7 racconti d’amore in 7 canzoni dal nome di donna

by Giada Agnoli

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San Valentino è passato da un po’, come anche la festa della donna. Ma noi in realtà ci sentiamo di omaggiare l’amore e tutte le sue declinazioni ogni giorno dell’anno. Abbiamo scelto sette storie d’amore, tutte molto diverse una dall’altra per dimostrarvi che l’amore non ha età, non ha sesso e soprattutto che è imprevedibile.

Angie – Rolling Stones

Angie, Angie when will those clouds all disappear?
Angie, Angie where will it lead us from here?
With no loving in our souls
And no money in our coats
You can’t say we’re satisfied

Angie uscì nell’agosto del 1973 all’interno dell’album “Goats Head Soup”, fu scritta da Keith Richards che affidò il testo e la sua interpretazione al collega Mick Jagger. Il brano racconta di una donna molto amata ma allo stesso tempo difficile da conquistare, prima adorata in maniera eccessiva e tutto d’un tratto abbandonata, forse infine dimenticata. Angie descrive un amore finito, intenso, di una storia mai costruita.

Ma chi è Angie? Il brano alimenta fin dal momento della pubblicazione un grande flusso di leggende metropolitane legate alle storie amorose dei membri della band, legate in particolare all’identità mai confermata della protagonista. Tante le ipotesi. Forse Angie sarebbe Angela Bowie, moglie di David e anche amante di Mick Jagger. Qualcuno pensa che possa essere la figlia di Richards, anche se il testo non sembra molto appropriato. L’opzione più plausibile è che Angie sia dedicata ad Anita Pallenberg, la donna che spezzò il cuore a tre membri della band, Brian, Mick e Keith. Fu fidanzata con Jones per circa tre anni, ma si lasciarono a causa della sua tossicodipendenza e al suo ricovero urgente in ospedale. Quando Jones si riprese, Anita si era ormai fidanzata con Richards, tanto da sposarlo ed avere dei figli con lui. Questo provocò (direi ovviamente) la rottura dell’amicizia fra i due musicisti. Il matrimonio non durò molto ed Anita si fidanzò con Mick Jagger, ma anche questa relazione non andò molto avanti, perché nacque e morì sul set del loro film. Insomma, diciamo che nonostante le possibili teorie, noi preferiamo non sapere a fondo la verità, in modo da aumentare il fascino di questa pietra miliare del rock e delle canzoni d’amore.

Io e Anna – Cesare Cremonini

Ti ho vista consumarti fino a diventare polvere
Lo so che vuoi lasciarmi perché non lo sai nascondere

Io e Anna è l’ideologico sequel della storia della favola adolescenziale di Anna e Marco di Lucio Dalla. Cesare infatti, scrivendo il brano ha voluto immaginare cosa sarebbe successo davvero se il racconto di Dalla fosse davvero andato avanti. La chiave di lettura però è quella moderna e di come l’amore oggi sia diventato più freddo, probabilmente a causa dei social network e del desiderio di apparire, descrivendo anche la difficoltà del nostro tempo di saper o voler costruire rapporti a lungo termine.

Per apprezzare il testo di Io e Anna non si può fare a meno di guardare lo splendido video diretto da Edoardo Gabriellini, dove Marco è interpretato proprio dal nostro Cesare. Il video inizia con un finale, perché sì, Anna e Marco si sono appena lasciati: nella parte sinistra dello schermo vediamo come Anna reagisce alla chiusura del rapporto, mentre sulla destra come Marco, o meglio, Cesare, vive la situazione. Nella clip si susseguono una miriade di metafore e ricordi. Uno di questi è quello che il regista fa vivere a “Donna” e a “Uomo”, due innamorati che fanno ricordare a Marco la felicità condivisa con Anna.

Ma la scena più toccante del video avviene all’interno del locale dove lavora Anna come barista e dove si reca Cesare. Dalle clip, si presuppone che sia lei a portargli il caffè, grazie a intensi sguardi che i due si scambiano e al fatto che lo schermo per diversi attimi sia occupato solo da Anna. Marco, in realtà, riceve il caffè da un’altra barista (“Non lei”) ed Anna ha portato il caffè ad un altro cliente (“Non lui”). Beh, un azzardo io mi sento di farlo dai, se Lucio fosse qui apprezzerebbe il bellissimo lavoro di Gabriellini ma soprattutto l’intenso testo scritto da Cesare.

Joanne – Lady Gaga

Take my hand, stay Joanne
Heaven’s not Ready for you
Every part Of my aching heart
Needs you more Than the angels do

 Con l’album “Joanne, pubblicato nel 2016, Lady Gaga appende al chiodo il cappello del genere elettropop per dedicarsi ad un progetto musicale più intimo, acustico ed umano. L’intero album è stato dedicato alla zia dell’artista, Joanne Germanotta, che morì quando Gaga aveva solo 19 anni a causa della malattia autoimmune lupus. L’obiettivo del disco è stato quello di riuscire a pubblicare storie profonde della sua vita, in modo da toccare la sensibilità di chi le ascolta. Un vero e proprio cambio di stile da parte di Lady Gaga, diventata famosa grazie a hit estremamente pop e alle sue esagerazioni, dimostrate nei suoi clip video e nel suo stile, spesso nel vestire abiti eccentrici.

L’omonimo brano Joanne è il più struggente tra gli undici pezzi dell’album, ed è in tutto e per tutto una canzone d’amore, che racconta delle domande che la nipote non è mai riuscita a porre alla zia, alla malinconia che ogni giorno la accompagna da quando non c’è più e soprattutto narra del bel ricordo di Joanne che la cantautrice si porta nel cuore. Sono davvero pochi i pezzi che nella musica vengono dedicati ai parenti (genitori e figli esclusi, ovviamente) e proprio per questo motivo ho scelto Joanne come brano d’amore, perché è insolito e tenero, proprio come i sentimenti che Gaga prova verso la zia.

Camilla – Galeffi

Camilla colleziona libri per
Far l’intellettuale come se
Bastasse poi sfogliar tre pagine
Per essere diversa e un po’ bohemienne

In realtà Camilla è Clelia, ma a quanto pare alle orecchie del cantautore romano Galeffi quel nome non suonava bene. La storia è più o meno questa: Marco usciva da una lunga e massacrante storia d’amore durata più di tre anni e Clelia (o Camilla, vedete un po’ voi come chiamarla) era una ragazza perfetta, la classica supergnocca che rapisce il cuore debole di un ragazzo appena scaricato dalla fidanzata; faceva proprio al caso suo. La storia con Clelia però non è andata a buon fine, a quanto pare per motivi di noia. Galeffi infatti ha dichiarato che quando passava un po’ di tempo con lei non vedeva l’ora di tornare dagli amici a parlare di calcio, come se con la povera ragazza si rompesse le palle. Diciamo che questo non è proprio la prima cosa che una donna vuole sentirsi dire da un uomo, però almeno oggi può ammettere di averci guadagnato una canzone indie.

La descrizione di Camilla è superficiale ma allo stesso tempo tenera e sottile, racconta di come amasse la letteratura ed il cinema, del suo stile e di alcune sue passioni. Insomma, la storia d’amore con Camilla non è andata a gonfie vele, ma una canzone carina, allegra, ballabile e anche un po’ ironica Galeffi è riuscita comunque a tirarla fuori dai.

Georgia – Vance Joy

She is something to behold
Elegant and bold
She is electricity
Running to my soul, oh

Classe 1987, Vance Joy non conquista solo la sua terra d’origine, l’Australia, ma riesce a raggiungere alte posizioni nelle classifiche di tutto il mondo. Georgia è uno dei singoli rilasciati dal primo album in studio “Dream Your Life Away, pubblicato nel 2014 e prodotto da Ryan Hadlock, lo stesso dei Lumineers. Non è un caso, infatti, che il sound presente nell’intero album sia riconducibile ai suoni folk della band statunitense.

Ma veniamo al brano che, oltre ad essere la canzone preferita dall’autore stesso, è un omaggio non solo a una ragazza e all’innamoramento, ma anche alla canzone di Ray Charles Georgia on My Mind. Georgia è frutto di un’intensa ricerca di perfezione, durata oltre otto anni. Vance, infatti, cominciò a scriverla nel 2006, ma solo nel 2014 riuscì a concluderla e a trovare una melodia che lo soddisfacesse. L’autore descrive il momento in cui scelse finalmente la melodia e l’arrangiamento come un momento magico ma soprattutto come una conquista.

Il video è ambientato in un campo di battaglia in occasione di una guerra non definita dal regista. Ad un certo punto però, uno dei soldati rimane gravemente ferito ed un suo compagno lo prende in braccio cercando di portarlo in salvo; ormai in punto di morte, i due uomini si scambiano un bacio molto intimo e toccante. Il video si contrappone molto al testo del brano, dove Georgia è sicuramente una donna, amata e venerata dal protagonista, che si è aperto a lei, facendole vedere ogni tratto della propria personalità. Georgia riesce sempre a fargli perdere la testa, grazie ai suoi baci, al suo sguardo ed al suo amore. Il testo è molto toccante, proprio come il video, ed anche se sembra che i due non c’entrino niente l’uno con l’altro, la tenerezza è uno dei tratti in comune, insieme alla semplicità nel raccontare sentimenti tutt’altro che scontati.

Angela – The Lumineers

The strangers in this town,
They raise you up just to cut you down
Oh Angela it’s a long time coming

Il secondo album dei Lumineers, “Cleopatra”, è riuscito a confermare il successo del primo, ma in un modo completamente diverso. Perché Cleopatra in realtà ci fornisce la descrizione di tre donne tramite il racconto di diverse ferite dolorose tipiche dell’amore giovanile: Ophelia, Cleopatra e AngelaOphelia rappresenta il primo e tenero amore, che in passato dominava la mente del protagonista, il suo cuore ed i suoi sentimenti. Si descrive un amore vergine e puro, quasi senza difetti perché appunto incontaminato.

La seconda donna presente nell’album è Cleopatra, che ci descrive il lato più doloroso dell’amore, quello mai vissuto e consumato, probabilmente a causa di mancanza di coraggio o perché lo si comprende quando ormai è troppo tardi, e rimpianto per il resto della vita. A chi non è mai capitato di pentirsi di non essersi mai messi in gioco o di non aver mai fatto il primo passo? Ecco, Cleopatra racconta proprio di questo, di un amore tanto insolito quanto probabile.

Anche la ragazza di Angela vuole fuggire come Cleopatra, ma non vuole fuggire dal proprio pentimento, ma in realtà il suo obiettivo è proprio quello di scappare alla ricerca di qualcosa. È come se stesse abbandonando le radici per abbracciare una nuova libertà tanto desiderata, più vicina alla natura che la circonda. La vera natura, però, non è la foresta che cerca, ma è dentro di lei. La selva rappresenta l’incessante ricerca da parte della protagonista di un’interiorità personale, e quindi rappresenterebbe un amore dedicato a se stessi, alla propria persona.

Delilah – Queen

Delilah, oh my,
You’re unpredictable oh,
You make me so very happy
When you cuddle up and go to sleep beside me

 Come ultimo brano ho voluto proporvi una storia d’amore molto insolita, ma non per questo meno importante.

Come molti ormai sanno, anche grazie all’uscita del film nelle sale Bohemian Raphsody dello scorso novembre, Freddie Mercury amava circondarsi di felini, definiti da lui come l’unica gioia quando era di ritorno da un tour. Si vociferava perfino che il frontman amasse i suoi amici ancor più degli esseri umani, al punto tale da dedicare alcune delle sue canzoni a loro, tra cui Delilah, contenuta all’interno dell’album “Innuendo”. All’epoca, quando molti ancora non conoscevano l’amore pazzo che provava verso i numerosi coinquilini felini, credettero che il brano fosse dedicato ad una donna misteriosa e che raccontasse la loro storia d’amore, ma in realtà l’intera composizione è stata composta per quel soriano che rubò il cuore della rockstar.

La loro storia d’amore continuò fino agli ultimi giorni di vita del cantante, sono diverse, infatti, le foto che ritraggono Freddie già ammalato con ai piedi la micia, sempre accanto al padrone. Il gatto fu affidato alle cure dell’amica di una vita Mary Austin, che tuttora vive nella tenuta di Kensington con diversi altri gatti, forse in onore dell’amore folle che il frontman dei Queen provava per queste affascinanti creature.

A proposito di nomi, abbiamo creato anche una playlist a tema nomi tutta da ascoltare.

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Giada Agnoli

Ai concerti mi emoziono così tanto da dimenticarmi di respirare

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