Wrongonyou | Milano Parla Piano

by David M. Campese

Voto:

B-
Evoluzione

Il cambiamento è qualcosa di intrinseco alla vita. Cambiare stato, muoversi da un punto ad un altro, essere in ricerca. Sono tutti passaggi necessari per mantenerci vivi. Lo stesso vale per l’arte. Sì, perché l’arte è un moto, non la si può imbrigliare l’arte. Si possono sedimentare ed acquisire dei processi, ma c’è sempre bisogno di superare la paura per poter scoprire cosa si nasconde oltre ad essa.

Il nuovo album, Milano Parla Piano, di Marco Zitelli, in arte Wrongonyou, é una bella sferzata di novità sotto molti punti di vista. La prima: niente più inglese questa volta.

Il cantautore di origine romane ha deciso di scoprire la propria lingua madre anche in musica. Dopo aver costruito una carriera sulla scrittura in inglese ed avere un bagaglio musicale che si poggia prevalentemente sulla musica internazionale, penso che per Wrongonyou scrivere in italiano sia stato un po’ come reimparare ad andare in bicicletta.

Le lingue hanno molte differenze. Prima di tutto la tradizione musicale che ereditano: la musica inglese, specialmente nel genere folk, ha privilegiato molto l’uso del falsetto mentre l’italiano con la sua tradizione cantautorale ha più spesso prediletto una voce baritonale, quasi narrante. Il rapporto poi fra musica e voce è abbastanza equilibrato nella tradizione inglese mentre in Italia la musica è spesso messa in secondo piano rispetto alla voce protagonista.

Queste differenze non sembrano essere state un ostacolo però per Wrongonyou, il quale si è approcciato alla scrittura in maniera genuina, così come si presenta di persona, senza filtri.

Mi piace pensare che l’album cominci in inglese cantando «And this is Wrongonyou» per stabilire una connessione con il passato e prepararci alla novità dell’italiano.

La frase «ora esco e vado a respirare» contenuta in Atlante, trasmette in modo cristallino la sensazione che ho provato ascoltando quest’album, ovvero un senso di liberazione, pace e convinzione allo stesso momento. Il cambio di lingua non si percepisce come una forzatura imposta dai trend del mercato musicale italiano, bensì come un approdo necessario per respirare aria nuova, trasmettere in modo più diretto a tutti ciò che Wrongonyou ha da dire. Il brano è stato prodotto da Dardust che ha portato ad un arrangiamento urban trascinante e moderno.

Questo nuovo capitolo è segnato da un’evidente maturità. In Calma Calma, così come in altri passaggi dell’album, sembra quasi che Wrongonyou faccia da fratello maggiore dando una visione del mondo più obiettiva, che si prende il tempo necessario per godersi tutto quello che ci sta attorno.

Quando si ascolta della musica c’é spesso una ricerca di se stessi nei testi delle canzoni. Si tenta di immedesimarsi nella storia o di trovare in essa la propria di storia. Questo è quello che succede ascoltando Solo Noi Due poiché il testo rappresenta un vero e proprio spaccato di vita in cui moltissime persone possono ritrovarsi. Viene descritta in maniera fedele e concreta la giornata di una coppia, utilizzando delle immagini che fanno sorridere anche i cuori piú seri «le mie mani sono il doppio delle tue». Come in tutto l’album, ci sono molti momenti “chitarristici”, in particolare in questo brano in cui gli echi d’oltreoceano dell’artista Scarypoolparty si fanno sentire: accordature aperte sull’acustica, fraseggi rapidi ed un assolo di chitarra, elementi difficili da trovare di questi tempi in un album.

Il singolo dell’album, Mi Sbaglio Da Un Po’, è l’unico pezzo ad essere stato traslato dall’inglese all’italiano. Il sound e l’arrangiamento infatti rimandano al repertorio precedente di Wrongonyou: focus sulla chitarra, kick che trasporta la canzone e molte armonizzazioni vocali che raggiungono l’apice nel coro gospel dell’outro registrato in 28 voci dallo stesso artista. Il beat ti fa muovere la testa e la commistione fra il folk e gli hook pop, vedi «siamo malati di gravi di malinconia», trovano il giusto equilibrio.

La titletrack dell’album, non é una descrizione della città, bensì un invito. La canzone parla di un rapporto di coppia travagliato che può essere interpretato anche come rapporto che si ha con la città: «siamo noi due soli/e ci prendiamo a botte». Sono tanti i momenti in cui si vorrebbe fare a cazzotti con Milano. La metro affollata, le code in tangenziale, i prezzi alti di tutto. Da qui la richiesta di parlare piano che si vorrebbe fare alle orecchie della città, almeno per una notte. La metrica delle strofe è ben curata e dona al pezzo un gran groove mentre la melodia del ritornello è solida e rimane fissa in testa. Ascoltare Milano Parla Piano sta rappresentando per me conforto per poter affrontare questa città, e di questo sono grato.

Più Di Prima è il brano dell’album che mi trasmette di più. In questo come in altri brani sono le immagini che mi colpiscono, come ad esempio quella della nave stanca che combatte le onde presente nel bridge. La sensazione di non avere appigli che viene descritta anche con «sembra un’eternità/che con il cuore non tocco terra» credo possa calarsi perfettamente nelle vite di molte persone d’oggi, sottoscritto compreso. Il ritornello è la rappresentazione perfetta di questo sentimento «stare male e poi/stare bene poi/piú di prima». È una sensazione paragonabile alle montagne russe, in cui l’umore cambia repentinamente, anche all’interno della stessa giornata. Musicalmente sento molto l’influenza di Post Malone il quale, a mio parere, é uno dei pochi cantanti a saper usare l’autotune in maniera musicale e creativa, così come Wrongonyou. Le melodie tipiche del cantautorato si mischiano ad una produzione elettronica come in questo caso. Anche l’influenza dei Bon Iver é chiara nella seconda metà della canzone in cui i cori di voci pitchate richiamano alla mente 8 (circle) del gruppo statunitense.

Anche in Perso Ormai si ritrovano queste caratteristiche: l’autotune utilizzato per creare melodie cantibili tipiche del pop/folk e fondamenta elettroniche/urban che danno la giusta freschezza all’album.

Insomma Wrongonyou è un catalizzatore di tutti gli elementi del panorama musicale, italiano e non, e proprio per questo il sound che ne deriva é unico e non associabile ad altri artisti della musica italiana. La conclusione di Ora la percepisco come una bella testimonianza di resistenza «non sai che dolore/le porte chiuse in faccia/senza motivazioni/ed io che rispondo a pugni» e volontà «faccio quello che posso/con quello che ho».

Insomma Wrongonyou ha avuto il coraggio di rinnovarsi senza snaturarsi, ricordandosi delle radici, dei richiami alla montagna e alla natura, la quale in quest’album si fa spazio nella realtà metropolitana di Milano. Marco é un musicista a 360 gradi. Suona magistralmente la chitarra, non ha paura di sperimentare e ha cose da dire. Gli faccio i migliori auguri per quest’album e per quelli che verranno, che siano in italiano, inglese o mandarino. Keep going Mountain Man.

Wrongonyou sarà in tour nelle seguenti città:

20.11 Locomotiv, Bologna

22.11 Mood, Cosenza

29.11 Viper, Firenze

30.11 Spazio211, Torino

7.12 Officine Degli Esordi, Bari

13.12 New Age Club, Treviso

14.12 Vox Club, Nonantola (MA)

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David M. Campese

Cantautore. E' più facile trovare una chitarra che una bella ragazza sul mio letto.

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