad essere uno degli artisti italiani da tenere sott’occhio per questo nuovo anno musicale. La capacità di Daykoda è di trasportare l’ascoltatore avanti e indietro, tra una dimensione terrena fatta di groove, ritmi funk e jazz ad un’eterea ma sprezzante aurea data dai synth e dalle tastiere. Con Dream Yoga e Transitions ha vinto la sfida e convinto sia la critica musicale che gli appassionati di musica che cercavano quel qualcosa in più che Andrea ci ha regalato con All of Me.

Canzone consigliata: Transitions

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