10 nomi da non perdere al Great Escape Festival 2019

by NoisyRoad Staff

In un clima di Brexit, proteste a favore dell’ambiente e proteste anti-Trump, il Regno Unito non è mai stato così diviso. C’è una cosa che, però, mette d’accordo tutti: la musica. Per qualche oscuro motivo, sembra sempre che il meglio del panorama musicale nasca e cresca dai pub delle grandi città britanniche, per poi arrivare da noi in un secondo momento. Questa è anche la patria dei festival, quelli pieni di fango e line-up da lasciare a bocca aperta, quelli dei camping selvaggi e dell’alcol libero, quelli a cui andare almeno una volta nella propria vita. Il Great Escape di Brighton, in particolare, è una piccola punta di diamante che si differenzia da tutti i festival storici e più frequentati per un unico, meraviglioso motivo: il festival è dedicato interamente alla musica emergente, agli artisti più interessanti del momento e all’industria musicale in ogni sua sfaccettatura. La line-up è costellata da centinaia di nomi provenienti da tutto il mondo che si esibiranno per tre giorni sui palchi della soleggiata Brighton, cittadina marittima a solo un’ora da Londra. Per rendere la vita più semplice a tutti, abbiamo scelto 10 nomi da scoprire e da non perdere assolutamente, per passare un weekend lungo all’insegna della birra, del mare e della musica che unisce.

Walt Disco

Alla prima occhiata ciò che risalta è la loro estetica. I 5 ragazzi di Glasgow sembrano appena usciti dall’ultima sfilata di Celine by Hedi Slimane: vecchi trench oversize molto british, una scodella bionda alla Trainspotting, camicie bianche, pantaloni démodé a vita alta acquistati in qualche charity shop, foto esclusivamente in analogico. All’orecchio invece per prima cosa arriva la voce invidiabile del giovane cantante, che rimanda in parte a quella anni ’80 di Edwyn Collins degli Orange Juice e in parte a quella sporca e grattata di Joe Strummer. Poi scopri che sono stati influenzati dalle sottoculture punk, queer, new romantic e goth e tutto torna, anche nelle loro canzoni. Ad oggi hanno pubblicato 4 brani in cui la costante sono i puri, vecchi, semplici e leggermente dark riff chitarre elettriche, palese rimando alle atmosfere new wave passate. Il perfetto connubio i modaioli amanti del guitar indie.

Dove trovarli: giovedì 9 maggio, 14:30, One Church / 21:15, Horatios

Any Other

Al Great Escape non poteva certo mancare l’Italia con alcuni degli artisti emergenti più promettenti del nostro Paese. Tra questi, Adele Nigro, in arte Any Other, si esibirà sul palco di Brighton in compagnia dei colleghi Erica e Marco. La voce di Any Other non è una novità per il pubblico britannico: la giovane musicista di Verona ha viaggiato tutto il Regno Unito per promuovo l’ultimo album in studio, Two, Geography, accolto molto positivamente sia dalla stampa che dagli ascoltatori. Non è una sorpresa, visto che Any Other scrive e produce musica dal vibe fortemente internazionale. Il suo è uno stile che fonde suoni robusti, testi maturi e accenni al jazz, la perfetta sountrack per un pomeriggio al parco sotto l’ombra di un albero. Sarà perfetta per la spiaggia di Brighton as well.

Dove trovarli: giovedì 9 maggio, 15:30, Patterns Upstairs / sabato 11 maggio, 19:00, Patterns Upstairs

Jockstrap

Ecco, ci siamo, siamo arrivati al gruppo per artistoidi. Già solo dal nome, l’equivalente inglese di “sospensorio”. Archi, sintetizzatori eterei che sembrano un dolce sogno o un trip allucinogeno, melodie che potrebbero fare da colonna sonora ad uno di quei film indipendenti molto strambi ma molto acclamati dalla critica, svariati campionamenti, e una voce femminile proveniente da qualche decennio addietro. Il loro EP Love Is the Key to the City sarà probabilmente una delle cose più bizzarre che sentirete quest’anno. Non si incastrano in nessuna nicchia prestabilita, sembra di ascoltare sperimentazione avanguardistica che rende i ventenni Georgia Ellery e Taylor Skye un duo capace di spiazzare e incantare allo stesso tempo. Una figata. Probabilmente visti dal vivo ci si farà trasportare in una realtà al di fuori del tempo e dello spazio e se i due si fanno accompagnare anche da delle visual ad effetto il risultato è arte contemporanea.

Dove trovarli: giovedì 9 maggio, 20:15, Paganini Ballroom (The Old Ship) / venerdì 10 maggio, 20:15, Shoosh

Confidence Man

Irriverenti fino al midollo, fanno finta di avere una leggera spocchia, ma in realtà i Confidence Man suonano come quell’amico dal sarcasmo tagliente sempre infilato al momento giusto, quello che ti prende spesso per il culo, ma in simpatia, strappandoti ogni volta un sorriso. Il loro omonimo debut uscito l’anno scorso li ha resi una delle band emergenti più hot del momento; il disco è un upbeat di 40 minuti perfetto per voler conquistare sfacciatamente il mondo con un drink in mano, mosse al limite dell’imbarazzante, gli occhiali da sole, è un concentrato di sintetizzatori del buon umore ottimo per quelle mattine in cui ti svegli e ti senti un po’ Jim Carrey in “Una settimana da Dio”. Live sono il divertimento, chi li ha visti dice che sono talmente assurdi che ti fanno ballare involontariamente, ti lasci proprio andare, ancora meglio se con un gruppo di amici. Senza parlare del reggiseno a cono luminescente di Janet, che vorrete follemente possedere.

Dove trovarli: giovedì 9 maggio alle 22:30 al The Dive Bar (Beach Site) / sabato 11 maggio alle 15:05 al The Deep End (Beach Site)

Dan D’Lion

Il nome di Dan Bartlett gira da un bel po’ tra i meandri della scena musicale londinese, infatti il ragazzo si è fatto strada dietro alle spalle di altri artisti (le Little Mix vi dicono nulla?), scrivendo e producendo pezzi altrui, finché qualche mese fa non è arrivato il suo debutto solista sotto i riflettori con il brano dannatamente pop e catchy Give What You Take, di cui hanno parlato entusiasticamente tutte le maggiori testate indie d’Oltremanica, da DIY a Wonderland Magazine. Il suo è un pop come si deve, tradizionale, più raffinato e composto, che potrebbe approdare tra le rotazioni della cara e vecchia MTV da un giorno all’altro, con i suoi echi urban e i suoi rimandi alle canzoni dolciastre di Sam Smith. Un live da vedere se si vuole staccare la spina dal brutto tempo inglese e sentirsi più vicini alle atmosfere da Coachella e se si vuole prendere una boccata d’aria e di leggerezza dalle chitarre gracchianti provenienti dallo scantinato del pub per chiudere la serata in bellezza.

Dove trovarlo: giovedì 9 maggio, 23:15, Fabrica

VC Pines

VC Pines è la classica scoperta casuale che diventa un’ossessione, quella particolare canzone all’interno di una playlist random che ti fa fermare nel bel mezzo della strada per salvarla ovunque. Saranno le chitarre modulate, saranno le linee vocali sinuose, sarà quel che sarà, ma c’è un qualcosa nella musica di VC Pines che cattura. In particolare, il singolo uscito a marzo dal titolo Indigo riassume alla perfezione il suo stile: un ritmo catchy, la doppia linea vocale che entra in testa e non esce più, l’assolino effettato e un mixer fanno il loro lavoro. E anche piuttosto bene. VC Pines sembra essere piuttosto agli inizi, va a braccetto con l’etichetta indipendente londinese Fierce Panda Records e si definisce alternative soul. Anche se dai pezzi registrati non si capisce molto, il ragazzo si prevede essere un mago della stratificazione, un one-man-band che creerà intricate melodie dal nulla con la loop station e i pedali magici ai suoi piedi.

Dove trovarlo: venerdì 10 maggio, 14:15, Three Wise Cats (Casablanca)

Whenyoung

I Whenyoung hanno tre caratteristiche principali degne di nota: uno, sono irlandesi; due, conoscono Bono; tre, la carica ce l’hanno nel nome, perchè sono capitanati dalla cantante Aofie Power. Scherzi a parte, nonostante siano ancora agli inizi, il trio irlandese padroneggia uno stile in cui le chitarre sono protagoniste indiscusse e il piede spinge pesantamente sulla grancassa. E sì, sono un po’ ruvidi e con un apparente punto debole per l’estetica anni Novanta (persino nella musica). Con la grinta che ricorda i Wolf Alice, la delicatezza degli Orielles e lo shining look all’Anteros, i Whenyoung porteranno il classico indie rock da pub direttamente sul Pier di Brighton, sfoderando alcuni inediti del debut album in uscita il 24 maggio.

Dove trovarli: venerdì 10 maggio, 18:15, The Deep End (Beach Site)

Arlo Parks

Tra le piacevolissime scoperte che parteciperanno al Great Escape 2019 c’è lei, Arlo Parks. A soli 19 anni, la Parks è già una stella nascente della scena underground britannica e, sicuramente, presto verrà notata anche al di fuori di South London. La giovanissima artista ha soltanto tre singoli all’attivo, attraverso i quali dà voce ad un’intera generazione, quella dei Millenials o – come la definisce lei – la Super Sad Generation. Alla base dei suoi testi ci sono verità crude, riflessioni sulla propria identità e sessualità, preoccupazioni per il futuro e quella sensazione di disorientamento tipica della fase adolescenziale. Arlo Parks prende tutti questi elementi, li unisce, li mescola, li scompone e cerca di dare un senso in musica al caos di un’intera generazione. Il suo è un fascino suburbano, un soul moderno contaminato da note hip hop e cantato con una semplicità disarmante, rendendola semplicemente irresistibile.

Dove trovarla: venerdì 10 maggio, 20:15, The Dive Bar (Beach Site)

Gently Tender

Dalle ceneri dei Palma Violets, una delle band alternative più promettenti della scena indie londinese 2012, sono nate due band: i Crewel Intentions, capitanati da Chilli Jesson, e i Gently Tender in cui sono affluiti i restanti membri del gruppo con l’aiuto di Juliette delle Big Moon. Gli anni passano e anche loro, come il loro sound di conseguenza, sono maturati. Hanno lasciato scemare i giganteschi poghi scatenati dalle loro chitarre ruggenti e scanzonate, le loro sonorità si sono ammorbidite e addolcite, hanno abbracciato melodie più da “cantautorato americano” ruvido e DIY, melanconiche, da ascoltare in un fine serata solitaria al pub con un bicchiere di vino in mano. In un batter d’occhio l’aria che respirerete diventerà stranamente vintage, vi sembrerà di trovarvi in un vecchio bar da film in bianco nero, grazie a quell’organetto anni 60 e la voce di Sam profonda e malconcia, a tratti parlata, a cui fare eco se si è alticci.

Dove trovarli: venerdì 10 maggio, 22:15, The Haunt

Pumarosa

Se al Great Escape ci andate per scoprire suoni nuovi, esplorare artisti mai sentiti prima e fare un’esperienza musicale a 360°, allora non potete perdervi il set dei Pumarosa. I quattro musicisti di Londra incarnano tutta l’essenza della capitale londinese: quando pensi di aver visto tutto, ecco che succede qualcosa di inusuale che ti fa ricredere. I Pumarosa hanno appena pubblicato il debut album The Witch con Fiction Records e non è solo il nome ad essere esotico, ma anche il loro sound. La band gioca con atmosfere eteree, ritmi esuberanti, percussioni tribali e un’energia a tratti mistica che fa venire voglia di ballare quasi come sotto incantesimo. Un genere di nicchia per chi va al Great Escape per apprezzare l’ignoto.

Dove trovarli: sabato 11 maggio, 21:15, Coalition

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L’articolo è stato scritto a due mani da Alessia e Maria Vittoria.

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