Sabato 18 aprile è il diciannovesimo Record Store Day, la giornata concepita nel 2007 negli States come forma di autopromozione dei negozi di dischi indipendenti in quanto veri e propri avamposti di cultura nel mondo. Un evento, che soprattutto in origine rappresentava veramente una presa di coscienza collettiva di addetti ai lavori, artisti, fan e collezionisti come membri di una rete universale fatta di musica e cultura.
È infatti il 2007 quando Eric Levin, Michael Kurtz, Carrie Colliton, Amy Dorfman, Brian Poehner e Don Van Cleave decidono che è arrivato il momento di rendere giustizia a tutto il lavoro dietro le quinte dei negozi di dischi indipendenti che sgomitano e lottano per sopravvivere in un mercato dominato dalle multinazionali. Da allora, ogni terzo sabato di aprile, è ufficialmente il Record Store Day, un'occasione per gli artisti di tutto il mondo di pubblicare versioni inedite, ristampe o edizioni speciali di loro lavori ai fan, spesso accompagnati con comparsate nei negozi di dischi aderenti e con sessioni live a sorpresa.
E così ogni anno etichette discografiche di tutto il mondo annunciano stampe speciali per questa giornata altrettanto speciale: per quest'edizione 2026 abbiamo selezionato per voi 10 vinili da non lasciarvi sfuggire.
AIR - Moon Safari (The Athens Concert)
Il disco è di per sé un must have, ma la qualità dei live del duo francese rende questa versione di Moon Safari ancora più appetitosa. Siamo nel 1998, i connazionali Daft Punk stanno spostando l'attenzione sulla Francia grazie al loro debutto, Homework (1997), e il French Touch torna ad incantare mezzo mondo: gli AIR trovano tutte le condizioni ideali per lanciarsi con un disco che è un concentrato di pop, elettronica e sintetizzatori, in una versione che porta l'ascoltatore all'immersione più totale.

Ian Brown- Music of the Spheres
Quando si parla di icone della storia della musica inglese, si intende esattamente il tipo di personaggio che è Ian Brown. Il leader dei mitologici Stone Roses, per i quali non è necessaria alcuna introduzione, lascia la band dopo appena due dischi - comunque sufficienti ad influenzare la scena inglese per sempre - e parte per un periodo di disintossicazione dal mondo della musica. Tornerà nel 1998 con il suo debutto solista e appena tre anni dopo se ne uscirà con Music of the Spheres, un concentrato di britpop, big beat e di tutte le nuove contaminazioni emerse nel corso del suo pellegrinaggio. Quest'anno è il 25esimo anniversario dell'uscita del disco e se ancora non è nella vostra collezione, è l'occasione perfetta per rimediare.

Jeff Buckley - Live À L'Olympia
Compie 25 anni anche un album live di quel talento pazzesco che fu Jeff Buckley, il secondo postumo dopo la sua prematura scomparsa nel 1997. Live À L'Olympia contiene 11 brani registrati nel corso di due concerti tenuti a Parigi tra il 6 il 7 luglio 1995, visto il particolare affetto che la Francia dimostrò sin dagli esordi proprio per Buckley. A rendere il disco ancor più appetibile sono le cover di brani di Nina Simone e Led Zeppelin (con una sorta di parodia di Kashmir), una versione di Hallelujah in cui, sulle ali dell'entusiasmo, Buckley si lascia andare a versi inediti e un duetto con l'azero Alim Qasimov sulle note di un brano interpretato a un festival di musica spirituale.

John Frusciante - To Only Record Water For Ten Days
Altro disco, altro anniversario per i 25 anni - d'altronde è proprio il principio su cui si fonda il Record Store Day. Che John Frusciante non fosse semplicemente "il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers" fu chiaro sotto duplice forma: sia per la qualità (inferiore) dei lavori dei RHCP in cui lui stesso non era presente, sia per la qualità dei suoi progetti personali frutto della prima separazione del gruppo nel 1992 (chiedere ai Water From Your Eyes quanto siano stati influenti nella loro carriera). La chitarra la fa da padrona, ma non mancano le sperimentazioni con diversi filtri e pedali e soprattutto con la vocalità, forzatamente in secondo piano nella band. Going Inside e Murderers sono due bombe e le potete trovare in questo concentrato di blues e grunge.

Khruangbin - White Gloves II / M. Blanc
Se vi piacciono le strumentali e le atmosfere desertiche del centro-sud del continente americano, questo è il disco che fa per voi. I Khruangbin si sono fatti strada negli ultimi 10 anni attraverso progetti in grado indistintamente di cullare e far ballare l'ascoltatore, e nel contempo rievocare un preciso immaginario legato al Texas e all'America centrale. Ma non è solo estetica: il trio suona che è una meraviglia e ogni live è un esercizio di stile per alzare il livello. Per il Record Store Day 2026 la band texana reimmagina due brani del loro disco di esordio (The Universe Smiles Upon You del 2015) e possiamo già aspettarci grandi cose vista la loro recente pubblicazione di un progetto simile legato allo stesso disco.

Muse - Muscle Museum EP
Con il Muscle Museum EP invece entriamo di prepotenza nel territorio dei collezionisti. I Muse registrano e pubblicano l'EP in questione tra il 1998 e il 1999 e la tiratura è di quelle super limitate: 999 pezzi per la primissima edizione. Composto di 6 tracce - o almeno lo era quello originale, non è dato certo se ci siano state aggiunte -, cinque delle quali verranno rimasticate e ripubblicate negli anni successivi nei vari dischi della band. Muscle Museum è il debutto ufficiale della band, il primo passo di una lunga carriera che li ha portati a riempire gli stadi di tutto il mondo.

Phoenix - Alphabetical
Torniamo in Francia per parlare di un altro dei gruppi che hanno saputo sfruttare la new wave del French touch: i Phoenix. Esordio nel 2000, ma successo globale raggiunto proprio con Alphabetical nel 2004 per la sua capacità di presentare un perfetto saggio indie pop, ma estremamente melodico e con groove ipnotici fatti apposta per ballare. I think I'd better run, run, run, run... al vostro negozio di fiducia per assicurarvelo!

Suede - Antidepressants Demos
Resa dal vivo encomiabile da sempre e una competizione che li ha spesso costretti a una sorta di secondo piano, ma i Suede non si discutono. Nonostante non abbiano vissuto un vero e proprio momento nella cultura mainstream - e non è affatto un male - la band londinese non si è mai seduta e ha continuato imperterrita il suo viaggio evolutivo iniziato più di 35 anni fa. Antidepressants è il loro ultimo disco (che ci hanno raccontato loro stessi qui), pubblicato a inizio settembre 2025, e in occasione del Record Store Day 2026 la band di Brett Anderson ci regala 11 versioni inedite degli altrettanti brani contenuti nell'ultimo disco per guidare l'ascoltatore nel processo creativo che li ha poi portati alla versione ufficiale. Praticamente il sogno di ogni fan.

The Cure - Acoustic Hits (25th anniversary edition)
Dobbiamo davvero motivare questo consiglio? Altro pezzo di storia della musica: i Cure sono una delle band più iconiche della musica UK, grazie a brani di enorme successo ed una voce altrettanto iconica, oscillante tra il post-punk dei Joy Division e l'indie rock embronale degli Smiths. Nonostante le chitarre elettriche siano state fondamentali nel corso della loro carriera, Robert Smith se la cava piuttosto bene anche in acustico e quest'anno ricorre proprio il 25esimo anniversario di Acoustic Hits, uscito a braccetto con il famosissimo Greatest Hits (peraltro ristampato per questo RSD).

The Vaccines - What Did You Expect From The Vaccines Demos & B-sides
Uno dei debutti più iconici della nuova ondata indie rock UK è stato sicuramente quello dei Vaccines nell'ormai lontano 2011, che ha rinvigorito il movimento fatto di ritornelli da stadio e da pogo ai concerti e di chitarre incalzanti. Dopo 15 anni, la band londinese regala ai fan una versione di What Did You Expect From The Vaccines? arricchita da succulente demos e B-sides suonate nel corso degli anni a festival e nel corso dei loro innumerevoli tour.
