17 marzo 2020

7 super canzoni dalla colonna sonora di I'm Not Okay With This

A distanza di poco più di tre mesi dall’uscita della seconda stagione di The End Of The F***ing World, Netflix ci delizia con un altro teen drama dai toni vintage per gli amanti del dark humor in salsa hipster. I’m Not Okay With This aggiunge alla rabbia adolescenziale e alla tempesta emotiva dei protagonisti outsiders, l’elemento sci-fi dei superpoteri. La prima stagione si compone di 7 episodi da circa venti minuti ciascuno e, presentandoci i personaggi, i loro background e il setting dell’azione (la profonda provincia americana dei sobborghi di Pittsburgh), prepara il terreno agli eventi che probabilmente infittiranno la trama della prossima (o prossime?) stagione.

Come facilmente riconoscibile dall’estetica, I’m Not Okay With This è realizzato dai produttori di Stranger Things e creato da Jonathan Entwistle (già regista di The End Of The F***ing World), qui in coppia con l'esordiente Christy Hall. E, come il precedente lavoro di Entwistle, è anch’esso tratto da una graphic novel (molto più cupa e macabra del suo adattamento televisivo) di Charles Forsman. La serie narra le (apparentemente) ordinarie avventure quotidiane di un'adolescente introversa e scontrosa, amorevole con il fratellino ma perennemente in lotta con la madre e afflitta da incontrollabili scatti d’ira connessi alla morte del padre. La protagonista Syd, è interpretata da Sophia Lillis (già nel cast di It e Sharp Objects). Il bizzarro e adorabile vicino di casa Stan è il suo ex compagno di set Wyatt Oleff (era Stanley Uris in It). L'affabile migliore amica Dina, "divisa" tra Syd e l'aitante Brad, è Sofia Bryant. Tra teste-trofeo di animali imbalsamati, pareti in legno, sale da bowling e pullover sbiaditi, i Nostri affrontano amori nascenti, amicizie traballanti, tensioni con i genitori e incontrollabili superpoteri.

Come mi è già successo per altre serie tv recenti (come la sopracitata The End Of The F***ing World, Sex Education, Lovesick e molte altre), a colpirmi, oltre l’ambientazione, lo humor nero e l’irriverenza dei temi trattati, è stata la colonna sonora. Qui riveste un ruolo quasi didascalico. Il primo episodio si apre sulle note dei Kinks che urlano «I’m not like everybody else», lasciandoci intuire che, nonostante il voice-over della protagonista ci garantisca la sua ordinarietà, in realtà, è tutt'altro che una ragazzina qualunque.

La maggior parte delle tracce inserite nella soundtrack sono della band di fantasia Bloodwitch, il gruppo preferito di Stan, dietro il quale si cela nientepopodimenoche Graham Coxon, chitarrista dei Blur e già artefice della colonna sonora di The End Of The F***ing World (di cui avevamo parlato qui). Graham realizza 11 brani di un rock dai suoni sporchi ma tutto sommato morbidi, che occhieggiano a Velevet Underground, My Bloody Valentine e The Jesus and Mary Chain. Coxon ha immaginato la band come un duo underground di giovanissimi (un ragazzo e una ragazza), di cui colloca il debutto idealmente nel 1983 con il singolo Motorcade. Ha ingaggiato l'attrice sedicenne Tatyana Richaud per interpretare la cantante dei Bloodwitch e registrare le tracce. Pare che all'ex Blur inizialmente fosse stato commissionato un solo brano, dal titolo Fly, (che appare in ben due episodi), ma che poi si sia preso così bene con il progetto da creare un vero e proprio album (che trovate su Spotify). Il suono dei Bloodwitch è stato definito dal suo ideatore "cute folk horror", dicitura che potrebbe funzionare benissimo anche per lo stile dello stesso show. Il duo vintage e romantico riporta perfettamente in musica l'essenza del binomio Syd-Stan.

In generale, rispetto alle sonorità molto fifties e sixties che si contrapponevano alle ciniche avventure di James e Alyssa (creando un geniale effetto straniante), qua abbiamo (anche) sonorità più cupe e underground, un po’ shoegaze, un po’ new wave. Oltre ai Kinks e ai Bloodwitch infatti troviamo i Cults, i Pixies, Echo & The Bunnymen e The Lemon Twigs, per citarne alcuni. Ci sono però anche intrusioni dance ed electropop in corrispondenza dei momenti più "high school", come le feste in casa e il ballo di inizio anno. Two Hearts dei NZCA LINES e L.O.V.E. dei Robin Loxley & Slow Wave accompagnano Syd e Dina alla festa di Ricky e sottolineano l'emotività della loro prima sbronza. E, specialmente nell'ultima puntata, tutta ambientata al ballo -stranamente molto anni Ottanta- della scuola, abbondano le tracce dance, dagli Aztec Camera ai Roxy Music. La stagione poi si chiude con la svolta inquietante e surreale che aspettavamo dal primo episodio, sulle note di The Killing Moon degli Echo & The Bunnymen (sempre bellissima, ma per me indelibilmente associata alla sequenza d'apertura di Donnie Darko).

Gli anni Ottanta ammiccano anche dai completi appariscenti di Stan e dai rimandi cinematografici, come la scena della "detention" in palestra che omaggia Breakfast Club, (come per altro, l'episodio 7 della seconda stagione di Sex Education), in cui personaggi dalle personalità molto diverse tra loro vengono costretti a trascorrere insieme un intero pomeriggio, permettendo a confessioni, confronti e incomode verità di venire a galla. Tra i continui richiami agli anni Ottanta, gli sguardi incazzati e le giacche sdrucite della eroina dai capelli corti, e la scena del sangue dal naso nel primo episodio, si susseguono i dejavù e le associazioni mentali a Stranger Things. E non è per forza un male.

Negli episodi 5 e 6 scarseggiano i brani veri e propri ma abbondano effetti sonori e brevi temi musicali che creano suspance e suggestioni.

Ecco tutte le tracce contenute nella stagione 1, in ordine di apparizione, episodio per episodio. Ho scelto una canzone particolarmente significativa o interessante, per ogni puntata. Buon ascolto!

Episodio 1 - "caro diario..."

Il primo episodio si apre con una scena misteriosa e un po' disturbante, che ricorrerà in quasi tutte le puntate, per esserci poi spiegata (ovviamente) nell'episodio 7. Come già accennato, la serie si apre sulle note dei Kinks, con il loro inno all'anticonformismo I'm Not Like Everybody Else, che definirei la traccia più iconica, quasi la sigla, di tutta la serie. Il brano, scritto da Ray Davis e cantato dal fratello Dave, è stato pubblicato nel 1966 come B-side di Sunny Afternoon. In questo episodio 1,  attraverso il diario che le è stato chiesto di scrivere dalla consulente scolastica per elaborare il lutto del padre e gestire la rabbia, scopriamo la vita di Syd, le sue amicizie, la sua famiglia, i suoi (dis)interessi.

«And I don't want to ball about like everybody else/ And I don't want to live my life like everybody else/ And I won't say that I feel fine like everybody else/ 'Cause I'm not like everybody else/ I'm not like everybody else»

L'episodio contiene le seguenti canzoni:

The Kinks - I'm Not Like Everybody Else

Shirley Ellis - I See It, I Like It, I Want It

Blouse - Into the Black

Connie Conway - I Should Not Be Seeing You

Bloodwitch (Graham Coxon) - Fly

Cults - Bad Things

Episodio 2 - "il maestro della sveltina"

In questo episodio Syd si avvicina al (o meglio, viene avvicinata dal) suo strambo vicino di casa Stan, scoprendo che «forse ci potrebbe essere più Stanley Barber» di quanto potesse immaginare. Nell'esilarante scena in cui Stan la affianca per strada in macchina e le offre un passaggio, Hey Little Girl dei Bloodwitch suona nell'autoradio e esce dal finestrino che si abbassa (con una lentezza imbarazzante). La voce angelica della giovanissima cantante descrive quasi maniacalmente la situazione, le emozioni e le intenzioni dei personaggi.

«Hey, little girl/ You wanna cut me off/ Hey, little girl/ Hey, little girl/ I'm really likin' your fringe/ Yeah, yeah/ Hey, little girl/ You really got me shy, hey/ Hey, little girl/ I hope you're goin' my way»

L'episodio contiene le seguenti canzoni:

Thunderboots - I Remember Lucy

Bloodwitch (Graham Coxon) - Hey Little Girl

Midnight Sister - Clown

Bloodwitch (Graham Coxon) - Skipping Stones

Bloodwitch (Graham Coxon) - Vanilla Skin

Roger Miller - Chug-a-lug

Karen Dalton - Something on Your Mind

Andrea Litkei & Ervin Litkei - Little Girl

Bloodwitch (Graham Coxon)  - Forever and Never

Captain Beefheart & His Magic Band - I'm Glad

Episodio 3 - "la festa è finita"

La terza puntata gira tutta intorno alla festa di Ricky, popolare amico di Brad. Una delle canzoni che fanno da sottofondo alle partite di birra pong, ai brindisi e ai balli sfrenati di Syd e Dina, è Two Hearts dei NZCA LINES, la band synthpop inglese composta da Michael Lovett, Charlotte Hatherley e Sarah Jones. Anche qui le parole del testo sembrano dar voce ai sentimenti e alle relazioni complicate dei protagonisti.

«Two hearts, get together/ I lose in the storm/ Too far from each other/ Too late to be alone/ [...]/ Then don't tell me we're lost/ 'Cause I've been waiting for you/ Don't tell me we're lost/ 'Cause I've been waiting for you tonight»

L'episodio contiene le seguenti canzoni:

The Windbreakers - All That Stuff

Bloodwitch (Graham Coxon) - Gotta Have Soul

Paul Young - Every Time You Go Away

Nervous Norvus - I Wish I Was a Money

Lemon Twigs - As Long As We're Together

NZCA LINES - Two Hearts

Rick Springfield - Jessie's Girl

Robin Loxley & Slow Wave - L.O.V.E.

Stud Cole - Burn Baby Burn

Episodio 4 - "con stan al mio fianco"

L'episodio 4 si apre con una spassosissima (e tenerissima) sequenza di Stanley, che si prepara per incontrare Syd sprigionando tutta la sua "stanleytudine",  sulle note di The King of Rock 'N' Roll dei Prefab Sprout. La cult band sperimentale nata in Inghilterra nei primi anni Ottanta e capitanata da Paddy McAloon, deve il suo nome (volutamente privo di significato) a un mis-spelling del testo di una canzone di Nancy Sinatra. L'ironico e surreale testo di The King of Rock 'N' Roll vi rimmarà appiccicato in testa, soprattutto se associato alle magnifiche mosse di Stan davanti allo specchio.

«Hot dog,  jumping frog,  Albuquerque!»

L'episodio contiene le seguenti canzoni:

Prefab Sprout - The King of Rock 'N' Roll

Little Murders - She Lets Me Know

Bonnie Tyler - Holding Out For A Hero

Spence Bare - Stranger

Episodio 5 - "un altro giorno in paradiso"

Solo due tracce per la puntata ambientata a scuola durante il pomeriggio di punizione di Syd e amici. Pissed Punks (Go For It) dei Peter and the Test Tube Babies accompagna l'ingresso di Brad e Syd nella palestra, dove saranno costretti a scontare la propria pena. Mentre Don't Tell Him I Want Him To Know di Suzy Dickerson chiude l'episodio, dando ancora una volta voce ai pensieri di Syd. I Peter and the Test Tube Babies sono una punk band inglese formatasi nel 1978 e tutt'ora in attività. Vengono ricondotti al "Punk pathetique", sottogenere caratterizzato dalla presenza nei testi di umorismo e tematiche riguardanti la working-class.

«Well it's Friday night and the weekend's here, so let's start right with lots of beer/ I said "Hey gang let's hit the booze, hey gang give me some blues"/ 'cos I'm gonna stay awake all night»

L'episodio contiene le seguenti canzoni:

Peter and the Test Tube Babies - Pissed Punks (Go For It)

Suzy Dickerson - Don't Tell Him I Want Him To Know

Episodio 6 - "tale padre, tale figlia"

Syd scopre delle verità inedite sulle circostanze della morte di suo padre, che la aiutano a far luce su quello che le sta succedendo. Qui compare per la seconda volta Fly dei Bloodwitch, già presente nell'episodio 1 (in cui era la canzone "galeotta" che faceva appassionare Syd alla band, su consiglio di Stan). La canzone, ritmicamente monotona e cupa, accompagna la drammatica scoperta della ragazza di aver smarrito il suo diario, a fine episodio. È forse il pezzo più incisivo e rappresentativo della finta band di Graham Coxon.

«Let me hear your voice/ To bring me down/ I'm waiting for your lips/ To bring me round/ My life's shame and sorrow falling back/ Lead me from my head down underground/ Lying down until my soul turned flat/ Feel the magic break inside me now»

L'episodio contiene le seguenti canzoni:

Henry Hall and His Orchestra - Hush, Hush, Hush, Here Comes The Boogeyman

Bloodwitch (Graham Coxon) - Fly

Episodio 7 - "il segreto più intimo e nascosto"

I nostri eroi si apprestano ad affrontare il ballo scolastico, dove accadrà l'inimmaginabile. The Killing Moon dei Echo & The Bunnymen accompagna i peregrinaggi notturni e le riflessioni sconsolate di una Syd sconvolta e imbrattata di sangue (non suo). Effettivamente, come già constatato in Donnie Darko, l'eco lunare della voce di Ian McCulloch in questo pezzone del 1984, si sposa molto bene con le scene introspettive di personaggi borderlines e un po' inquietanti.

«Under blue moon I saw you/ So soon you'll take me/ Up in your arms too late to beg you/ Or cancel it though I know it must be/ The killing time/ Unwillingly mine»

L'episodio contiene le seguenti canzoni:

Mike Vickers - Sunshine Superman

Pixies - Here Comes Your Man

Paddy the Wanderer - Tied Up

Aztec Camera - Somewhere In My Heart

Roxy Music - More Than This

Roxette - It Must Have Been Love

Echo & The Bunnymen - The Killing Moon

David Marks & The Marksmen - That's Why

 

Qui la playlist con le canzoni in ordine cronologico: